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sentiero 358 bivacco Greselin

30-01-2012 00.00
luca.deronch luca.deronch
ho sentito che il sentiero CAI 358 , dal bivio del 374 per Casera Lodina, al bivacco Greselin risulta purtroppo dismesso. Qualcuno ha qualche notizia in merito?
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31-01-2012 00.00
luca_di_collina luca_di_collina
http://www.sentiericai-fvg.it/358.htm
Sembrerebbe praticabile (vista anche la data di aggiornamento).
Mandi.
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31-01-2012 00.00
daniele daniele
C'è un cartello al bivio tra sentiero per Casera Lodina e Bivacco Greselin da Ponte Compol che avverte che il tratto del 358 è dismesso. Il tratto interessato dovrebbe essere solo quello dal Bivacco Greselin alla Forcella Duranno, dove già alcune corde fisse erano strappate/danneggiate. Percorribile è percorribile...come tutti gli altri sentieri recentemente dismessi in zona, ovviamente non viene più effettuata manutenzione.
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31-01-2012 00.00
luca.deronch luca.deronch
non so con quale criterio venga aggiornato il sito della commissione carnica sentieri. tempo fa ho trovato un altro sentiero inagibile con tanto di cartello posto dal CAI ( da casera Canin per il rio Ronc 642-634) ma anche in quel caso sul sito niente traccia .
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31-01-2012 00.00
luca.deronch luca.deronch
"come tutti gli altri sentieri recentemente dismessi in zona, ovviamente non viene più effettuata manutenzione." ...... ? Peccato.
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31-01-2012 00.00
michele z michele z
Piuttosto inquietante, lasciatemelo dire.
Ma come, facciamo il diavolo a quattro per avere il patrocinio dell'Unesco e poi dismettiamo tutti i sentieri perché nessuno fa manutenzione?
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01-02-2012 00.00
daniele daniele
Diciamo che a quanto ho capito, visto che la manutenzione costa e con il volontariato non si va lontano, il Parco (o chi per esso...) ha scelto di dismettere alcuni sentieri che risultavano già prima poco frequentati per svariati motivi (percorsi poco agevoli...assenza di punti d'appoggio...). E' il caso appunto della traccia in questione, del sentiero che sale alla Forcella Vacalizza (da entrambi i versanti), della Val del Drap, della Val Pezzeda ad esempio. Resta il fatto che con un po' d'esperienza e spirito d'avventura il sentiero ancora si trova, non è che i bolli rossi spariscono in 6 mesi!
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11-02-2012 00.00
GigiFilippi GigiFilippi
Se posso esservi utile...ho percorso un tratto del sentiero in questione mi sembra nel maggio 2011 fin dove questo attacca la costa dei Tass. Sino quel punto non ho trovato particolari difficoltà nell'orientamento anche se con il senno di poi si vedeva che la segnaletica era abbastanza carente...non c'era comunque ancora nessun cartello al bivio con casera Lodina che annunciasse la prossima o avvenuta dismissione del 358. Non ho proseguito l'escursione in quanto era già pomeriggio ed ero da solo, volendo comunque sfruttare il tempo che mi rimaneva quel giorno.
Un pensiero ed una domanda rivolta a tutti: premettendo che frequento Cimolais e dintorni da circa 30 anni, mi meraviglia il fatto che venga dismesso il sentiero che conduce alle pendici della massima quota del Parco e ad una delle più belle montagne della zona, quando i manutentori del parco sono sicuramente molto abili a risistemare i sentieri (es. l'avvicinamento al Campanile o quello che da Casera Pramaggiore sale all'omonima forcella, o ancora la traversata in quota fra i rifugi Giaf e Flaiban-Pacherini). Aspetto vostre opinioni in merito! Buona montagna a tutti!!!
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12-02-2012 00.00
Michela Michela
Visto che ci tieni caro Gigi, questa è la mia opinione: la Cima dei Preti è un perfetto esempio di come NON valorizzare (neanche in modo rispettoso dell'ambiente) un gioiello naturale, trascurando più o meno tutti i percorsi d'accesso. Anche l'Alta Via n. 6 potrebbe essere un bel motivo di interesse se ben tenuta, invece pare si faccia di tutto per disincentivarne la frequentazione: "dismesso" l'accesso alla val del Drap che pure non ha particolari difficoltà o pericoli, tolti i segnavia sulla Pala Anziana dove, anche se facile, non deve essere divertente vagare con la nebbia; nella salita a forc. Compol i vecchi segni dell'Alta Via già qualche anno fa erano a stento visibili, e non credo siano stati ripassati. Eppure non sono sentieri estremi o proibitivi, basterebbe un po' di manutenzione dei tratti critici, senza pretendere la perfezione...invece come hai detto tu si è deciso di curare altri sentieri, a volte anche troppo con sfilze continue di gradini ecc.; a mio parere ci vorrebbero interventi più equilibrati, e soprattutto su tutti i percorsi!
