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Escursioni invernali

17-01-2005 00.00
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
Ciao a tutti

Stiamo stilando un elenco di possibili uscite invernali per arricchire la lista di escursioni di SentieriNatura. Abbiamo già diverse idee pronte ma ci farebbe piacere allargare il ventaglio di possibilità.
Se avete qualche idea nuova da proporre rispondete a questo messaggio con una breve descrizione dell'itinerario.

Le escursioni dovrebbero avere queste caratteristiche:

1.Essere comprese in un dislivello max di 900/1000 m
2.Svolgersi anche con l'ausilio delle ciaspe (preferibilmente su piste forestali o carrarecce)
3.Cosa più difficile, non essere ancora comprese tra le proposte presenti sul sito (anche in versione estiva)

Vanno benissimo anche proposte non impegnative che possano essere svolte un po da tutti. Meglio naturalmente se l'escursione ha come meta una casera (in cui ci si possa riscaldare un po) o una zona panoramica.
Un grazie a tutti per la collaborazione

Ivo Pecile - SentieriNatura
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17-01-2005 00.00
Giuseppe Giuseppe
Proposta n.1: Stavoli Provàlo da Oseacco, Val Resia, versante Nord della dorsale M.Nische-M.Guarda.
Da Oseacco si imbocca il sentiero CAI 734 e passando per gli stavoli Ravanza si sale all'evidente insellatura dove sorgono gli stavoli Provàlo. Si passa un ponte in legno e si lascia a sin. una diramazione non segnata ma evidente che è possibile seguire in discesa creando un anello. Durata stimata: 1.5 ore in salita, 1 ora in discesa. Dislivello 500m. circa.
Note: ho percorso il sentiero proprio in inverno dopo una forte nevicata ma senza ciaspe ed è stato comodo percorrerlo lo stesso, quindi con le ciaspe è ancora meglio. Salendo, ottimi scorci sul Lavara, il Ciuc dal Boor e in parte sul Cimone, Escursione quasi tutta, comunque, nel bosco. L'insellatura di Provàlo è, invece, tutta prativa e offre scorci interessanti sulla sottostante Stolvizza e la dorsale resiana del Canin. Gli stavoli sono stati ristrutturati da privati e quindi non sempre aperti e fruibili. Volendo, si può salire (cosa che ho fatto però in tarda primavera senza neve) al M.Nische ma è piuttosto lunga e monotona.

Proposta n.2 Sella Hlabuia al Ric. Igor Crasso (1665m). Poco da dire, si segue il sentiero CAI 643 che da Stolvizza (più precisamente da Ladina inf.) sale attraverso il Tanarado ai Pusti Gost (che non si toccano). Alla confluenza del sentiero 632 si segue quest'ultimo fino al ricovero. Panorama molto vasto, ricovero ottimo. Tempi: stimo almeno 3 ore d'inverno per la presenza di neve molto alta in quota. Dislivello 1100m. circa.

Se mi viene in mente qualcos'altro mi faccio vivo di nuovo rispondendo ancora a questo messaggio.

Ciao a tutti. Giuseppe.
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17-01-2005 00.00
ezio ezio
itinerario invernale di mezza giornata forse scontato e sicuramente assai frequentato ma sempre gratificate. Da Sella Nevea, parcheggio nei pressi della caserma della GdF, si sale brevemente sul margine dx della piccola pista di discesa fino ad intercettare una strada forestale: è sent.cai 625 (tabella con indicazioni). Il tracciato si sviluppa nel bosco (qualche schiarita) fino ai prati sottostanti la C.ra Cregnedul di sopra (aperta anche d'inverno; tavoli e panche sotto tettoia all'esterno). Continuazione con traversata sulla strada di servizio delle malghe fino ai Piani del Montasio (segn.624), eventuale facile salita al rif.Di Brazzà. Ritorno a Sella sul tracciato della strada asfaltata. Fare attenzione ad una utile scorciatoia sulla sn (quota 1200ca.) che riporta direttamente al parcheggio. Note. Salvo nevicate recenti la salita alla malga di Cregnedul si fa senza calzare le racchette (pista già aperta e battuta dai passaggi precedenti).
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18-01-2005 00.00
ezio ezio
Due possibili accessi.
1) Da Ludaria di Rigolato, strada per i Piani di Vas fin dove percorribile, segnavia 227.

