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Cuel de la Bareta da Cadramazzo

26-04-2007 00.00
giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
Una famosa quanto ormai datata guida alpinistica del CAI-TCI sulle Alpi Giulie descrive il sottogruppo del Cimone del Montasio come un settore alpino "Fuori dalle vie battute dagli alpinisti, selvaggio, severo e dagli accessi lunghi e scomodissimi fu frequentato soprattutto da cacciatori". […] "Le selvagge pareti hanno quindi accessi ancor più complicati, faticosi e difficili di un tempo, ma per chi sa apprezzare la bellezza di questa severa e incontaminata solitudine, il gruppo del Cimone eserciterà ancora lo stesso fascino con il quale attirò gli alpinisti che l’esplorarono" [G. Buscaini, Alpi Giulie, Guida CAI-TCI, 1974]. Tra questi va ricordata la romantica figura di Vladimiro Dougan, alpinista triestino che redasse nel 1929 una completa monografia del gruppo che cominciava così: "Se c’è nelle Alpi Giulie ancora un angolo nascosto, che conservi il fascino misterioso e la pace infinita dei monti, questo è il mondo deserto del Gruppo del Cimone". A quasi ottanta anni di distanza, queste parole si potrebbero, fortunatamente, riscrivere tali e quali.
Il Cuel de la Bareta (1522 m) è una cima tozza e tondeggiante che chiude l’estremità nord ovest di questo gruppo montuoso e nonostante sia un’elevazione poco appariscente, per la sua posizione offre, però, un remunerativo panorama a 360° su tutte le cime circostanti. Barèta in friulano è il nome comune dell’Evonymus europaeus o fusaria, fusaggine, un arbusto che cresce abbondante in prossimità della cima e che produce un frutto rosa intenso dalla forma caratteristica che assomiglia al copricapo dei prelati, da cui il nome volgare. La via d’accesso più frequentata è quella dal paese di Patòc in Val Raccolana lungo il sentiero CAI 620 che, come ideale prosecuzione della "Via Alta", aggira in quota tutto il versante occidentale del gruppo del Cimone. Un itinerario alternativo, oggetto della presente relazione, è quello del sentiero CAI 619 che parte dal Canal del Ferro presso la frazione abbandonata di Cadramazzo e risale l’omonimo vallone fino a raccordarsi al 620 poco distante dalla cima del Cuel de la Bareta. Cadramazzo (Cadramàc, 412 m) fino agli anni ’60 era collegata alla strada statale Pontebbana da una passerella per soli pedoni sul fiume Fella. Negli anni successivi la frazione venne abbandonata e la passerella, senza un’adeguata manutenzione, crollò isolando definitivamente il gruppo di case. Non esiste più nemmeno un vecchio sentiero che arrivava alla frazione dalla valle del Rio Patòc. Attualmente, però, è possibile accedervi parcheggiando presso un’ampia piazzola di sosta dell’autostrada A23 denominata, appunto, "Cadramazzo".