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13-02-2012 00.00
stefano stefano
Mi permetto di intervenire sulla valorizzazione della montagna:
non credo che la valorizzazione della montagna passi attraverso al ripristino o alla messa in opera di sentieri che ti portino in cima ..l'ambiente si valorizza lasciandolo incontaminato!Lo puoi valorizzare attraverso racconti ,foto di chi ha la capacità di percorrere la salita alla cima attraverso ciò che ha visto ,con gli occhi e l'anima....facilitare salite rimettendo in opera sentieri migliorandoli non so se questo è valorizzare( riguardo alcune nostre importanti cime)....la valorizzazione non è data dalla possibilità di salire più gente ..ma da come sale ....i pionieri dall'alpinismo cercavano la via.
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13-02-2012 00.00
GigiFilippi GigiFilippi
Cara Michela, grazie per la tua risposta. Concordo su ogni punto! Anche sul non esagerare con gli "scalini"...
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13-02-2012 00.00
GigiFilippi GigiFilippi
Ciao Stefano. Concordo con la tua idea sul come valorizzare le montagne ed i percorsi che le attraversano. Io sono assolutamente favorevole nell'intervenire (solo quando serve!) nel modo meno invasivo e meno più conservativo possibile.
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13-02-2012 00.00
Michela Michela
La mia era un po' una provocazione, ho usato di proposito un termine che so che può far venire l'orticaria: "valorizzazione" fa pensare automaticamente all'ambiente deturpato, ferrate con la gente in coda, rifugi, impianti e tutto un via vai, ma per come la vedo io sarebbe possibile valorizzare anche solo curando una basilare manutenzione e segnatura dei percorsi nel rispetto dell'ambiente, una "via di mezzo" che è sempre la via più difficile... Poi il mio punto di vista è quello dell'escursionista, non dell'alpinista pioniera; ognuno ha la sua maniera di andare in montagna, l'importante è che non si consideri un'unica maniera quella "giusta" e definitiva. A me piacerebbe un equilibrio tra impervietà dell'ambiente e una sicurezza di base ma ripeto è il mio punto di vista, per molti escursionisti forse non ha neanche senso il rifiuto per principio delle "facilitazioni", e magari la massa gradirebbe anche tappeti rossi fino in cima...con questo non voglio dire che tutto deve essere reso accessibile a tutti! A ben guardare però al giorno d'oggi non si sfugge comunque alle "facilitazioni" che magari diamo per scontate ma un tempo non c'erano: la comodità degli accessi stradali, la quantità di informazioni e cartine dettagliate, le previsioni del tempo, i materiali moderni e leggeri, il cellulare in caso di bisogno... quanti sarebbero disposti a rinunciare a tutto questo? e poi, perché? ;-) Mandi
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13-02-2012 00.00
luca.deronch luca.deronch
Secondo me, il fatto che alcuni sentieri vengano dismessi non c'entra molto con l'ambiente incontaminato, ma probabilmente ci sono altre ragioni. Non so se spetti all'ente parco o al CAI ma sta di fatto che la perdita di sentieri qui, come in altri luoghi, porta via con se un pezzo di storia, di montanari, di cacciatori, di pastori, di fatica . Non credo che la massa di turisti o merenderi salga al Greselin anche se il sentiero viene rimesso a posto. Più che rendere i sentieri comodi e agevoli io sarei per il semplice mantenimento in vita.
ps. L'alta via n.6 è un piccolo sogno nel cassetto che spero di realizzare prima di appendere gli scarponi al chiodo.

Mandi
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14-02-2012 00.00
stefano stefano
Stiamo toccando dei temi importanti :la valorizzazione della montagna,la sicurezza,chi gestisce i sentieri nella manutenzione..e non da ultimo le idee i pensieri di ognuno ,come viviamo la montagna ..ma di riflesso anche la vita con le nostre idee ,pensieri comportamenti.
Rispondendo a Luca ,concordo con te :il fatto che i sentieri vengano dismessi e non ripristinati non a niente a che fare con la valorizzazione della montagna ..il mio pensiero era rivolto ad una incentivazione e ripristino che non aiuta la valorizzazione dell'ambiente,il fatto che vengano dismessi credo si tratti di questioni di gestione del sentiero stesso che con il passare degli anni è sempre più interessato a frane...mi piacerebbe saperne di più e se c'è qualcuno tra gli iscritti a questo sito, che lavora nell'ente parco lo pregherei di darci se può informazioni ringraziandolo anticipatamente.
Concordo con Michela sull'importanza che ognuno abbia un proprio modo ,una sua coscienza dell'andare in montagna ,che non è minore di quella degli altri ...Mandi
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