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Anello della Val Maggiore da Toppo

15-12-2012 11.07
Michela Michela
Questa escursione permette di visitare l'ampia e bella conca della Val Maggiore situata sulle pendici del Ciaurlec; è adatta d'inverno essendo breve, a bassa quota e ben esposta al sole. Il percorso descritto in salita, più comodo e panoramico, può servire anche come variante d'accesso a casera Valinis e quindi al m. Valinis o al Ciaurlec (vedi le rispettive schede di SentieriNatura), mentre l'intero anello offre una prospettiva completa su questo particolare ambiente e la soddisfazione di muoversi liberamente su tracce poco battute, senza difficoltà dato che la conca stessa fa da costante riferimento.
A Toppo si parcheggia in via della Colonia presso le tabelle d'inizio del "sentiero G. Maso" CAI 850 (il cui tracciato, non ancora segnato sulla Tabacco, si può trovare sul sito del CAI di Spilimbergo). Si sale sul ramo di sinistra per stradina asfaltata, e si prosegue per mulattiera lastricata che si lascia alla prima svolta a destra, imboccando un sentiero diretto. Questo esce in breve su terreno aperto, passa un piccolo ripiano boscoso e traversa in obliquo a sinistra fino alla base di dossi erbosi q. 550 c., dove si staccano varie tracce. Si resta su quella più evidente mantenendo la direzione e una cinquantina di metri più su si guadagna la linea del costone che chiude in destra orografica la Val Maggiore: la vista si apre, al di là del crinale, anche sulla piana di Meduno e sui monti Raut e Dosaip. Con bel cammino panoramico si segue la traccia per lo più sul filo, con brevi tratti sottocresta; oltre una lieve insellatura q. 605 c. si superano i successivi risalti erbosi fino a un bivio: a sinistra una traccia regolare taglia il pendio in leggera discesa collegandosi 130 m più in basso col sentiero CAI 819 proveniente da Sottomonte. Il sentiero che continua in salita invece lascia il crinale entrando nella conca, superata una baita torna verso il costone e lo rimonta con qualche svolta più ripida; in ultimo raggiunge una selletta con macchia di abeti q. 830 c. posta sul bordo superiore del catino.
Per casera Valinis si segue il sentiero che percorre a sinistra una valletta boscosa, passa accanto a dei ruderi e scende leggermente a malga Chiavoleit q. 798, uscendo poco sotto sul sentiero CAI 819 presso una svolta come indicato in cartina. (Si può arrivare qui anche in modo più "avventuroso " traversando a sinistra a q. 750-70, per ripide erbe senza traccia.)
Volendo completare il periplo della Val Maggiore invece conviene evitare un tratto di cresta infestato di arbusti, traversando poco prima della selletta per traccia in quota a E fino a un piccolo avvallamento. Da qui ci si può già calare lungo il bordo sinistro della conca, che però inizialmente è poco delineato e ha zone di sterpi. A mio parere è preferibile salire brevemente alla dorsale parallela più marcata e aperta, scenderla per un tratto e riprendere poi verso destra l'orlo del catino; alla fine abbassandosi entro questo si raggiunge la soglia. (Se si conosce già il percorso si può anche puntare al pianoro boscoso posto a N del cocuzzolo quotato 697, attraversarlo e imboccare la traccia poco evidente che aggira sul lato E, scende un costoncino erboso e piega a sinistra sbucando a casera Tamer Bassa q. 586 lungo il sentiero CAI 850.)
Sulla soglia della conca una traccia verso destra oltrepassa il dosso q. 601 chiudendo il circolo in senso orario; poco sotto verso S si dovrebbe ritrovare il traverso dell'andata. Io nel dubbio e allungando un po' sono rimasta sulla traccia che prosegue in quota sul lato interno (rametti tagliati) e riporta alla "lieve insellatura q. 605 c." già toccata nella parte iniziale del costone di salita, da cui a ritroso come all'andata.

Tempi indicativi: 1h 10' - 30' alla selletta q. 830 c., 2h 35' - 3h 10' l'intero anello
Dislivello 580 circa
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18-12-2012 12.45
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Ciao Michela,
Due Domande : la baita che hai incontrato è la Tamer bassa? Quella all'imbocco della Val maggiore con una fonte omonima appena sopra?
Da li, hai puntato verso la legnaia in alto per risalire il costone?
Alla fine, in alto, della Val Maggiore c'è un trivio con delle croci, sei passata ancora più in alto di questo quando hai incrociato la traccia che porta alla Valinis?
Infine un quesito per una possibile variante per il Pecol dell'Ucel : lungo la vecchia strada militare che porta alla C.Ra Sinich c'è una traccia di cacciatori che esce a sx appena sotto la Clapata. Mi sono sempre chiesto se finisce sul nuovo CAI850. Hai notizie in merito?
