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monte Giaideit

15-03-2009 00.00
Andrea Andrea
Sposto sul forum escursionistico la discussione nata a seguito della foto inviata della croce di vetta di questa cima.Il mio discorso va oltre alle fattezze e ai materiali usati per le croci che ormai troviamo su qualsiasi montagna, al di là della fede sulla quale non entro assolutamente in merito in quanto nutro il massimo rispetto per l'altrui sensibilità alla religione cattolica, ma nel caso del Giaideit mi chiedo quanto fossero necessari i "parallelpipodi segnavia" benchè, come giustamente ha fatto notare Martina, essi siano presenti solo fino alla pieve, e a seguire le attrezzature ad agevolare il sentiero fino in vetta, e a seguire quell'orribile (giudizio personale) rotonda panoramica. Hanno solo dimenticato di segnalare per bene (e forse sarebbe stato più utile) l'esatta posizione del soffione d'aria calda!! Con buona pace del'autore di una delle mie guide più ispiranti "per sentieri selvaggi". (testo precedente all'accomodamento dell'itinerario in questione).
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16-03-2009 00.00
clelia clelia
Già, un anello particolare!
L'attraversamento del greto del torrente ci aveva fatto perdere ogni traccia di sentiero (in quel punto non ci sono indicazioni), ma l'abbiamo presa bene perchè percorrevamo un "sentiero selvaggio".
Però del soffione d'aria calda neppure l'ombra: qualcuno sa indicarmi dov'è precisamente?
Le croci non mi disturbano; piuttosto altri "arricchimenti" dovrebbero essere un pò più consoni (appunto la tavola coi punti cardinali in granito) con l'ambiente in cui vengono collocati.
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17-03-2009 00.00
Martina Martina
Rieccomi qua...il soffione, se effettivamente è quello, è più o meno all'inizio del pezzo in cresta, dove si cammina sul costone erboso con alla propria dx un altro pezzo di costone che sporge verso Illegio con sopra tutti i pini contorti, sarà 20 minuti prima della cima circa...lì a dx verso il "burrone" c'è un buco, una specie di pozzo carsico...dovrebbe essere quello...ma con il caldo che faceva sabato sinceramente non siamo riusciti a capire se ne uscisse aria calda o meno :)) !!! ciao ciao
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24-03-2009 00.00
luca.deronch luca.deronch
Incuriosito dalla discussione sono andato a dare una occhiata domenica e credo proprio che il soffione sia nel punto da te descritto. Se è quello, e' un buco non molto grande con un pò di muschio umido all'interno, proprio sul bordo della cresta che sale parallela al costone con un bel panorama sulla piana di Illegio. Meriterebbe qualche notizia in più. La croce invece non mi sembra tanto invadente, c'è di peggio. Sul libro abbiamo trovato le vs. firme.

Mandi
Luca d.
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15-01-2013 10.51
mpotleca mpotleca
Visto l'interessante spunto di questo blog sono andato a dar un'occhiata alla buca soffiante sul sentiero per il Monte Giajdeit.
A quota 926 metri s.l.m., praticamente sul sentiero ecco ben visibile l'ingresso: un foro con apertura di 70 x 50 cm, tutto attorno muschio ed eriche con brillanti goccioline, l’erba e le ragnatele si muovono visibilmente. Avvicinandosi con il viso all’imbocco si percepisce una notevole flusso di aria calda ed umida (misureremo poi all’interno con termometro digitale una temperatura di 13.5° mentre all’esterno si aggirava attorno ai 16°).
Superata la strettoia iniziale e scesi il primo cunicolo di circa due metri ci si trova in un vano di 2 per 5 metri alto circa 1 e mezzo creato all’interno di enormi blocchi (probabilmente una paleofrana). La cavità continua non proprio comoda in direzione nord, ma infilarsi e strisciare in mezzo a quei blocchi non è certo invitante.
Posso ipotizzare che ci si trovi davanti ad un grande paleocrollo formato da massi di medie e grandi dimensioni successivamente ricoperto da uno strato di colluvium di spessore metrico. In questo modo si sarebbe formata una labirintica cavità costituita dai vacui tra masso e masso.
La corrente d’aria si potrebbe spiegare con degli ingressi inferiori, anche celati dai detriti e/o impraticabili, sul lato occidentale del Giajdet presentando così in inverno una bocca fredda (quella inferiore) ed una bocca calda (quella superiore), con la differenza che mentre in estate l’aria calda penetra dall’entrata superiore, si raffredda nella cavità ed esce dalla bocca inferiore, in inverno si ha invece l’entrata di aria fredda dal basso, che si riscalda per convenzione sulla roccia più calda, uscendo con formazione di vapore dall’ingresso alto visibile sul sentiero.

Michele Potleca - Grotta Continua Trieste
Allegato: schema._ridimensionare.jpg
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17-01-2013 20.46
mauri.maf mauri.maf
Secondo quell'aria è un pò troppo calda. Nemmeno in nel nostro Carso le temperature escono così calde dalle grotte. Ricordo che siamo più o meno intorno ai 11°C. Correggimi se sbaglio...
Mi vien da pensare a qualcosa di "termale" da qualche parte là sotto.
Quindi provo a scostarmi un pò dalla classica teoria ingresso basso/ingresso alto - estate/inverno - soffia/aspira.
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