Dalla piazzola un piccolo cancello (non sempre aperto) permette di uscire dall’area autostradale proprio a pochi passi dalle case di Cadramazzo che così possono essere visitate. Un cartello CAI e l’evidente segnavia 619 indicano nei pressi l’inizio dell’ex mulattiera di guerra che subito traversa una piccola pietraia e con comodi tornantini nel rado bosco comincia a guadagnare quota. Ad un tornante, raggiunta un’ancona votiva si continua a sinistra superando un tratto piuttosto ripido con gradini di cemento parzialmente sbriciolati, tratto che quindi richiede attenzione. Salendo ancora il costone roccioso, alto ormai sull’autostrada, ad un certo punto lo si aggira in quota nettamente entrando nel vallone del Rio Cadramazzo. Racchiuso tra dirupate pareti verticali colonizzate da Pino nero e Pino silvestre, il vallone di Cadramazzo si presenta, ora, in tutta la sua selvaggia bellezza. La comoda mulattiera di guerra prosegue verso sinistra ancora in salita per poi procedere in quota alta sopra il rio, irraggiungibile, che scroscia impetuoso in fondo al vallone. Si continua con leggeri saliscendi e qualche tornante inoltrandosi verso est, in destra orografica, incrociando un susseguirsi di coste boscate e grandiosi canaloni detritici incuneati profondamente tra le rocce. Ad un piccolo tornante (1000 m), sulla sinistra si notano presso un antro roccioso i resti di una costruzione di guerra, la capanna Cadramazzo o Cuel de la Bareta, che doveva fungere da vedetta sul sottostante Canal del Ferro e la limitata piana di Raccolana e Chiusaforte. Dopo un altro lungo tratto rettilineo in leggera salita si perviene al punto chiave dell’itinerario: un canalone interessato da un esteso franamento che ha completamente cancellato il sentiero. E’ questo il tratto più difficile da superare perché bisogna traversare il franamento su un’esile traccia molto ripida, precaria e scivolosa che richiede molta attenzione. Raggiunta l’evidente prosecuzione del sentiero oltre questo tratto franato, si prosegue adesso sul sentiero ridiventato comodo ed evidente superando con alcune svolte una ripida costa, con conifere rare ma maestose sopra il profondo orrido del torrente. Di fronte, si nota l’evidente intaglio di forca Galandìn (1222 m). In questo punto il sentiero abbandona il rio Cadramazzo per risalire il vallone del rio Livinàl fino a raggiungere a circa 1200 m presso il torrente un evidente bivio (cartelli CAI e uno di legno con la scritta "Cadramac"). Qui confluisce il sentiero 620 proveniente da Patòc, proprio poco distante dal Cuel de l’Anèit, una collinetta erbosa colonizzata da betulle. A questo incrocio si piega a sinistra (sempre sul 619) e, come descritto in questo sito (escursione "Cuel de la Bareta da Patoc"), si prosegue nel bosco con alcune svolte passando accanto ad una vecchia vasca in cemento (residuo di guerra) e rasentando la sella a quota 1353 m oltre la quale il 619 divalla in Val Dogna (difficile, comunque, individuare questa prosecuzione). Qui, confortati dalla scritta su un faggio "C.D.B." si abbandona il 619 per procedere a sinistra (segnavia recenti). in un bosco rado di faggi contorti oltrepassando i ruderi di una vecchia teleferica di guerra. Il bosco progressivamente si esaurisce lasciando spazio alla bassa vegetazione cespugliosa sommitale formata, appunto, dagli arbusti di fusaggine, da eriche, ginestre stellate e mughi scheletriti. Il sentiero svolta ancora percorrendo una massicciata che accede all’ingresso delle grotte delle cannoniere che traforano la cima del Cuel de la Bareta. Proseguendo a sinistra della galleria, si guadagna brevemente la cima dove è stato allestito un comodo tavolo in tronchi con panche che invita alla sosta. Il panorama è estesissimo, sulla Val Dogna (di cui si indovinano quasi tutte le frazioni), dominata dalla poderosa mole del Montasio, su quella altrettanto imponente del Cimone e sulle sue dirupate cime satelliti come Jof di Miezdì, Jovet Blanc, Ciùc di Vallisetta. Ad ovest troneggia da un’insolita prospettiva il gruppo del Zuc dal Bor con la sua cuspide sommatale. Il ritorno avviene per lo stesso itinerario di salita. Da non trascurare una visita alla vicina cascata del Rio Cadramazzo che si tuffa nel Fiume Fella con tre salti incassati nella roccia.

Note:
Escursione in ambiente solitario.