Grazie
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18-12-2012 21.04
Michela Michela
Ciao Pietro, credo ci sia un equivoco dovuto in parte alla cartina e anche alla mia spiegazione poco chiara. La cartina Tabacco indica come Val Maggiore sia l'impluvio dove si trova c.ra Tamer Bassa sia la conca poco a O, sotto il m. Ciavoleit. Io seguendo la Carta Tecnica Regionale mi riferisco a quest'ultima che è appunto una conca molto regolare, evidente e aperta: tra l'altro mi piacerebbe che qualche esperto ne spiegasse l'origine perché credo sia un fenomeno insolito a quella quota. Il percorso che ho descritto segue all'inizio il sentiero 850 per c.ra Tamer Bassa ma lo lascia quasi subito a q. 400 c., per salire il pendio e prendere il costone in destra orografica (q. 609). Pertanto la prima baita che si incontra (privata e chiusa) è quella indicata in cartina con un puntino a q. 688, l'altra è m.ga Chiavoleit q. 798 che si trova sul collegamento per il sent. 819 e c.ra Valinis, indicato con tratteggio nero. Ho accennato anche a una traccia che collega l'altro costone con c.ra Tamer Bassa (in salita si stacca in obliquo a sinistra dalla casera), ma è più complicata e secondo me è più bello alla fine "chiudere il cerchio". Sugli altri sentieri di cui chiedi non so darti informazioni, mandi
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11-02-2013 21.04
Michela Michela
Rispondo qui a luciano.piccin. Da casera Tamer si prende la traccia in obliquo a sinistra, che porta a un crinalino erboso e lo sale brevemente. La traccia diventa poi più esile e traversa il ripido fianco sulla destra del cocuzzolo quotato 697, fino a una piccola conca boscosa dove si perde. Se si sale tenendosi sulla destra la direzione è più intuitiva ma con un tratto iniziale di sterpi, non so se attraversando un po' a sinistra sia più pulito, in ogni caso poco sopra si arriva sul crinale E aperto, poi da lì è evidente.
P.S. può essere che domenica ci siamo incontrati e abbiamo scambiato parola, eravate in due fermi sul costone O mentre arrivavo?
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12-02-2013 19.52
luciano.piccin luciano.piccin
Ero proprio io, con un amico, e mi era sorto il dubbio che potessi essere tu quell'escursionista. Poi ti ho visto scattare una foto con una digitale e, siccome (se non sbaglio) quegli "aggeggi" ti sono antipatici, avevo scartato l'ipotesi.
Grazie comunque per la tua delucidazione e per le altre tue (veramente interessanti) proposte.
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24-03-2013 15.36
luciano.piccin luciano.piccin
Alcune integrazioni alle spiegazioni di Michela per l'anello della Val Maggiore e il collegamento tra c.Tamar e il costone E del M.Ciavoleit:
1) ".... fino a una piccola conca boscosa dove si perde..." si segua a sin. il muretto di spietramento (che lì s'incontra) per circa 5' fino a dove la vegetazione complica la prosecuzione. A questo punto si devia a sin. nel rado sottobosco verso una piccola spianata prativa (m.600 c.) e si prosegue a O per qualche altro minuto fino a raggiungere il costone E sulla soglia della conca della Val Maggiore. Questa variante al percorso segnalato da Michela consente di evitare di "litigare" con rovi e sterpi vari.
2) nella relazione principale ".... volendo completare il periplo della Val Maggiore invece conviene evitare un tratto di cresta infestato di arbusti.. " ebbene direi che si possa percorrere agevolmente questo tratto in quanto, i pur brevi tratti con arbusti, si possono evitare tranquillamente spostandosi dal crinale ora a dx ora a six.
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24-03-2013 18.02
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Buonasera, sono stato su ieri sull'850 approfittando della bella giornata e per relaziionare eventuali interventi di manutenzione da effettuare in vista della festa dell'escursione dei 150 anni del C.A.I , sono partito da toppo e percorrendo il sentiero fatto da michela fino al bivio dove ho svolato a dx proseguendo per monte Davass , seguendo delle tracce fresche e alcuni radi segni sono arrivato in vetta, dove penso ci sia quasi un metro di neve, ho trovato i paletti quasi tutti sepolti,sono ridisceso fino alla casera Davass e da li ho effettuato la direttissima che scende difronte alla casera a sud ed è un sentiero ripido ma che ti ricongiunge all'850 , non è segnato ma ben tracciato , per rispondere a Pietro se dalla casera sinich si vuole collegare al tamer bassa ha alcune possibilità , di cui una di scendere al sud fino a col taron e risalire sul monte davass e eaagnciarsi all'850 che scende a toppo, alti due sentieri dal rudere di casera de zorz taglia collegandosi con l'850 a nord monte davass, quota segnata 959 ...
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