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Croda del Sion da Pian Meluzzo

05-08-2013 11.49
Matthew Matthew
Da Cimolais si risale interamente la Val Cimoliana fino al Pian Meluzzo, dove si parcheggia comodamente (1163 m). Si imbocca dunque la pista che inizia a risalire la Val Meluzzo (segnavia CAI 361); dopo circa mezz'ora di cammino in falsopiano su depositi ghiaiosi, si giunge ad un bivio dove si prosegue per la Val Postegae (segnavia CAI 362). Si risale lungamente la vallata con pendenza esigua, tenendosi sempre sulla destra orografica del torrente su ottimo e comodo sentiero. Più avanti si prosegue a svolte su terreno più ripido, giungendo ad una zona paludosa dove sorgeva il Casone Val dell'Inferno. Si lascia qui la prosecuzione del sentiero per il Passo del Mus e si prende invece il 366 che, verso destra, aggira le verticali pareti del Sion, e si inoltra in salita costante verso il Cadin dell'Inferno, dominato sulla destra dalla mole del Pramaggiore. L'attacco della via per la Croda dal Sion è una settantina di metri prima della forcella La Sidon e si trova nei pressi di uno sperone di roccia (2125 m circa). Non è difficile individuarlo perché buttando l'occhio alle pareti soprastanti si intuisce bene la rampa che si alza in diagonale da destra a sinistra e che si dovrà percorrere per tutta la sua lunghezza. Per raggiungerla bisogna superare inizialmente una paretina alla sinistra del suddetto sperone (I+, freccia rossa su un masso), dopodichè la si segue verso sinistra con qualche saliscendi costeggiando il muro di roccia gialla e nera del Cjastel del Sion. Il pendio si fa poi più largo e cosparso di pietrisco instabile mentre sulla destra in fondo appare la forcella del Ciastel verso la quale si è diretti. Il canalone che scende da questa è però strozzato più in alto da alcuni grossi massi non superabili direttamente. Seguendo alcuni bolli rossi e ometti si vince allora una paretina sulla sinistra (I) per portarsi su un cengia che rappresenta il tratto più pericoloso dell'escursione: infatti, dato che la parete sporge in fuori e strisciare sotto è improbabile, occorre superare il passaggio buttandosi un po' in fuori e passando lateralmente tenendosi su buoni appoggi e appigli (una decina di metri, molto esposto). Usciti dalla cengia la forcella suddetta non è lontana; la si può raggiungere e poi inerpicarsi a sinistra per facili roccette, oppure arrampicarsi direttamente sulle rocce soprastanti (consiglio la seconda soluzione per la salita e la prima per la discesa). In ogni caso si viene depositati sull'ampio pendio erboso del Pulpito Grande, del quale si raggiunge facilmente la sommità, mentre di fronte si svelano le due anticime S del Sion, separate da una selletta ghiaiosa che dovremo raggiungere. Per farlo però bisogna calare alla forcelletta sottostante (I+) e poi risalire su giaie e roccette. Da qui appare la vicina cima principale, ma occorre calare ancora una volta alla forcelletta sottostante (I+). Volendo evitare la salita e la discesa all'antecima, una volta scesi dal Pulpito Grande si può proseguire orizzontalmente a sinistra e aggirare per cengia l'antecima, raggiungendo la selletta tra questa e la cima principale; sconsiglio tuttavia questa opzione data l'impressionante esposizione. Si compie dunque la risalita finale, prima su ghiaie e poi per una paretina (I). Eccoci finalmente in cima alla Croda dal Sion, dove il panorama si apre completamente sulla valle del Tagliamento e i rami di Brica (2410 m, ometto e libro di vetta).
Per il ritorno è d'obbligo la medesima via, prestando la massima cautela al terreno franoso e ai tratti d'arrampicata da fare in discesa, mai troppo impegnativi ma spesso esposti.


