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Anello del Maestro Eremita e dei Boscaioli in Val Tralba

31-08-2012 19.33
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Introduzione :
L’idea di svolgere questo anello mi è venuta dopo aver incontrato una persona di Moggio Udinese molto esperta della zona.Il quale mi ha raccontato di un maestro che si era rifugiato nei recessi del Tralba dopo la pensione. Il maestro girovagava tra il s.li dal Gnazio (facilmente raggiungibile dal ponte di Ovedasso per un bel sentiero per cengia ) e c.ra Crostis, bivaccando in posti inaccessibili e remoti anche per i cacciatori. Il maestro tornava in paese solo per far scorta di provviste e ritirare la pensione. Rimase in quella zona per molti anni a cavallo degli anni 70-80 ristrutturando parzialmente gli edifici che utilizzava.Le uniche tracce di passaggio che ha lasciato in quei luoghi sono le scatole di latta vuote che lasciava su gli alberi per indicare un bivio del sentiero. Per quanto concerne i boscaioli della Val Tralba invece, ho scoperto la storia per caso, leggendo un libro sul Fiume Tagliamento e la storia delle sue genti. Il prelievo dei legnami in quella zona venne svolto fino a metà dell’800 principalmente per l’arsenale di Venezia. Per il trasporto fuori da quelle strette valli vennero create le due Stue (chiuse in Frulano ) e quando qualche tronco si incagliava nel fondo del rio, un bosciolo doveva essere calato con una corda per sbloccare il tronco a rischio della propria vita.Una vita dura e molto pericolosa.
Tempo totale : 9-10 h
Dislivello totale : circa 800 m
Partenza : cartello espositivo del parco naturale della Val Alba all’uscita della vecchia strada da Pradis (q738)
Descrizione itinerario :
Si scende subito decisamente lungo la pista di servizio lungo la diga del Cartificio. Arrivati sul fondo del Rio Alba, si guada e poco prima della diga si imbocca il sentiero nel bosco, bollo bianco e blu su un albero. Questo sentiero è di servizio per le due prese dell’acquedotto di Moggio, che incontreremo, e presenta un punto franato, attrezzato con corda, e un stretto ed aereo ponte di ferro per oltrepassare un canalino roccioso. Giunti sul greto del RioTralba, scendere lungo gli scalini di servizio della diga, attenzione all’esposizione, e proseguire lungo il greto a monte della presa. Subito Dopo si incontrano gli imponenti resti della prima Stue sulla sinistra. Proseguire lungo il greto fino ad un’evidente curva del Rio a destra, qui c’è una pozza che occupa tutto il greto. Per Passarla, ci sono due possibilità : o entrare in acqua o passare sulla cengia discendente a sinistra,arrampicandosi brevemente su una paretina erbosa per arrivarci. Passata questa pozza si prosegue fino ad un evidente macigno con un altra pozza. In questo caso, bisogna arrampicare il macigno (I – II- ) per sbucare oltre l’ostacolo. Questo tratto del Rio in cui entriamo sono presenti molte pozze e cascatelle contornate dalle pareti strapiombanti della valle. Giunti nelle vicinanze della seconda Stue bisogna passare un ulteriore pozza, risalendo la parete inclinata a destra (vecchio cavo metallico di sicurezza ) e poi traversare (roccia scivolosa) e così si sbucherà davanti al “Bacio delle Rocce”, appena prima della Chiusa Superiore (q836). Il “Bacio delle Rocce” lo si passa a sx (ometto ). La Stue superiore è meglio conservata e mostra anche la tecnica di costruzione eseguita dai boscaioli utilizzando esclusivamente materiale locale, pietre e alberi di pino incrociati.
