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IO ACCUSO: lettera aperta

20-10-2009 00.00
bambinodoro bambinodoro
Vi invio un testo, redatto da Luca Visentini, legato al recente proliferare della verniciatura delle vie selvagge in alta quota, nelle nostre Dolomiti.

Eventuali spiegazioni le trovate anche su:

http://www.forum.planetmountain.com/phpBB2/viewtopic.php?t=39793&postdays=0&postorder=asc&start=0

e

http://www.fuorivia.com/forum/viewtopic.php?f=3&t=22214


*********
IO ACCUSO

Io accuso una persona di cui per ora non faccio nome e cognome per non danneggiarla, al suo rientro dalle montagne, nella propria attività. Quando non è tanto ciò che si riporta delle montagne medesime che mi preme e m’indigna, quanto piuttosto ciò che vi si lascia.
E accuso alcuni soci del Club Alpino Italiano che danno manforte a questo privato, nella sua maniacale campagna d’intervento e stravolgimento sul terreno. Non preciso nemmeno tali soci, per non metterli in difficoltà con l’intero sodalizio, avendo essi disatteso il Bidecalogo o Documento programmatico per la protezione della natura alpina votato all’Assemblea dei delegati di Brescia nel 1981, le finalità della Commissione centrale per la tutela dell’ambiente montano costituitasi nel 1984, le speranze per un riscatto ecologico dell’alta quota sorte con la fondazione a Biella nel 1986 di Mountain Wilderness da parte del Club Alpino Accademico Italiano e dei migliori alpinisti internazionali, gli stessi intenti della Charta di Verona approvata al termine del Congresso nazionale nel 1990, le Tavole di Courmayeur o Norme di autoregolamentazione del CAI per la protezione dell’ecosistema alpino promulgate nel 1995, le disposizioni limitative contenute nel più recente manuale “Sentieri – Pianificazione segnaletica e manutenzione, vol. 1” e soprattutto il buon senso.
Succede comunque che il nostro soggetto, da qualche anno, si adopra nella verniciatura sistematica delle vie di salita pure alpinistiche alle vette anche remote, dei valloni selvaggi e degli antichi viaz dei cacciatori, in tutte le Dolomiti Orientali. Appone enormi bolli, frecce, scritte, sulla roccia. Non si contiene e per esempio lungo un saltino di cinque metri è capace di reiterare il vandalismo addirittura cinque volte!
Qua in Oltrepiave non sta però trovando vita facile. Con diversi partecipanti al forum di montagna Fuori Via e con l’avallo del CAI di Cimolais e del CAI di Claut, nonché previa informazione alla Stazione del Soccorso Alpino dell’Alta Val Cellina, alla Commissione Giulio-Carnica Sentieri e al Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, abbiamo cominciato a cancellare quest’estate i suoi misfatti. E lui è tornato ultimamente di soppiatto a riproporli. Pazienza, glieli cancelleremo ancora. Ricorreremo infine a un’ordinanza comunale, se non la smetterà.
Ma rimane per i gruppi più a nord una mina vagante e quindi un pericolo per le ultime macchie bianche nella topografia del nostro Paese, già brutalmente antropizzato. Imbratta ogni cima, lo ripeto, è seriale. Uccide l’avventura. Compromette la scoperta. Riduce l’autonomia. Si nasconde dietro al falso alibi che così facendo donerebbe a molti l’opportunità di non perdersi. Mentre invece contano il suo ego smisurato e lo zelo pseudomissionario e duro a morire dei suoi compari associati.
Nell’era nuova delle Dolomiti Patrimonio Naturale dell’Unesco io continuo a pensarla come sempre. Del mio passaggio sui monti cerco di lasciare meno tracce possibili.

Luca Visentini

Seguono intanto queste prime 167 firme di alpinisti ed escursionisti che aderiscono all’accusa. Ma dato che il malcostume di segnare vistosamente e scriteriatamente i rilievi dolomitici sta dilagando, poiché basta un finto valorizzatore a catena per deturpare il tutto, la nostra campagna continuerà.