Dislivello: 1300 m circa

Tempo di salita: parcheggio - alto cadin dell'inferno: 2.45-3.00 h
dall'attacco alla cima: 1.15-1.30 h

Tempo di discesa:3.30-3.45 h

Tempo totale: 8 h circa

totale visite 1998-2005: 50 circa (fonte del Rifugio Flaiban Pacherini)
totale visite 2008-2013: 24 (l'ultima il 08-09-2012)


NOTE: La Croda dal Sion è una cima a torto poco conosciuta e frequentata; la sua altezza è di poco inferiore al vicino Pramaggiore ma il panorama è altrettanto superbo. Le difficoltà dell'ascesa non superano mai il II, tuttavia il terreno molto spesso instabile e la severità dei luoghi non sono da trascurare. La roccia è comunque buona e nei tratti di arrampicata, o anche solo per tenersi in equilibrio, appigli e appoggi sono abbondanti e discreti. In alcuni tratti i bolli rossi sono frequenti, in altri sono scomparsi, forse a causa di franamenti. Gli ometti non sono abbondanti ma nei punti chiave guidano con cura l'escursionista; dati però i frequenti saliscendi e la complessità morfologica di questo complesso roccioso, possono insorgere problemi di orientamento. Non sono presenti attrezzature in alcun punto. Consiglio vivamente l'uso del caschetto, a maggior ragione per la frequentazione di questi luoghi da parte di stambecchi. Escursione effettuata in luglio 2013 in solitaria.
Allegato: Le torri del Sion dal Cadin dellInferno.JPG
Croda del Sion da Pian Meluzzo
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05-08-2013 11.52
Matthew Matthew
Il tracciato della via dal Cadin dell'Inferno
Allegato: Il tracciato della via dal Cadin dellInferno.JPG
Il tracciato della via dal Cadin dell'Inferno
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05-08-2013 11.54
Matthew Matthew
Freccia all'attacco della via
Allegato: Freccia allattacco della via.JPG
Freccia all'attacco della via
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05-08-2013 11.55
Matthew Matthew
Salendo lungo la rampa
Allegato: Salendo lungo la rampa.JPG
Salendo lungo la rampa
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05-08-2013 11.57
Matthew Matthew
Tratto molto delicato
Allegato: Tratto delicato.JPG
Tratto molto delicato
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05-08-2013 11.59
Matthew Matthew
Il Pramaggiore dal Pulpito Grande
Allegato: Il Pramaggiore dal Pulpito Grande.JPG
Il Pramaggiore dal Pulpito Grande
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05-08-2013 12.00
Matthew Matthew
Le due anticime S dal Pulpito Grande
Allegato: Le due anticime S dal Pulpito Grande.JPG
Le due anticime S dal Pulpito Grande
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05-08-2013 12.01
Matthew Matthew
La cima principale
Allegato: La cima principale.JPG
La cima principale
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05-08-2013 12.03
Matthew Matthew
L'antecima S dalla cima principale
Allegato: Lantecima S dalla cima principale.JPG
L'antecima S dalla cima principale
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05-08-2013 12.04
Matthew Matthew
Spiacente per le due foto ruotate di 90°. I tracciati disegnati sono indicativi.
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16-09-2013 19.05
favretandrea favretandrea
Fatta a inizio settembre, sembra che siamo stati i soli a salirla quest'anno. Magnifica cima. Una cosa per salire l'ultima parte per arrivare alla cima: tenersi dove ci sono gli ometti! Ho provato a salire sul canale più a destra, una decina di metri da dove si dovrebbe salire, mi sembrava un bellissimo II grado dove mi sarei divertito. Invece viene giù tutto! Sono stato 5 minuti per trovare un appoggio e un appiglio che non venisse giù. Quindi meglio seguire le indicazioni. Comunque bella relazione, bravo.
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17-09-2013 01.57
Matthew Matthew
Sono d'accordo, in alcuni punti tra cui quello che hai citato la roccia è abbastanza marcia. D'altronde, così si presenta in generale nelle nostre dolomiti! Seguire gli ometti è senza dubbio la cosa migliore: fuorviare può costare la vita, a maggior ragione se la cima non è frequentata da nessuno. Grazie dei complimenti, e se la mia relazione ti è servita a qualcosa mi sento lusingato. Ciao!
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31-10-2013 15.14
anna66 anna66
Grazie per la perfetta relazione, mi è stata utilissima la scorsa domenica....ed arrivare sopra ad un mare di nubi è stato stupendo.
Grazie ancora Matthew!
Anna.
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04-11-2013 16.01
Matthew Matthew
Mi fa piacere, Anna! Un saluto
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22-09-2016 12.34
texwiller texwiller
Sono stato un mesetto fa e volevo segnalare che la paretina d'attacco, quella prima di imboccare il canale/rampa verso sx, è stata oggetto di recenti franamenti dall'alto e ad oggi si presenta molto sporca di terriccio e ghiaia e rovinata con molti appigli di dubbia tenuta! Sicuramente sconsigliabile al momento.
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28-09-2016 17.02
veneto veneto
Grazie della segnalazione ;)
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