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passeggiate solitarie

08-03-2012 00.00
pier pier
mandi a tutti.
penso che l'andar da soli per monti sia una delle esperienze più forti che una persona possa vivere; generalmente chi lo fa si organizza puntigliosamente nel ricavare informazioni per il percorso, le condizioni meteo, l'equipaggiamento etc.; anch'io sono un appassionato del genere, e posso raccontare di diverse camminate sulle nostre montagne svolte senza particolari condizioni di pericolo apparente, terminate con grandissima soddisfazione...
Domenica 13 novembre scorso, in discesa dal Monte Zita dopo una bellissima salita e "scatti" favolosi verso il cadore, mi è capitato l'incidente, banalissimo e stupidissimo : il piede d'appoggio si è girato di colpo verso l'esterno, forse su di un ramo umido o forse su un pò di fango, e mi son ritrovato con il perone fratturato ed i legamenti lacerati; quella domenica la Val Zemola era frequentatissima, e l'incidente mi è capitato un pò sopra il sentiero che la percorre ad anello (s. 381) quindi non ho avuto eccessive difficoltà a scendere a valle ...ma penso che se la stessa cosa mi fosse capitata in zone ben più impervie e isolate (f.lla Spè, cime Postegae, F.lla Frugna etc) l'esito potrebbe essere stato diverso e spiacevole.
Concludo dicendo che NON DIRO' DI NON ANDARE DA SOLI in montagna, perchè è una gioia che vorrò rivivere ancora, ma di considerare sempre che anche dove sembra non vi sia un pericolo oggettivo ci possono essere condizioni impreviste cui far fronte. pier.clxi@alice.it
= ..spero di non passar per portasfiga..!
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08-03-2012 00.00
ket ket
concordo con te che per le uscite in solitaria bisogna valutare tante cose, io di solito preferisco sentieri che sono frequentati per le mie uscite in solitaria che faccio solo se non trovo proprio nessuno che venga con me... specie per i neofiti consiglio MAI ANDARE DA SOLI ANCHE SE VIENE DETTO CHE IL SENTIERO E' FACILE... buona giornata a tutti NB qualcuno ha voglia di venire a casera bitter domenica??
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08-03-2012 00.00
michele z michele z
Ti accompagno io se cambi meta. ;)
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08-03-2012 00.00
loredana.bergagna loredana.bergagna
Concordo con te Pier che sarebbe meglio non andar da soli; io lo faccio quasi sempre, quando preparo l'uscita prendo in considerazione l'eventualità di un incidente ma non appena sono sul sentiero non esiste altro. Certo è che serve anche una buona preparazione fisica e mentale per sviluppare le capacità propriocettive, gli equilibri, la stabilità eppur spesso non basta....In bocca lupo! Loredana
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08-03-2012 00.00
ket ket
si può fare... proponi!!!
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08-03-2012 00.00
Davide.Cattelan Davide.Cattelan
Buon giorno, mi spiace per l'incidente e spero tutto ok: come tutti gli sport anche questo non è esente da pericoli o incidenti. Vorrei condividere solo il fatto la montagna l'ho sempre trovata spietata essendo un ambiente selvaggio ma non traditrice e tutti gli errori che ho fatto (o almeno quelli che considero tali) erano solo perché ho sbagliato la valutazione.
Per quanto riguarda infine i giri "in solitaria", secondo me, è la miglior maniera di andare (...Non cercate nel Monte un'impalcatura per arrampicare... (Kugy)) ma, come mi rimprovero sempre, "sei fottuto già in partenza"!!! buona montagna
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08-03-2012 00.00
Fausto_Sartori Fausto_Sartori
In inverno si rischia di morire dal freddo se azzoppati. D'estate consigliabile fare una cosa che io non faccio quasi mai: lasciare detto dove si va e richiamare al ritorno. Io vado quasi sempre solo, mi dimentico di tutto e sono felice.
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08-03-2012 00.00
yeti yeti
salve, e pensare che mia moglie ha piu' paura per il trasferimento in macchina fino ai monti e per i matti che sfrecciano per le strade che per le mie passeggiate in solitaria !!!
