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incidenti in montagna

18-08-2004 00.00
Alessandro Alessandro
Non conoscevo le persone morte in questi giorni in montagna ma ogni volta che leggo questi articoli mi vengono i brividi, penso a quante volte mi sono trovato in situazioni simili e sono coscente di aver rischiato e a quante altre ho rischiato senza nemmeno saperlo, non sono convinto come dice qualcuno che ce le andiamo a cercare penso piuttosto che nella vita si impara sbagliando ma la montagna non ti consente errori, bisogna pensare bene a quello che si fa, valutare le diverse situazioni e saper rinunciare. Poi anche se si va in montagna con le dovute precauzioni a volte la sfortuna fa il resto, io cerco di pensare quando faccio le mie escursioni anche a chi mi aspetta a casa, d'altrondenella vita si rischia sempre.
Stiamo comunque sempre molto attenti...
Mandi
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18-08-2004 00.00
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
E' sempre motivo di grande dolore e di riflessione apprendere di persone mancate a causa di una passione che condividiamo così fortemente.
Ce le andiamo a cercare ??
Non lo so. E' innegabile comunque il fatto che ci muoviamo spesso su terreni malsicuri o esposti che crediamo di poter dominare grazie all'esperienza. Spesso anche sentieri cosiddetti "facili" sfiorano i baratri o si svolgono comunque su terreno infido dove una scivolata non sarebbe arrestabile.
Proprio l'altro giorno, terminando la relazione sulla traversata del monte Zermula che sarà pubblicata a breve, ripensavo alle lapidi presenti lungo il sentiero che dalla vetta scende sul crinale ovest verso l'osteria da Nelut. Il sentiero CAI è ciò che rimane probabilmente di una mulattiera di guerra più ampia ma ora l'erba ha preso il sopravvento e pure sembrando ancora ben agevole il sentiero attraversa ripidissimi pendii che non ammettono errori.
Sentieri come questi da noi ce ne sono tanti e quindi sempre massima attenzione fermandosi o rinunciando per non distruggere, come ha gia detto qualcuno, una vita di soddisfazioni con un solo attimo di distrazione.

Un saluto a tutti

Ivo Pecile - SentieriNatura
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19-08-2004 00.00
giorgiobraidotti@tin.it giorgiobraidotti@tin.it
Caro Ale mi hai proprio anticipato nell' inserire in questo forum parlando delle ultime vittime in montagna di questi giorni. Stavo proprio per farlo poco prima di aprire il sito di Ivo. Anch' io come Ivo o come te abbiamo percorso sentieri esposti dove l' attenzione deve rimanere sempre alta ma nonostante le ultime nefaste notizie continuiamo a frequentare la montagna. Sinceramente non saprei che consigli dare alle persone che vanno per sentieri ma non mi stancherò mai di dire che un ottima pianificazione dell' escursione oltre che a una adeguata lettura delle condizioni meteo e una buona preparazione sia fisica che mentale possono ridurre al minimo i rischi a cui si va incontro. E' chiaro però che contro le fatalità e l' imprevisto nulla e nessuno può porre rimedio. Resta solo il fatto che un' escursione và programmata molto bene in base alle capacità fisiche che uno ha. Purtroppo temo che questi non saranno gli ultimi incidenti che capiteranno in montagna poichè troppi ancora hanno un approccio troppo disinvolto verso un ambiente così pieno di insidie. Solo la coscienza di ogniuno e una buona conoscenza del territorio potranno ridurre i rischi della montagna. Buona fine estate a tutti i camminatori......e massima prudenza a tutti. Un saluto da G. Braidotti
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20-08-2004 00.00
Federico Federico
Sono d'accordo con Voi, però c'è da dire che crepano più persone per strada che in montagna.
Quando si va in montagna bisogna pensare alle proprie capacità e bisogna anche rinunciare, questo lo dico perchè mi è capitato di andare via con persone stupide che devono stra fare e la parola RINUNCIA non fa parte del loro vocabolario.
Ho incontrato anche allegre famigliole che vagano senza sapere dove vanno e senza tener conto di nulla......TANTO C'è IL TELEFONINO e ci vengono a prendere.

Ma quando l'intervento è causato quasi di proposito, il soccorso alpino mette in conto???

saluti
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20-08-2004 00.00
giorgiobraidotti@tin.it giorgiobraidotti@tin.it
C' è da dire caro Fede che in strada ci vanno tutti in montagna no. Per cui non si può dire che perdono la vita più persone qui che altrove. E' come la storia degli aerei.......ciao a tutti.
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23-08-2004 00.00
valentina valentina
Si è vero ..la montagna è meravigliosa ma basta percorrere qualche tratto di un semplice sentiero che passa sopra un baratro e magari la combinazione di una improvvisa scivolata.
Certe volte soffrendo io di vertigine mi trovo ad attaversare dei pezzi di sentiero esposto non attrezzatto e magari in cui punti la mia attenzione è massima...ma il pensiero che basterebbe una piccola scivolata per finire giu'....
Per me in certi punti magari tecnicamente facili ma esposti ecco un cavetto in piu'...mentre in altri punti abbondano i cavi inutilmente...che ne pensate?
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23-08-2004 00.00
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
E' vero che un cavetto in più nei tratti esposti fa spesso comodo per sentirsi più tranquilli. Ed io mi trovo sicuramente tra coloro che apprezzano la possibilità di effettuare una escursione pur utilizzando qualche "aiuto artificiale".
Il problema però è che il pericolo viene percepito in modo totalmente difforme dalle varie persone o anche dalla stessa persona in condizioni e tempi diversi (l'ho sperimentato spesso anche su me stesso).
Ho visto persone totalmente impanicate su sentieri elementari ed altre percorrere in tutta tranquillità passaggi per me proibitivi. Non credo pertanto che sia semplice per chi effettua il posizionamento delle attrezzature decidere i punti più opportuni.
So che non è facile ma sarebbe bene in taluni casi saper rinunciare magari riprovando una successiva volta in compagnia di qualcuno più competente che ci possa dare qualche sostegno semplicemente morale o, perché no, assicurarci se il tratto impegnativo è limitato.
In genere ognuno di noi conosce i propri limiti e si orienta sulle escursioni più adatte ma capita sempre prima o poi di cimentarsi con qualcosa di molto vicino al proprio limite ed è quello, credo, il momento decisivo dove occorre stare veramente attenti a prendere iniziative che possono mettere in pericolo noi o chi ci accompagna.

Ivo Pecile - SentieriNatura
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25-08-2004 00.00
Giuseppe Giuseppe
Condivido con voi che ogni escursione andrebbe pianificata meticolosamente e che l'approccio a qualunque tipo di sentiero o via attrezzata è un fatto soggettivo. Quello che ieri non mi sarei sognato mai di fare (es. Via Ferrata Italiana del Mangart) recentemente l'ho percorsa senza troppe ansie anche se assicurato assieme ad una guida. In montagna basta un piccolo errore per trasformare un grade piacere in un'immensa tragedia e ribadisco, penso che se si va in montagna lo si fa per divertirsi e rilassarsi, no? Sapere tornare indietro è essenziale ma quando e come farlo è la cosa più difficile da imparare.
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