EMail: dorjep@inwind.it

Carta Tabacco: 018
Dislivello: 1100
Tempi: 5 ore totali
Periodo: Aprile 2007
Allegato: Copertina.jpg
Cuel de la Bareta da Cadramazzo
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26-04-2007 00.00
giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
01-Le case di Cadramazzo
Allegato: 01-Le case di Cadramazzo.jpg
01-Le case di Cadramazzo
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
02-ancona votiva all'inizio del sentiero 619
Allegato: 02-ancona votiva allinizio del sentiero 619.jpg
02-ancona votiva all'inizio del sentiero 619
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03-Il Canal del Ferro dal 619
Allegato: 03-Il Canal del Ferro dal 619.jpg
03-Il Canal del Ferro dal 619
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04-Il canale incassato della Val Cadramazzo
Allegato: 04-Il canale incassato della Val Cadramazzo.jpg
04-Il canale incassato della Val Cadramazzo
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
05-Il Rio Cadramazzo dal 619
Allegato: 05-Il Rio Cadramazzo dal 619.jpg
05-Il Rio Cadramazzo dal 619
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
06-resti della postazione di vedetta capanna Cadramazzo
Allegato: 06-resti della postazione di vedetta capanna Cadramazzo.jpg
06-resti della postazione di vedetta capanna Cadramazzo
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
07-Il Canal del Ferro dalla postazione di vedetta sul 619
Allegato: 07-Il Canal del Ferro dalla postazione di vedetta sul 619.jpg
07-Il Canal del Ferro dalla postazione di vedetta sul 619
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
08-Pini neri e pini silvestri sulle rocce strapiombanti
Allegato: 08-Pini neri e pini silvestri sulle rocce strapiombanti.jpg
08-Pini neri e pini silvestri sulle rocce strapiombanti
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09-Il profondo intaglio di Forca Galandin dalla Val Cadramazzo
Allegato: 09-Il profondo intaglio di Forca Galandin dalla Val Cadramazzo.jpg
09-Il profondo intaglio di Forca Galandin dalla Val Cadramazzo
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
10-Primula auricola sul 619
Allegato: 10-Primula auricola sul 619.jpg
10-Primula auricola sul 619
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
11-Lungo il 619
Allegato: 11-Lungo il 619.jpg
11-Lungo il 619
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
12-La confluenza del 619 con il 620
Allegato: 12-La confluenza del 619 con il 620.jpg
12-La confluenza del 619 con il 620
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13-Il Cuel de l'Aneit dal 619
Allegato: 13-Il Cuel de lAneit dal 619.jpg
13-Il Cuel de l'Aneit dal 619
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
14-Resti di fortificazioni sul Cuel de la Bareta
Allegato: 14-Resti di fortificazioni sul Cuel de la Bareta.jpg
14-Resti di fortificazioni sul Cuel de la Bareta
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
15-Ruderi di guerra sul Cuel de la Bareta
Allegato: 15-Ruderi di guerra sul Cuel de la Bareta.jpg
15-Ruderi di guerra sul Cuel de la Bareta
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16-La cima del Cuel de la Bareta
Allegato: 16-La cima del Cuel de la Bareta.jpg
16-La cima del Cuel de la Bareta
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
17-La Val Dogna dal Cuel de la Bareta
Allegato: 17-La Val Dogna dal Cuel de la Bareta.jpg
17-La Val Dogna dal Cuel de la Bareta
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
18-Le dirupate cime satelliti del gruppo del Cimone dal Cuel de la Bareta
Allegato: 18-Le dirupate cime satelliti del gruppo del Cimone dal Cuel de la Bareta.jpg
18-Le dirupate cime satelliti del gruppo del Cimone dal Cuel de la Bareta
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
19-Da una feritoia verso il Zuc dal Bor
Allegato: 19-Da una feritoia verso il Zuc dal Bor.jpg
19-Da una feritoia verso il Zuc dal Bor
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
20-Il gruppo del Zuc dal Bor dal Cuel de la Bareta
Allegato: 20-Il gruppo del Zuc dal Bor dal Cuel de la Bareta.jpg
20-Il gruppo del Zuc dal Bor dal Cuel de la Bareta
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21-Gentiana clusii sul 619
Allegato: 21-Gentiana clusii sul 619.jpg
21-Gentiana clusii sul 619
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
22-Dirupi rocciosi sul 619
Allegato: 22-Dirupi rocciosi sul 619.jpg
22-Dirupi rocciosi sul 619
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giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
23-La cascata di Cadramazzo
Allegato: 23-La cascata di Cadramazzo.jpg
23-La cascata di Cadramazzo
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