Appena passata la Stue superiore bisogna risalire lungo una cengia a sx ( ometto ) e passare due piccoli salti erbosi per superare un salto del Rio, bella pozza con cascata. Passato il salto, si attraversa il rio e si prende un'ulteriore cengia a destra del rio, per passare un altro salto. Poco dopo, bisogna risalire ( ripida parete erbosa ) in una cengia a destra per passare un ulteriore salto del Rio. Superata questo salto si arriva alla Cengia Discendente, che proviene da destra dalle pareti del Pisimoni, la si oltrepassa e si giunge ad un bivio del rio con un evidente promontorio boscoso di fronte. Si prosegue lungo il ramo principale a sinistra, trascurando il Rio Tralba di Là a destra. Passate delle ripide pareti, si tiene la destra e si entra nel bosco risalendo il promontorio lungo una traccia di cacciatori o/e boscaioli (ometti e fetucce). In questo modo si oltrepassano i primi due salti del Rio che proviene dal Crostis. A questo punto, per passare un ulteriore salto del Rio a dx ci sono due possibilità : o si arrampica lungo la parete (I-II) o si prosegue lungo il bosco a dx. Oltrepassata questo bel salto, si sbuca nella confluenza del Rio di c.ra Crostis. Lasciamo ora a dx la prosecuzione del Rio per il Crostis. Il rio della casera, nella parte iniziale, si presenta molto stretto e con due bei salti. Per andare oltre questo punto bisogna innalzarsi a dx del rio, traccia e fettucce, nelle vicinanze di una macchia di pini mughi. Si sfiora il rio in un paio di punti, fino a rientrarvi definitivamente a q 1280 circa. Passata la stretta gola iniziale, il rio si allarga e volge verso il Crostis. Si passano ancora due piccoli salti e un rio secondario a sx da ignorare. Arrivati a q 1350 circa, il rio si appoggia al fondo della valle di c.ra Crostis e le fatiche si attenuano. Si prosegue lungo il Rio fino a quando si restringe in maniera marcata. Qui, lo si abbandona e si prosegue a sx dritti in mezzo ai mughi e slarghi. Si punta verso l’alto e si sbuca al limitare del prato sotto C.ra Crostis ( q1460). Bel panorama verso il Crostis e le pareti Nord del Pisimoni. A questo punto, per la chiusura dell’anello, bisogna imboccare la traccia che scende a SE (come riferimento : tenendosi il Crostis alle spalle e di fronte la casera, la traccia scende a sinistra). Il sentiero traversa fino ad una piccola insellatura al limitare del bosco ceduo e da qui scende decisamente fino a circa 30-40 m sopra il Rio di C.ra Crostis. A questo punto, svolta decisamente a destra per imboccare una cengia che fascia le pareti sovrastanti aggirandole interamente, tratti un po’ esposti, Ometti e sentiero evidente. Arrivati ad una insellatura boscosa, il Cuel delle Fratte (q1260), si prende la traccia a sinistra e scendendo traversando nel bosco si perviene allo s.li Roselan (q1033, punto di ricovero d’emergenza). Da qui si scende decisamente, lungo una traccia a sinistra della costruzione (tenendosi lo stavolo alle spalle) fino al fondo del Rio Alba. Arrivati al rio, si volge a sinistra e ci si porta dalla parte opposta sotto le pareti scavate dal Rio. Si rimane sul greto puntando ad una evidente frana di fronte a noi. La si attraversa risalendo per alcuni metri fino a entrare nel bosco e trovare un evidente traccia che risale il pendio. Questa ci porta sulla vecchia via di collegamento creata dagli abitanti di Riolada per il collegamento con gli stavoli presenti in zona. Arrivati sul piano della via, la si imbocca a sx e si prosegue lungamente in falso piano fino ad evidente interruzione a causa di una frana. Qui, si scende e si prosegue in traverso-discendente lungo il bosco, fino a sbucare nell’ultima curva della strada di servizio per la diga. La si risale e si perviene esattamente al punto di partenza.
Note percorso : tutto il percorso richiede un minimo d’orientamento, capacità a muoversi nel bosco e un minimo di capacità di arrampicata. Dal Cuel delle Fratte c’è la possibilità di svolgere un anello ridotto scendendo lungo la Costa della Sega (utilizzato dai valigiani per la discesa dal Zuc dal Bor ) fino ad incrociare il sentiero che proviene dalla Diga della Cartiera. Sconsigliato di svolgere l’anello dopo periodi piovosi.