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09-03-2012 00.00
Giulio TS Giulio TS
Ciao Pier innanzitutto auguri di pronta guarigione vado per monti da 40 anni . Fino ad alcuni anni fa andavo con amici in
montagna anche su vie di arrampicata facili ma da quando hanno avuto i figli le occasioni di uscire assieme si son fatte piuttosto rare . Personalmente vivo per andare in montagna e la frequento tutto l' anno ogni domenica meteo permettendo. Sono anche socio CAI di una sezione abbastanza grande che organizza gite sociali quasi ogni domenica quindi occasioni di andare in compagnia non mi mancano. Cio nonostante spesso e volentieri preferisco andare da solo per vari motivi : Il contatto con la Madre Terra è sicuramente più più forte e più profondo , non devi sottostare ad orari (parto alle 5 alle 6 o alle 7come più mi comoda ) vado dove voglio io , posso fare una gita lunga o corta e se ho piacere di fermarmi a mangiucchiarmi una pizza al ritorno non devo render conto a nessuno . Ovviamente come in tutte le cose ce il rovescio della medaglia : Praticamente proibito farsi male ! Ma per evitare ciò essenzialmente basta fare qualche itinerario un pò al di sotto delle nostre possibilità , saper rinunciare e ritornare sui propri passi prima di trovarsi incasinati , essere sulla via del ritorno durante le ore calde nei percorsi invernali , essere a valle prima che faccia buio . Ovviamente l' incidente può succedere sempre ma del resto anche quando ci si mette alla guida di un veicolo si corrono dei rischi ed effettivamente muoiono più persone sulle strade che non in montagna purtroppo fa parte del gioco . Del resto se ci sono persone che in solitaria salgono degli 8000 , attraversano i deserti ed i poli perchè mai io non posso farmi un bel fine settimana da solo in invernale con le ciaspe in qualche bel bivacco ? Ciao Giulio
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09-03-2012 00.00
Davide.Cattelan Davide.Cattelan
Concordo ed era anche questo un pò il senso. tra auto e moto, ormai è una giungla: forse la benzina non costa ancora tanto (perdonatemi, non centra con l'escursionismo).buona montagna
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09-03-2012 00.00
loredana.bergagna loredana.bergagna
Ma che fai? Copi quello che faccio io?
Ciao e continuiamo a fare quello che ci fa stare bene. Loredana
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09-03-2012 00.00
Andrea G. Andrea G.
Anch'io vado molto spesso da solo e oltre a quanto già detto aggiungerei che è opportuno lasciare detto a qualcuno (familiare o amico) l'itinerario che si intende fare, ed al rientro comunicare che tutto ok.
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09-03-2012 00.00
michele z michele z
Bene. :)
Considerato che sono un po' fuori forma e che c'è ancora neve nei punti in ombra, avevo pensato per questa domenica di fare un itinerario con un dislivello contenuto (max 900 mt.) e su qualche versante meridionale vicino casa. Sono in dubbio tra:
- Traversata dello Zuc di Valliselle dalla Baracca del Sauc,
- Monte Torrione e Col della Gallina da Mezzomonte,
- Anello della Pala d'Altei da Montereale.

Se sei interessata, scrivimi a questo indirizzo: mz.cicero@gmail.com
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09-03-2012 00.00
Rudy Rudy
Sicuramente le emozioni di un'uscita in solitaria sono più forti. E' completamente diverso, c'è più eccitazione, più libertà, più concentrazione. Si osserva e si impara di più da soli. Sono belle anche le escursioni in compagnia, solitamente, dipende dalla compagnia, sono più allegre, leggere e danno più sicurezza. Psicologicamente la differenza tra essere in due ed essere da soli è tanta. Se a questo si aggiunge anche il fatto di fare un itinerario sconosciuto si ha il massimo. Ammiro moltissimo i grandi dell'alpinismo che hanno aperto nuove vie in solitaria (penso a Bonatti sul Cervino ad esempio).
Detto questo concordo che almeno dire dove si va è obbligatorio, io lo faccio sempre. Mandi
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09-03-2012 00.00
graziano.bettin graziano.bettin
Andare per monti da soli è come il matrimonio : tutti lo sconsigliano ma alla fine tutti si casca e talvolta la si becca sui/nei/tra i denti. Morale: continuate pure a frequentare montagne da soli, magari lasciando detto alla moglie dove andate....sempre che Le interessi. Meditate gente meditate...
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09-03-2012 00.00
gustavo gustavo
Io penso che andare da soli su un sentiero frequentato o in compagnia non vi sia molta differenza salvo una maggiore attenzione. I problemi sorgono quando si fanno vie sconosciute in disuso o parzialmente cancellate dalla vegetazione. In questo caso occorre avere una adeguata preparazione psicologica, mettere in conto anche la possibilità di un bivacco sotto le stelle se il percorso è lungo e sorge quache imprevisto. Detto questo, la soddisfazione che si prova al termine della gita è grande.
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09-03-2012 00.00
Fausto_Sartori Fausto_Sartori
Copiarti? Magari! Io arranco, tu voli...
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09-03-2012 00.00
Michela Michela
Vado spesso da sola in montagna e secondo me è una grande scuola, si impara a conoscere meglio se stessi, le proprie paure e limiti, a vivere più intensamente la natura, a riempire di significati la libertà totale che si ha per un giorno, a coltivare i propri sogni... Certo comporta dei rischi, che vanno tenuti sempre presenti. Per fare un po' il bastian contrario rispetto ai commenti precedenti, vorrei però fare notare anche i rischi specifici dell'andare in compagnia, di cui in genere non si parla: quello di delegare le responsabilità, allentare l'attenzione, "osare" troppo confidando nell'appoggio dei compagni; a volte possono sorgere sentimenti che distorcono una serena valutazione e quindi pericolosi, come lo spirito di competizione e l'orgoglio ("se sono passati gli altri ce la farò anch'io")... Questo ovviamente senza nulla togliere, in generale, al piacere di condividere con altri le escursioni.