Tiziano Abbà, Davide Azzaroni, Alessandro Bagato, Silvio Bagnini, Gianni Ballan, Roberto Barberi, Damiano Basso, Gianni Battimelli, Fabio Bechini, Paolo Bechini, Sergio Bella, Massimo Bellamio, Alessandro-Giacco Bellatorre, Silvia Benetollo, Pietro Bertera, Alessandro Bianchet, Orietta Bonaldo, Luca Bresolin, Marco Bresolin, Sergio Buricelli, Massimo Bursi, Giovanni Busato, Luca Bussolari, Marina Cadoppi, Matteo Caffini, Gianluca Calamelli, Alessandro Caldini, Luca Calvi, Adriano Campardo, Valentina Campiello, Federico Canella, Alessandra Cantoni, Stefano Capitanio, Adriano Cason, Nicola Cason, Lorenzo Castaldi, Gianpaolo Castellano, Nicola Cattania, Gregorio Ceccone, Lucio Ceschin, Paola Cesco Frare, Marisa Clerici, Valerio Coletti, Paolo Colombera, Alberto Contessotto, Andrea Corradi, Claudio Costa, Micol Costantini, Claudio M. Cremona, Mario Crespan, Francesco Dal Corso, Alberto Da Ronch, Davide De Carli, Armando Della Rocca, David Demetz, Dario De Rossi, Sandro De Toni, Massimo Di Giusto, Lorenzo Don, Maria Cristina Dorigo, Sandro Edelvais, Massimo Esposito, Gianni Fabbri, Gianluca Fant, Flavio Faoro, Marco Fardelli, Andrea Ferin, Emanuela Franchin, Amalia Franchina, Elisa Franchina, Andrea Gabrieli, Paolo Galli, Adriano Garlato, Mirco Gasparetto, Gianluca Gemin, Emiliano Giuffrida, Andrea Gobatti, Luigi Gobatti, Valentina Gottipavero, Lorenzo Gregoretti, Maria Teresa Guidotti, Roberto Iannilli, Bruno Illuminati, Sandro Iotti, Elisabetta Ladelli, Camilla Lamberti, Vito Lamberti, Francesco Lamo, Marco Lanzavecchia, Marco Lavaroni, Alessio Liquori, Giorgio Madinelli, Paolo Marchiori, Claudio Marcon, Matteo Marin, Claudia Martin, Renato Mazza, Walter Melli, Emanuele Menegardi, Franco Michieli, Claudio Mitri, Jolanda Molena, Chiara Morandini, Bruno Moretti, Marina Morpurgo, Ermanno Nardon, Luca Natali, Davide Necchi, Maria Luisa Nodari, Walter Novello, Enrico Paganin, Diana Parini, Emilia Patruno, Marco Pavan, Gaetano Pavani, Eros Pedrini, Giuseppe Penotti, Giorgio Perosa, Alberto Peruffo, Andrea Pes, Claudia Pesarini, Emanuele Pescialli, Andrea Pizzato, Elena Pollo, Giovanni Ponziani, Michele Porrino, Daniele Pozzati, Paola Pozzoli, Federico Ranzato, Marco Rocca, Anna Maria Rosanò, Corrado Rosati, Tommaso Rossi, Paolo Rossini, Fabio Sacchini, Giovanni Saltalamacchia, Stefano Salvia, Oscar Sandri, Davide Scaricabarozzi, Marco Schenoni, Alberto Scribani, Antonella Scurani, Paolo Seimandi, Jacopo Selleroni, Matteo Sgrenzaroli, Marinella Sia, Luca Signorelli, Marco Simionato, Maria Loretta Spaccatrosi, Daniele Spiniella, Stefano Squicciarini, Flavia Stacconi, Piergiovanni Stefani, Diego Stivella, Sandro Strappaveccia, Antonio Tazzoli, Silvia Tondello, Fausto Tonetto, Francesca Tonutti, Giuseppe Traficante, Lorenzo Trento, Natascia Vaghi, Gianfranco Valagussa, Ivo Valle, Gabriele Villa, Massimiliano Zamuner, Ettore Zuccolotto…

*********

A voi...

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21-10-2009 00.00
chripell@gmail.com chripell@gmail.com
Sono perfettamente d'accordo. Da parte mia il massimo appoggio.
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21-10-2009 00.00
luca_di_collina luca_di_collina
Personalmente condivido e faccio notare che per me sarebbe meglio segnare come si deve (né troppo né poco ma dove serve) i sentieri escursionistici esistenti che proprio perché esistenti e destinati a gente meno preparata dovrebbero essere a prova di bomba. Dico questo anche dal momento che l'unico posto dove ho avuto difficoltà a trovare la strada (perché il sentiero semplicemente non c'era) era un tratto della Traversata Carnica.
Mi sa che però diventerà una discussione infinita, del resto anche i sentieri segnati meno 'odiosi' una volta non c'erano.
Mandi.
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21-10-2009 00.00
fausto fausto
Per decenni i nostri vecchi sono saliti sulle cime senza il bisogno di tanta vernice.
Insegnamo ai nostri figli l'autonomia in montagna e non a viaggiare solo inseguendo macchie rosse: non è facilitando l'orientamento che si eliminano i pericoli in montagna: anzi, si da agli impreparati l'illusione di poter arrivare ovunque
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21-10-2009 00.00
bruno bruno
Recentemente sono salito sul monte Caserine Alte e c'erano dei discreti bolli rossi, discreti nel senso che erano picoli e non danno fastidio. Però se al posto di questi bolli ci fossero stati i vecchi ometti lo scopo sarebbe stato raggiunto ugualmente. Perciò io direi di segnalare con la vernice bianco-rossa i sentieri CAI e le salite ai monti con i vecchi ometti. Poi chiedo una cosa, come mai in certe zone si vedono i segnavia CAI cancellati con vernice gigia? Secondo me anche se è grigia deturpa l'ambiente. Altra cosa e chiudo, in certi sentieri, faccio l'esempio di domenica sul Cjadin, in certi punti c'erano tre, dico tre, segnavia CAI sullo stesso albero.
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21-10-2009 00.00
sherpa sherpa
io personalmente (a parte il caso inispecie dove sembra il tipo esageri di brutto!!) non ho nulla in contrario a segnare (appunto in maniera "discreta") le "normali" alle cime; trovo anzi che se (io) fossi una montagna, molto probabilmente apprezzerei meglio degli escursionisti che salgono per la "normale" che sentirmi ficcare dentro le "carni" tutti quelli spit solo per soddisfare la bramosia di conquista di certi "alpinisti"

