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Sentieri, segnavia e altro...

23-08-2004 00.00
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
Stimolato anche dagli ultimi messaggi sui recenti incidenti volevo conoscere il vostro parere su un argomento da sempre oggetto di grandi discussioni: lo stato dei sentieri e della segnaletica in FVG.

In generale mi reputo abbastanza soddisfatto della segnaletica ben sapendo i grossi problemi che esistono per mantenere efficiente la rete dei sentieri regionali cosa di cui dobbiamo sempre ringraziare i tantissimi volontari del CAI.
Avendo però camminato molto anche su altre zone dell'arco alpino so che siamo lontani dagli standard ad esempio dell'Alto Adige.
Nel nostro piccolo cerchiamo di contribuire a questo segnalando a Tabacco tutte le difformità rilevate durante le nostre escursioni e molte delle nuove carte contengono ora gli aggiustamenti e le correzioni da noi suggerite.

Entrando nel dettaglio delle cose che si potrebbero migliorare trovo abbastanza inconcepibile la mancanza di segnalazioni presso i rifugi gestiti e peggio ancora l'inagibilità dei percorsi che a questi rifugi conducono.
Una cosa che spesso manca da noi è la presenza di una indicazione chiara dell'inizio del sentiero come ad esempio cartelli o indicazioni nel centro abitato più vicino. Poi magari il sentiero è segnato benissimo ma quanta fatica per capire dove inizia...
Spesso la segnaletica (i cartelli) è sostenuta da pali inadeguati che durano il tempo di una stagione. Non sarebbe meglio puntare ad una maggior durata degli stessi diminuendo notevolmente i tempi di successiva manutenzione ??
Ultima cosa i sentieri dismessi. Il parco delle Dolimiti Friulane ha deciso di dismettere diversi percorsi che ora nelle carte Tabacco più recenti sono indicati semplicemente in nero come tracce. Personalmente sono in difficoltà nel valutare la cosa. Indubbiamente questo mantiene un livello di "wilderness" elevato nelle zone in questione ma scoraggia credo anche molti escursionisti a percorrerle. Il sinistro cartello che si trova all'inizio del tratto dismesso (con una bella X rossa) credo abbia dissuaso più di qualcuno anche se poi in realtà il sentiero si trova in condizioni migliori di molti altri segnavia CAI "ufficiali". Forse nell'ottica di una fruizione "controllata" si poteva fare diversamente. In questo modo molti interessanti sentieri andranno irrimediabilmente perduti o saranno quantomeno invasi dalla vegetazione e non più rintracciabili.

Rimango in attesa delle vostre opinioni e ricordo ai tanti nuovi iscritti di consultare e soprattutto partecipare al mantenimento del database delle segnalazioni di inagibilità che anche quest'anno si è ampliato.