Allegato: la_Stue_superiore.JPG
Anello del Maestro Eremita e dei Boscaioli in Val Tralba
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31-08-2012 19.37
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
il percorso fatto
Allegato: il percorso.JPG
il percorso fatto
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31-08-2012 19.39
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
la Stue inferiore
Allegato: la_Stue_inferiore.JPG
la Stue inferiore
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31-08-2012 19.40
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
il bacio dell'orso
Allegato: il_bacio_dell_orso.JPG
il bacio dell'orso
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31-08-2012 19.44
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
la pozza con il cavo metallico
Allegato: la_pozza_con_il_cavo_metallico.JPG
la pozza con il cavo metallico
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31-08-2012 19.45
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
il bacio dei sassi appena prima della chiusa superiore
Allegato: il bacio dei sassi appena prima della chiusa superiore.JPG
il bacio dei sassi appena prima della chiusa superiore
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31-08-2012 19.47
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
cascatella lungo il Rio
Allegato: cascatella lungo il Rio.JPG
cascatella lungo il Rio
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31-08-2012 19.48
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
stelle alpine a q1300slm
Allegato: stelle_alpine_a_q1300slm.JPG
stelle alpine a q1300slm
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31-08-2012 19.49
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
in arrivo a casera Crostis
Allegato: in_arrivo_a casera_Crostis.JPG
in arrivo a casera Crostis
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31-08-2012 19.53
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Il Pisimoni lungo la via del ritorno
Allegato: Il_Pisimoni_lungo_la_via_del_ritorno.JPG
Il Pisimoni lungo la via del ritorno
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31-08-2012 19.54
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
stavolo Roselan.
Allegato: stavolo_Roselan.JPG
stavolo Roselan.
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01-09-2012 11.50
norman norman
Volevo fare i miei complimenti a Pietro per la dettagliatissima relazione ed il magnifico percorso, che valorizzano e mantengono viva l’esperienza ereditata dagli anziani del luogo ma sono anche frutto (suppongo) di una lunga ed appassionata ricerca sul campo. Molto belle anche le foto che restituiscono appieno la singolarità di quell’ambiente così poco conosciuto. Credo si tratti della prima descrizione della risalita in assetto escursionistico della forra del Tralba, finora esistevano solamente delle descrizioni parziali ad opera dei forristi che sono soliti scendere da sotto la Chiusa Inferiore. Incuriosisce l’accenno che fai allo St.lo del Gnazio, il cui accesso “dal ponte di Ovedasso” meriterebbe una descrizione a parte per il suggestivo ambiente che attraversa e perché di non sempre facile reperimento. Hai forse visto se seguendo il sentiero “nero” in carta Tabacco sia possibile da detto st.lo ricongiungersi al sentiero dei forristi che scende al Tralba? Per nulla banale, aggiungerei inoltre, la variante di discesa del tuo anello che percorre la Costa della Sega.
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01-09-2012 14.56
giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
Mi associo anch'io ai complimenti a Pietro per aver descritto un percorso molto probabilmente destinato ad essere dimenticato. Certo, da quanto leggo richiede esperienza ed orientamento ma questo aggiunge valore ad un settore delle montagne di Moggio pressochè sconosciuto.
PS: sono stato qualche anno fa a casera Crostis seguendo il segnavia 450 ma mai mi sarei immaginato, arrivato alla casera, che potessero esistere in un posto così isolato altri sentieri d'accesso.
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01-09-2012 20.24
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Rispondo a Norman : esistono due passaggi tra lo s.lo del Gnazio e la Costa della Sega. Personalmente, ne ho fatto uno insieme alla persona di Moggio. Ma sono passaggi molto complicati e richiedo molta esperienza di montagna e, perchè no, una buona guida del luogo. Per l'accesso al s.li del Gnazio avevo già pensato ad una piccola relazione sull'argomento. Appena sarà pronta la metterò in rete.
Rispondo a Giuseppe.Tolazzi : nello spigolo della C.ra Crostis, come vedi dalla foto allegata, c'è un vecchio segnavia CAI450 e penso che passava dovo sono passato Io al ritorno.Perciò penso che esisteva una fitta rete di sentieri in zona una volta, ora quasi del tutto scomparsa.
Allegato: P8188246.JPG
Rispondo a Norman : esistono due passaggi tra lo s.lo del Gnazio e la Costa della Sega. Personalmente, ne ho fatto uno insieme alla persona di Moggio. Ma sono passaggi molto complicati e richiedo molta esperienza di montagna e, perchè no, una buona guida
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