2) Da Forni Avoltri, più lungo ma con meno incognite per l’avvicinamento in auto.
Attraversare il torrente Degano nei pressi del campo sportivo (indicazioni visibili dalla strada statale che attraversa il paese). Si offrono due possibilità. Seguire la forestale che scende verso valle per oltre 1 km fino al bivio a q. 850m quindi prendere il ramo di dx oppure, consigliabile, imboccare il più diretto sent.229. La rotabile collega poi le casere Col di Mezzodì bassa e alta; è ancora possibile utilizzare la mulattiera segn.229 per accorciare il percorso fino alla “casera alta”. Per arrivare al Malpasso qlc tratto di mulattiera franato potrà richiedere maggiore attenzione in funzione del tipo di innevamento. In breve all’ampia spianata sede della malghe.
Ritorno, 3 scelte.
i. per la medesima via di salita (migliore esposizione al sole)

ii. ritornati nei pressi del Col di Mezzodì, lasciare a dx la forestale che scende il val Degano, ci si abbassa direttamente vs N direzione St.li Tops (sent.segnato –traversata carnica-).

iii. tracciato forestale segnavia 230 vs Sappada con molti tornanti fin quasi a fondovalle. Prima di attraversare il rio Geu (q.1171m) si devia per tracce a dx, calando al Pe di Cleva e, superato il solco del rio Tuglia, nel complesso delle piste di fondo di Piani di Luzza. Da qui fiancheggiando il torrente Acqualena fino in paese. Complessivi 10-12Km, stima ad occhio, con il ritorno per variante iii (forse più adatta con gli sci).
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18-01-2005 00.00
valentina l. valentina l.
susa ma a proposito del bivacco Igor Crasso, io c'ero molte volte in estate ma pensi che sia possibile farlo con le ciaspe ..in alcuni pezzi lo vedo un po' ripidino e a rischio valanghe..che dici?
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19-01-2005 00.00
ezio ezio
La salita al biv. Igor Crasso da Stolvizza è assai frequentato anche d'inverno e con la neve. Pertanto l'uso delle racchette, se non a ridosso di una nevicata, è praticamente superfluo perché si trova la traccia già aperta. In ogni caso le moderne ciaspe se la cavano bene anche sul ripido; più delicati sono i traversi, anche su sentieri dalla sede piuttosto larga che la neve può uniformare al pendio attraversato. Rischio slavine lungo il sentiero non ne vedo: non ci sono pendii sovrastranti che possanbo scaricare e l'unica zona fuori dal bosco è quella della serpentina finale che potrebbe presentare qlc rischio solo in caso di forte accumolo non legato col manto precedente.
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19-01-2005 00.00
Giuseppe Giuseppe
Confermo quanto detto da Ezio, non dovrebbero esserci problemi di slavine anche se come tutte le escursioni invernali in quota andrebbero affrontate qualche giorno dopo una nevicata per permettere al manto nevoso di assestarsi.
PS Tanto per associare un viso a chi scrive, Valentina di TS, sei per caso quella che ho incontrato ad inizio marzo 2003 all'escursione a Casera Valine con il Parco delle Dolom. Friulane?
Ciao a tutti.
Giuseppe.
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19-01-2005 00.00
ezio ezio
Forc.Plumbs da Collina
(Nota: quasi doppione della passeggiata a M.Biochia da Givigliana, vedi archivio SN.) S’imbocca la forestale di servizio della c.ra Plumbs di fronte al bar Edelweiss (solitamente viene ripulito un piccolo spiazzo di fronte al locale, altrimenti possibilità di parcheggio a Collina). Dopo alcune centinaia di metri c’è la possibilità di abbandonare la forestale e proseguire lungo la comoda mulattiera segn.150 che si sviluppa lungo un pendio boscato di caducifoglie. Il sentiero intercetta nuovamente la strada nei pressi dell’ampia prateria su cui insistono le malghe, finalmente su terreno aperto (zona sciabile). La casera purtroppo non ha locali aperti a parte le stalle (dic.2004). Dalla casera si prosegue senza percorso obbligato guadagnando l’omonima forcella e la panoramica cimetta di quota 2037m. In funzione del tipo d’innevamento (accumuli, traversi ghiacciati) e dell’attrezzatura al seguito, può meritare la traversata al M.Floritz. Ritorno per la medisima via dell’andata. Gita da mezza giornata.