Un saluto a tutti
Ivo Pecile - SentieriNatura
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23-08-2004 00.00
giorgiobraidotti@tin.it giorgiobraidotti@tin.it
Anch' io caro Ivo mi trovo d' acordo con te sullo stato della segnaletica dei sentieri del F.V.G.. Anche se talvolta trovo ancora le vecchie tavolette di legno con le scritte a fuoco incise sopra in linea di massima i sentieri sono sufficientemente segnalati. Effettivamente i cartelli sono vecchi, obsoleti e talvolta non leggibili per non parlare dei sostegni. Non raggiungono come dici tu lo standard del Sud Tyrol ma qualche cartello e bollino in più non guasterebbe assieme ai cartelli che indicano la partenza della via o del sentiero stesso. Penso che il CAI avrebbe tutti i diritti per richiedere fondi alla regione per la sostituzione delle stesse. Non credo che poche decine di migliaia di €. rovinerebbero il bilancio della regione. Per l' inagibilità dei sentieri presso i rifugi penso sia compito esclusivo del CAI richiamare o sensibilizzare i gestori dei rifugi. Per concludere invece la dismissione di alcuni sentieri dispiace a tutti ma mi rendo perfettamente conto che se a tutti questi dovesse essere fatta una manutenzione significativa non basterebbe una stagione per portare a termine un' adeguata pulizia all' intero parco sentieri per cui penso che almeno i più importanti e significativi meritino un' adeguata manutenzione ed eventuale miglioria. Cordialmente G. Braidotti
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24-08-2004 00.00
Andrea P Andrea P
Volevo far notare a Giorgio che il CAI e l'ANA e le altre associazioni che si occupano di mantenere i sentieri prendono gia' dei contibuti dalla Provincia o Regione. Lo so di certo per quanto riguarda la zona di PN (fondi permessi funghi) e Vittorio Veneto (fondi regionali).
Per quanto riguarda i sentieri dismessi del Parco delle Dolomiti Friulane, penso che siano stati interdetti piu' per la difficolta intrinseca dell'itinerario che per la difficolta' di manutenerlo, personalmente ne' ho percorsi 2 o 3 e sinceramente l'allegra famigliola della domenica, priva di esperienza escursionistica, non la farei passare ne' per Forcella della Meda (Cornaget), ne' per la val del Drap e omonima Forcella, proprio per evitare incidenti.
BUone montagne a tutti. Andrea P
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24-08-2004 00.00
dmt dmt
personalmente trovo stimolante
RISCOPRIRE
vecchi sentieri abbandonati!
vedi la
"SEMIDE DAI EAGNEI"
mandi
dmt
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24-08-2004 00.00
Alessandro Alessandro
Io purtroppo vado sempre di fretta in montagna ma ho un collega di lavoro che si porta sempre dietro un seghetto e un tronchesino se il sentiero per lo Strabut sopra Tolmezzo è ancora agibile è merito suo, penso quindi che se tutti facessimo così la manutenzione sarebbe da fare solo per alcuni sentieri. Se alcuni sentieri vengono dismessi forse è anche per la loro pericolosità o forse solo perchè sono in pochi a camminare da quelle parti quindi non saprei cosa dire in merito.
Buona giornata a tutti.
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24-08-2004 00.00
dmt dmt
mi correggo
AGNEI
con la E "chiusa"
non EAGNEI
scusate
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25-08-2004 00.00
Giuseppe Giuseppe
Posso esprimere una mia opinione sensata in merito solo per il settore delle Giulie che finora ho percorso in lungo e in largo. Devo dire che almeno i sentieri più "famosi" sono ben segnati anche se, come dice Ivo, l'attacco è spesso difficile da individuare. Mi sono capitate, però, alcune situazioni a volte paradossali.

Ad es. nel '97 quando con un mio amico si tentò di salire al Plauris da Tugliezzo per Passo Maleet un signore di Portis ci avvisò che molto probabilmente avremo trovato i segnavia cancellati da vernice spray grigia. Infatti, uno o più personaggi quanto mai singolari avevano di recente deciso di cancellare i segnavia ma alla fine si notavano più di prima a causa del grigio della vernice che stonava sulla roccia (o peggio sugli alberi!!!). Altro esempio: nel 2002 scrissi un articolo sulla rivista Alpi Venete inerente alle prealpi di Taipana, Attimis, Nimis e Faedis. Poco tempo prima i suddetti comuni avevano risistemato dei sentieri poco frequentati (es. da Faedis alle malghe di Porzùs, da Taipana alle Zuffine e altri) grazie a dei contributi comunitari per la montagna. Salendo da Taipana al m.te Zisilin trovai ottime segnalazioni e tabelle evidenti. Fino alla vetta del Zisilin. Poi, tentando la traversata per passo Tartoria, m.te Cladis e giù ritornando in paese per il ponte di S. Mattia sul torr. Gorgons, proseguendo in quei boschi fitti, dicevo, di colpo mancarono le segnalazioni e mi trovai a proseguire a tentoni interpretando segni sbiaditissimi sui tronchi. Finì che mi persi letteralmente e arrivai abbastanza scocciato a Monteprato, sopra Cergneu. Lì un boscaiolo (che avrò ringraziato allo sfinimento...) mi indicò una traccia da boscaioli, appunto, che mi permise di scendere alla strada della valle del Cornappo e da lì ritornare a Taipana. Era ormai quasi buio essendo il 1 novembre. Segnalai nell'articolo questa mancanza di indicazioni tanto per avvisare chi volesse ripetere l'itinerario. Passarono 10 giorni dalla pubblicazione e mi arrivò una letterà del CAI di Tarcento che pur complimentandosi per l'articolo mi faceva presente che comunque quella sezione non era responsabile di quei itinerari, quasi avessi voluto lamentarmi con loro per l'assenza dei seganvia. Ovviamente non era così ma questo è un esempio di quanto frammentata sta diventando la responsabilità della manutenzione dei sentieri.