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10-03-2012 00.00
pier pier
Beh, pare che siamo in molti a salire in solitaria per sentieri e creste, e conto di tornare a farlo al più presto …; personalmente, oltre che seguire queste buone regole dettate dall’esperienza e dal buon senso, infilo sempre nello zaino : un fischietto, una torcia a manovella, un coltellino ed un paio di metri di cordino: consiglio a tutti anche la vaccinazione contro la TBE, visto che le zecche non mancano e anche l’iscrizione al CAI può tornare comoda.!
A tutti, buone camminate ed un saluto caloroso ed un “forza e coraggio” a quanti sono invece temporaneamente appiedati , mandi, pier
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12-03-2012 00.00
pier pier
ciao e grazie per l' in bocca al lupo, al quale io rispondo sempre "viva il lupo!". Come dice Giulio-TS, spesso sono le contingenze che creano le condizioni per le uscite da soli, quindi non si tratta sempre di vere e proprie scelte..la mia intenzione non era tanto quella di disquisire sul sì o sul nò, quanto sul fatto che nonostante tutte le precauzioni basta un niente per creare l'incidente.
Aspetto con curiosità i resoconti "poetici" delle tue bellissime escursioni, mandi pier
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12-03-2012 00.00
pier pier
Ciao Davide,
anch'io penso che le uscite da soli siano quelle che ti fanno assaporare meglio il senso di libertà, forza e consapevolezza dei propri mezzi.. la riabilitazione va bene, ieri ho fatto quasi 7 Km sull'argine del Tagliamento a piedi, non è come salire in vetta ma al momento è il massimo e mi accontento e godo di questo...naturalmente ...in solitaria
mandi, pier
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12-03-2012 00.00
pier pier
Ciao Giulio TS e grazie per gli auguri, tutto procede bene anche se molto lentamente: è un pò come avanzare su di un ghiaione , un pò si sale un po si scende e la meta è là a vista; non devo fare l'errore di mettermi a correre per raggiungerla perchè so che un passetto dopo l'altro ci arriverò; anch'io mi trovo spesso da solo più per contingenza che per scelta; interpello sempre i fidati tre o quattro amici prima di ogni uscita, ma di fronte a dei no e delle previsioni meteo più che incoraggianti, prendo e parto da solo...magari tarando il progetto iniziale su percorsi più "tranquilli"...
Se ti va, metti pure il mio indirizzo mail fra quelli da interpellare per prossime uscite, ma ne riparleremo fra qualche mese ...Grazie, pier
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12-03-2012 00.00
pier pier
ciao Michela,
condivido con te l'analisi da "bastian contrario", soprattutto quando il team non è affiatato e pervaso dallo stesso spirito nell'approccio alla montagna/natura; il non sentirsi liberi di fermarsi per una foto, il dover rispettare una tabella di marcia a scapito delle proprie senzazioni, possono produrre anche esiti spiacevoli; personalmente vivo una sorta di "ansia da prestazione" quando propongo una meta e una volta completato il giro sorgono le lamentele sulla lunghezza del percorso, sul caldo, sul freddo, sul panorama...a me basta essere fuori immerso nella natura per ritornar a casa sempre pienamente soddisfatto
mandi, pier
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12-03-2012 00.00
pier pier
ciao gustavo,
anche per me c'è più gusto in solitaria, modulando di volta in volta le proprie aspettative in base alla condizione fisica del momento e sempre in base alle previsioni meteo: a proposito di vie dismesse, una che ho tentato un paio di volte, ma che non ho ancora completato, è quella che porta a Casera Laghet de Sora dalla F.lla Val del Drap. Per quest estate per me non se ne parla, ma la prossima...magari ci si incontrrerà là, mandi pier
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12-03-2012 00.00
pier pier
ciao Graziano,
è difficile rispondere ad una "sentenza" granitica come la tua. Sono sposato da quasi 18 anni ed ho due splendidi bambini, vado in montagna con regolarità da molto meno...credo che alla base di tutto ci sia la capacità di fare delle scelte pienamente consapevoli, ed accettare il fatto che NON TUTTO può esere preordinato preventivamente; nel matrimonio aggiungo, la "sfida" è più avvincente, si celebra l'incontro di due intelligenze, cioè di due entità diverse ma non rigide (potenzialmente...), sposandosi sanno che rinunciano a qualchecosa..per costruire qualcosaltro che prima non c'era, e che con qualcun'altro sarebbe comunque di sicuro diverso..
In montagna no, il rapporto non è alla pari.. se ci vai ti accolli dei rischi e delle responsabilità che dipendono in toto da te e dalle tue capacità di scelta...vado sì - vado no...io ci sono andato e pur seguendo tutte le cautele dl caso mi sono fatto male, (con mia enorme sorpresa) da cui la scelta giusta era NON ANDARCI? Non ne sono convinto, anzi tornerò gradualmente come prima fino a quando avrò la coscienza per dire ..da oggi basta, proviamo qualcos'altro...magari parapendio...
mandi pier
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