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20-01-2005 00.00
marianna marianna
ciao
martedì pomeriggio... trovandomi a san Giorgio di Resia per lavoro... ho voluto compiere una piacevole camminata. Dalla piazza di Prato di Resia ho imboccato il sentiero 631 che mi ha portato tra boschi silenziosi fino a raggiungere la Baita Sagata e alla Baita degli alpini di Resia. Avvolta da un mondo fatato ... da colori di un cielo assolato dal suono rilassante della fontanella dalle montagne che mi avvolgevano in materno (madre terra) abbraccio sono stata bene. In pace. Rilassata ho ascoltato il mio respiro distesa a terra.... non ho desiderato altro. Mi sentito al sicuro anche se da sola. Come c'èra solamente il mio cane. Per riscoprire la bellezza della vita la semplicita' dell'esistenza dobiamo riavvicinare il nosrto animo e il nostro corpo alla natura. Così saremo più vicini anche a Dio pualsiasi è l'idea che abbiamo di Lui.
Consiglio a tutti tale passeggiata un'oretta poco più. Spero di ricevere consigli per effettuare ulteriori escursioni nella Valle di Resia. Considerate però che sono da sola e non ho intenzione di imbattermi in percorsi troppo lunghi o spericolati (anche se in effetti lo sono). un saluto a tutti buona natura.
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20-01-2005 00.00
ezio ezio
Una passeggiata simile a quella da Prato ai Stavoli Sagata (strada "bianca", segn.638?) è quella da S.Giorgio ai Stavoli Ruschis per comodo sentiero privo di segnavia CAI (è quello raffigurato come mulattiera sulle carte Tabacco). Dalla zona N-E del paese imbocchi uno dei tratturi concordi con la direzione di marcia. Con facilità individui il ponticello in calcestruzzo che scavalca un modesto solco torrentizio e in breve ti immetti nel bosco. Da qui non puoi più perderti. In caso di dubbio in paese trovi sicuramente qualcuno che ti indichi la direzione.
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28-01-2005 00.00
ezio ezio
La zona delle malghe fornesi Varmost-Tartoi-Tragoni-Montemaggiore (+ricovero Elidio Francesutto, vedi post precedenti), ubicate tutte sui 1700m, per esposizione e morfologia si presta all'escursionismo invernale.
Gli accessi da Forni si svolgono lungo viabilità forestale e/o sentieri piuttosto monotoni, ma si può prendere in considerazione l'utilizzo degli impianti di risalita che permettono d'iniziare convenientemente l'escursione da casera Varmost (commistione personalmente non ancora messa in pratica).
A metà dicembre u.s. in un pomeriggio ho percorso un itinerario anulare partendo da Vico di Forni di Sopra (racchette ai piedi da c.ra dell'Aip a forc.Forada e nei pressi di c.ra Montemaggiore). In corrispondenza del ponte sul rio Tolina, inizia un'ampia mulattiera (segn.209) che risale in sn orografica la Val di Laur (passando nei pressi dell'omonima malga a 1508m e dei fabbricati in rovina di casera dell'Aip) fino ai pascoli di malga Tragonia (numerose tracce di frequentazione lungo la strada di servizio segn.211). Per raggiungere c.ra Montemaggiore ho valicato la Forc.Forada (2009m) seguendo il sentiero 211a. In verità questa "variante" sotto la neve alta e in mancanza di trace non lascia intravvedere molto di se. Conviene, appena visibile il marcato intaglio più a dx della dorsale che termina col M.Lagna, puntare a vista la forcella: il rado bosco di larici offre sempre dei facili e naturali passaggi. La parte alta del versante sud della forc.Forada era già libero dalla neve, altrimenti la discesa inizia con un breve traverso a sn per cengia da non sottovalutare; quindi un po' di varia lotta coi mughi fa da prologo ai prati di c.ra Montemaggiore.
C'è naturalmente la possibilità di aggirare le propaggini del M.Lagna tramite segnavia 211 (deviazione da 209 non evidentissima), immersi però sempre nel bosco.