Tutto sommato non mi lamento della situazione attuale ma preferirei un segno bianco rosso in più che uno in meno anche se alcuni puristi affermano che i segnavia in certi itinerari deturpano l'ambiente e sono superflui. Per chi è della zona forse sì, per chi ci si avvicina per la prima volta sono invece provvidenziali.

Sui tratti attrezzati a quanto ne so le Guide Alpine del FVG stanno cercando di risistemare progressivamente tutte le ferrate della Regione, anche qui fondi permettendo. Per quel che riguarda certi tratti esposti ed inspiegabilmente sprovvisti di qualunque assicurazione sono d'accordo che sarebbe meglio aggiungere almeno un cavo passamano, che dà spesso anche solo una sicurezza psicologica più che reale. Però ci sono davvero delle zone talmente friabili che sistemare dei fittoni in loco durerebbero da Natale a Santo Stefano.

Saluti e scusate la lungaggine.
Giuseppe.
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25-08-2004 00.00
Aldo Aldo
Io penso ,per quel poco che frequento purtroppo la montagna, che i sentieri in friuli non siano in ottime condizioni, intendo quelli meno frequentati che spesso presentano dei segnavia sbiaditi o peggio completamente scomparsi.
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26-08-2004 00.00
Davide Cesari Davide Cesari
La mia esperienza in FVG si limita alle Prealpi Carniche (da Forni di sopra a Perarolo di Cadore attraverso le Bregoline e la Val dei Frassin), ma mi pare di poter dire che lo stato dei sentieri della zona e` piu` che accettabile e allineato con quello che ho visto in sentieri altrettanto poco frequentati di val d'Aosta e Alto Adige, per fare un esempio: non ho incontrato difficolta` a seguire le tracce, nonostante la rigogliosa vegetazione e per di piu` le carte Tabacco riproducono molto fedelmente i tracciati, non mi sentirei di poter chiedere piu` di cosi`; unica pecca: alla casera Pramaggiore le indicazioni per trovare la sorgente piu` vicina indicano un sentiero con una numerazione ora inesistente, probabilmente non aggiornata.
saluti e grazie ancora al forum per le indicazioni avute,
Davide, Bologna
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26-08-2004 00.00
giorgiobraidotti@tin.it giorgiobraidotti@tin.it
Non sapevo caro Andrea che le associazioni da te citate ricevessero dei fondi. Grazie comunque per la precisazione.
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30-08-2004 00.00
Ezio Ezio
Concordo sostanzialmente con la tua valutazione alla quale aggiungo solo due glosse.
Sentieri dismessi. Mi pare un falso problema. Lo stesso “Sentieri Natura” pubblicizza itinerari che si svolgono al di fuori dei sentieri “ufficiali” (quelli in rosso sulle carte Tabacco): dunque uno stimolo a non limitarsi ai sentieri col “numero”. Ammetto che le tabelle poste ad inizio sentiero possano creare un po’ di confusione, in quanto esistono anche dei casi di dismissione vera e propria dalla manutenzione CAI (p.e. ex 427 che da sotto la cima del Montusel -Gruppo Zuc dal Bor- traversa verso Sot Cretis).

Altre zone dell’arco alpino.
Il confronto col Sud Tirol/Alto Adige è sicuramente perdente ma se guardiamo al contermine Cadore dobbiamo ritenerci più che soddisfatti. Riferendomi al Cadore confinante con la Carnia, non riesco a capire se gli enti locali veneti vogliono ripristinare tout court la wilderness del territorio o banalmente mantenere il flusso “turistico” indirizzato verso le Dolomiti. O si tratta semplicemente di mancanza di fondi da dedicare alla montagna?
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