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Monte Vancomun dalla val Visdende

23-05-2015 22.09
brunomik brunomik
Il monte Vancomun è una delle cime più elevate della lunga cresta che unisce il Palombino al Peralba. Si parcheggia l'auto in un grande parcheggio poco dopo il locale da Plenta e quindi si inizia a salire in mezzo a qualche casa puntando verso nord per mezzo di una traccia che diventa via via più evidente. Poi ci si arriva su una stradina che inizia da poco prima di da Plenta e si trovano i rassicuranti segnavia bianco rossi. Si prosegue sulla stradina arrivando ad un tornante dove la si abbandona per proseguire su un sentierino che costeggia un ruscello che più sopra dovremo attraversare diverse volte per mezzo di passerelle in legno. Poi si devia decisamente verso sud est arrivando così alla casera de le Drotele. Si prosegue quindi in salita su una stradina arrivando ad incrociare la strada delle malghe e si prosegue sul sentierino che continua verso la forcella Val Carnia e la cresta di confine. Dopo una decina di minuti i segnavia spariscono misteriosamente ma seguendo quello che dice la cartina abbiamo proseguito verso est su terreno piuttosto semplice arrivando ad un pianoro da dove abbiamo poi continuato verso la cresta di confine. C'era sempre una traccia, a tratti anche abbastanza evidente, per cui grossi problemi non ne abbiamo avuti e siamo così arrivati alla forcella Val Carnia dove abbiamo incrociato i segnavia della Traversata Carnica e della Karnischer Hohenweg. Abbiamo continuato in territorio italiano su sentiero evidente arrivando in breve a un paio di tratti piuttosto ripidi attrezzati con fune d'acciaio (poche difficoltà per non dire nulle) arrivando ad una selletta della cresta che unisce il Vancomun con il Col Chiastelin. Per traccia sulla cresta prevalentemente erbosa si perviente in una quindicina di minuti presso la grande croce del monte Vancomun. Per scendere dalla cima abbiamo preso una traccia che verso sud sul pendio erboso ci ha portato ad incrociare l'evidente sentiero della Traversata Carnica e su questo siamo tornati alla selletta toccata all'andata. Abbiamo poi deciso di percorrere la cresta verso la cima del Col Chiastelin dato che dalla cima del Vancomun si vedeva che un sentierino la percorreva tutta e che non sembrava ci fossero tratti impegnativi. Effettivamente è stato così e una volta sul Col abbiamo proseguito in discesa su pendii erbosi non eccessivamente ripidi senza traccia di sentiero arrivando senza grosse difficoltà ad incrociare nuovamente la strada delle malghe che abbiamo poi seguito verso sinistra (est) arrivando in pochi minuti alla casera Chiastelin. Da qui si lascia la strada delle malghe e segue in discesa una stradina che ci riporta al punto in cui all'andata abbiamo cominciato a seguire il sentierino che costeggiava il ruscello. Seguendo lo stesso percorso dell'andata siamo tornati così presso il parcheggio dove avevamo lasciato l'auto.
Piccola annotazione, quando eravamo fermi alla forcella Val Carnia abbiamo visto due escursionisti che stavano arrivando e non stavano seguendo il percorso fatto da noi ma un sentierino che percorreva il fondo della valle. Può darsi quindi che questo sentiero sia più vantaggioso per arrivare alla forcella.
Traccia GPX: Traccia.gpx
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Messaggio
21-07-2017 19.15
francesca francesca
Sono stata sul Monte Vancomun con un mio amico lunedì 17 luglio scorso.
Ho trovato il presunto "sentierino che percorreva il fondo della valle" menzionato da brunomik in calce a questo post, che quindi ringrazio perchè la sua annotazione mi ha spinto a cercare una via forse meno ripida e più vantaggiosa per raggiungere la forcella. Il sentiero 128, bivio segnalato a mt 1950 dalla Strada delle malghe/Traversata Carnica per Forcella Val Carnia, risulta bello evidente fino a mt 2000 ca., poi si dovrebbe deviare verso E ripidamente per pendio erboso (così come ha fatto brunomik seguendo la carta). Noi invece da codesta quota siamo saliti verso N (punto chiave un paletto segnavia appena visibile nell'erba alta) sulla destra orografica del torrente Val Carnia nella conca prativa omonima. Resistono ancora degli ometti nella parte bassa (altri li ho ricostruiti), dei segnavia rosso-bianco-rosso e a tratti una labile traccia (scomparsa nella parte intermedia causa inerbimento e poca frequentazione). Il tragitto è molto bello e altamente panoramico e, nonostante l'erba un po' alta di alcuni tratti, non ci sono zecche. Dalla forcella Val Carnia siamo saliti in vetta tramite il sentiero attrezzato, divertente, elementare ma ripido, che ho scelto anche per la discesa per un supplemento di emozioni. Se le attrezzature per salire potrebbero sembrare inutili, eccetto che in presenza di neve/ghiaccio, in discesa diventano indispensabili per non scivolare nel precipizio. Un po' di esposizione si percepisce appena, in quanto attutita dal cavo in perfette condizioni.
Cima superlativa dal panorama inimmaginabile, la cui dettagliata relazione è in elaborazione.
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