Ritorno a fondovalle (case Sorapiera/Tiviei) per sentiero 210, nella parte bassa intersecato da una strada forestale (qlc segmento ancora utilizzabile come valida scorciatoia).
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29-01-2005 00.00
valentina valentina
Ciao Giuseppe! effettivamente ho partecipato pure alla gita nel 2003 alle casere valine; penso che altre valentine da trieste non ce ne siano in quella gita. Scusami ma tu chi eri? Hai fatto poi altre gite con il parco? Io alcune fantastiche come quella sul campanile di val Montanaia, casera Lodina al Bus de Vedei e l'altro anno alla casera Pradut;Per adesso sono a casa con una super influenza e appena il freddo si attenuera ...mi rimetto a ciaspolare. Ciao Giuseppe
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29-01-2005 00.00
valentina valentina
bene mi avete convinto: fra un po, si va sull'Igor Crasso
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31-01-2005 00.00
ezio ezio
Itinerario ad anello che valuto assai bello con l'ambiente imbiancato e ingiustamente negletto dai frequentatori invernali che preferiscono salire direttamente al M.Terzo dal vallone del rio Sgolvais. Da Cleulis di Timau ci si dirige verso il borgo Faàs (indicazioni "Lavareit"). A quota 950 ca. in corrispondenza dell'inizio del bosco è presente un ampio slargo sulla dx, buono per parcheggiare. Oltre le possibilità di parcheggio senza intralcio sono modeste anche a cuasa degli insidiosi tratti ghiacciati (gennaio '05; altrimenti è possibile salire in auto piuttosto in alto: divieto di accesso L.R.xx/91 addirittura in prossimità di malga Lavareit). Quindi per la strada di servizio, che attraversa prima una faggeta poi una pecceta naturale abbastanza soleggiata e infine un rado lariceto, si raggiunge la ristrutturata c.ra Lavareit (non ho trovato locali aperti ad uso ricovero; sono presenti comunque panche in posizione riparata). Dalle praterie della malga su tutto il versante nord e ed est del M.Terzo il terreno è privo di copertura boschiva significativa, pertanto anche se le tracce sono poco visibili sotto il manto nevoso, risulta molto facile orientarsi. Seguire il tracciato a mezzacosta che porta alle malghe di Chiaula Bassa, abbandonandolo dopo un po' a favore del meno evidente sentiero (un buon riferimento è un grande larice con doppia gobba) che in leggera salita rimonta un pulpito panoramico (circa 1575m). Ancora a mezza costa si punta verso i ruderi di casera Chiaula Alta; quindi va rimontato il vallone (formalmente segn.175) che sbuca sulla Forcella di Terzo 1885m. Personalmente in questa zona ho effettuare una variante. Preferendo rimanare al sole e sfruttando l'ottima tenuta delle racchette sulla neve dura ma non ghiacciata ho rimontato direttamente il costone (sud-est) del M.Terzo (pendenza contenuta), sbucando sulla breve cresta est della cima e da qui al punto sommitale. Dalla vetta alla forcella citata per la mulattiera di guerra. Nota: traverso potenzialmente insidioso in presenza di neve dura solo in prossimità della forcella (per la pendenza contenuta si può comunque calare direttamente nel vallone del rio Sgolvais; in ogni caso aiutano le staffe o le tracce dei numerosi sciatori che salgono da questo itinerario). La parte rimanente della discesa è lungo il sent.155. Nota: dai ruderi della c.ra M.Tierz alta fare attenzione che il sentiero si mantiene "innaspettatamente" alto rispetto al fondo dell’impluvio. Ipotizzando d’incontrare neve dura o uno strato fresco non coeso col fondo, sarà senz’altro utile avere appresso una piccozza per superare in tranquillità i traversi.
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31-01-2005 00.00
Giuseppe Giuseppe
La gita alla quale mi riferisco, cara Valentina, era quella dei primi di marzo del 2003, partenza da Chievolis->lago di Selva e Casera Valine. Io ero quello da Monfalcone con un'ibiza rossa targata, però, TS.