Mauro
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21-10-2009 00.00
Fabrizio Fabrizio
Onestamente non capisco il problema, qui si tratta di una persona che fa del puro e semplice vandalismo, che non ha niente a che fare con la "normale" segnatura delle vie. Se sanno chi è gli facciano capire in qualche modo che deve smetterla.
Anch'io per certe vie normali meno frequentate preferisco gli ometti, ma i bolli rossi non mi danno fastidio, d'altronde è inutile fare tanto i nostalgici, i tempi di Julius Kugy sono finiti da un pezzo, e comunque i problemi della montagna sono ben altri.
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22-10-2009 00.00
andrea andrea
Forse sarò un igenuo ma io credo innanzitutto alla buona fede d'intenti delle persone, e mi chiedo se è mai stato possibile sedersi ad un tavolo con questa persona con la presenza di chi è di dovere, ammesso e non concesso, che chi di dovere sia istituzionalmente individuabile, per definire una volta per tutte cosa si può e cosa non si può fare.In effetti mi viene da pensare che se alcuni soci avallano simili iniziative, che comunque non condivido, la materia non sia del tutto chiara e lasci libera iniziativa,senza che questa possa essere perseguita in alcun modo. Sarebbe anche interessante sentire l'altra campana.
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22-10-2009 00.00
bruno bruno
D'accordissimo con te.
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23-10-2009 00.00
misterzin misterzin
concordo pure io con Sherpa expecially riguardo agli spit!
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23-10-2009 00.00
michele michele
Nel caso specifico della val Cimoliana mi pare che la discussione non sia sulla forma e dimensione dei segnavia apposti, ma al fatto in sé di aver segnalato degli itinerari non ricompresi in quelli ufficiali CAI (uno per tutti: la Val dei Cantoni).
Secondo me a questo magnifico territorio che ci sia qualche via d’accesso che è stata bollata o segnata non importa poi tanto. Anche il numero di frequentatori (a parte il fondovalle) resterà pressoché lo stesso: i soliti 4 gatti appassionati di questi luoghi.
Se ci preoccupassimo di questo dovremo per coerenza chiedere la chiusura della strada e dei rifugi (forse per la valle sono più impattanti le auto ed i domenicali che i bolli della vernice), ecc.. ma credo che nessuno voglia arrivare a tanto.

Anche se avanzano nobili motivazioni (rispetto della natura, etica della montagna), credo che chi si è indignato per le segnalazioni, e che si è addirittura cimentato in operazioni di “bocciardatura”, sia in verità maggiormente spinto dal proprio personale desiderio di mantenere questi sentieri semisconosciuti ed impercorribili ai più per non vedere banalizzate le proprie escursioni e che quindi mal veda l’afflusso potenziale di ulteriori frequentatori.
Questo è un interesse legittimo ma non capisco perché solo questo modo di pensare debba essere giusto ed etico mentre invece sbagliato e demonizzato quello di chi ha fatto le segnalazioni, che invece (immagino) era spinto dal desiderio di far maggiormente conoscere e percorrere questi itinerari.

Se posso dare un giudizio personale mi è sembrato che i “bocciardatori” abbiano motivazioni più egoistiche (manteniamo per noi questo tesoro) rispetto ai “valorizzatori” (rendiamolo percorribile anche ad altri).

Ciao a tutti.
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26-10-2009 00.00
Luca Chiarcos Luca Chiarcos
concordo. si faccia liberamente il nome di queste persone.
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26-10-2009 00.00
Luca Ch Luca Ch
c'è pure da dire che "banalizzare" alcuni sentieri con un'enormità di bolli induce una falsa sicurezza sulla fattibilità per chiunque del percorso, che poi portano alle solite conseguenze di chi affronta la montagna impreparato.
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