Anch'io ho partecipato a diverse gite con il Parco delle Dolomiti Friulane, tra cui ricordo Casera Casavento, il M. Dosaip, forca Navalesc, due edizioni di IceLand e, appunto, Casera Valine. Chissà che non ci si incontri di nuovo a qualche altra escursione.
Ciao, Giuseppe.
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11-02-2005 00.00
ezio ezio
Dal campo sportivo di Forni Avoltri il sentiero (ex) 299 denominato “Troi Mat” per la Casera Col Mezzodì bassa non sembra molto praticato perciò con l’innevamento corrente è consigliabile la strada (traccia aperta da un trattore fin quasi alla casera).
La casera Col di Mezzodì bassa, recentemente ristrutturata, è chiusa tranne i locali per la lavorazione del latte.
Per arrivare al Malpasso, nessun problema sui tratti di mulattiera (s.229) parzialmente franati.
La casera Tuglia, anch’essa completamente ristrutturata, non dispone di locali aperti (ovvero quelli apparentemente non sbarrati da una serratura hanno gli accessi ostruiti dalla neve), tuttavia il sottotetto offre già un buon riparo (nel pm il sole fa di nuovo capolino dal passo Geu). La frequentazione delle malghe è decisamente superiore dal versante di Sappada (sci-alpinismo/escursionismo). Nei pressi della casera c’è anche una segnalazione “Centro Biathlon segn.227, 50min”: non ho capito se si tratta di un nuovo sentiero (prosecuzione ideale di quello che arriva dai Piani di Vas) che scende a valle direttamente oppure è un’ufficializzazione dell’itinerario che avevo già proposto (Alessandro che era in zona la scorsa estate forse ci può chiarire). Le uniche tracce umane visibili comunque seguivano il tracciato della strada, lungo la quale si raggiunge il centro fondo in circa 1 ora. (Il primo tratto della mulattiera per il Pe de Cleva è occupato da una recente pista di esbosco; freccia “Centro Biathlon”). Dal Centro Fondo, se non disponibile un secondo automezzo, percorrendo i bordi delle piste preparate si raggiunge agevolmente la zona delle Staipe Runchs. Da qui si prosegue lungo l’evidente anche se assai poco frequentata carrareccia, (alla data del sopralluogo, malagevole da percorrere a causa della neve crostosa che non reggeva nonostante l’impiego delle racchette), che raggiunge gli stavoli Tops (toccati dall’ex sentiero utilizzato dalla traversata carnica) e quindi Avoltri. Nei pressi del ponticello sull’Aqualena conviene imboccare un sentiero, attrezzato nei punti un poco esposti, che costeggia il rio in dx orografica e riporta direttamente nei pressi del campo sportivo.
A ben vedere, i 10-12 Km indicati in precedenza sono una sottostima del reale sviluppo.
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