il portale dell'escursionismo montanoInvia una mail a SentieriNatura Utente anonimo 239 ospiti - 0 utenti 
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
  • Traduci questa pagina con Google Traduttore
CommunitySentieriNaturaIscrizione feed RSS - Richiede LogIN
Lista forum  ->  Forum escursioni FVG   Precedente Successivo
N. record trovati: 2
Messaggio

via di dogna

15-07-2018 12:11
paoloceck paoloceck
ciao a tutti,

forse qua esuliamo un poco dal tema generale, ma siccome sembra che parecchi frequentatori del blog non disdegnino l'attività ravanatoria, queste note magari possono risultare di qualche utilità.

Ieri abbiamo salito la via di Dogna muniti della relazione di un noto (e rispettabilissimo) manuale di alpinismo locale. Dobbiamo segnalare però alcune imprecisioni (particolarmente la descrizione dell’uscita dalla “rampa”, il paretone sopra il bivacco Muschi) che secondo noi possono creare qualche difficoltà. Proponiamo quindi una descrizione di alcuni tratti sulla base della nostra esperienza.

Approccio: dalla cappelletta Zacchi scendere verso il torrente, attraversare il greto e voltare a dx. Seguire la carrareccia tralasciando le diramazioni a sx, costeggiare alla sua dx una radura prativa e proseguire fino a una curva a gomito verso sx: dopo un centinaio di metri abbandonare la carrareccia salendo una ripida traccia a sinistra (catarifrangente e segnavia su un albero a sx, scritta “via Dogna” a spray arancio su un ceppo a destra della carrareccia). Proseguire per traccia evidente (segnavia e bolli). Dopo qualche centinaio di metri si incontra però un’ampia zona interessata al disboscamento di alberi abbattuti, dove i segni e la traccia scompaiono: proseguire dritti in quota fino a incrociare perpendicolarmente una trattorabile: salire verso sx per un centinaio di metri fino a rinvenire nuovamente i bolli sul lato destro (attenzione). Salire poi per ripido bosco (bolli, segnavia e qualche ometto) fino a uscire su uno spallone. Da qui traccia più o meno chiara (radi bolli rossi) fino e per tutto il lunghissimo traverso per cengia lievemente ascendente che porta all’inizio della larga parete appoggiata (a sx della cengia qualche centinaio di metri prima della sua fine, attenzione, visibile un bollo rosso in una nicchia) che porta fino al bivacco Muschi. (Salire la parete per balze verdi e saltini di roccia tenendosi a sx delle rocce lisciate del colatoio)

Dal Muschi, per accedere alla parete (la “rampa”) si consiglia di salire un saltino appena a sx della caverna (faccia a monte) e attraversare un “passo del gatto” sotto un evidente tettuccio (un movimento delicato per roccia coperta di limo), dove bisogna togliere lo zaino. All’uscita del cunicolo possibile sosta su spuntoni. Da lì salire senza direzione obbligata ma tenendosi tendenzialmente sul lato destro (faccia a monte), a 20/30 di distanza m dal paretone verticale (qualche bollo nella parte bassa, II e III in costante esposizione, roccia ottima). A circa 50 metri dal bordo sommitale c’è una fascia di verdi (terreno a tratti friabile) che a sinistra termina nel celebre “belvedere”. A circa 20 metri dal margine destro, alla base dell’ultimo muretto, un poco più difficile, si rinviene uno spit (possibile sosta): da qui salire in verticale fino a un chiodo arancione (15/20 m, III, possibile sosta). Proseguire piegando lievemente a sinistra fino a una buona sosta a circa un metro dal bordo terminale della parete (2 spit, vecchio cordone). Salire alla facile cengia sommitale e proseguire verso destra fino al suo termine, alla base di una paretina solcata da una lunga fessura che sale con tendenza verso dx. Salire la fessura fino a quando si restringe (30 m ca, II/III, due bolli sbiaditi) per uscire poi a sinistra sui verdi che segnano la fine delle difficoltà. Da lì per verdi e saltini di roccia in pochi minuti si raggiunge la grande cengia del Montasio e (verso destra) il bivacco Suringar.

Fino al bivacco Muschi il percorso è riservato a escursionisti esperti, in seguito difficoltà alpinistiche. Si segnala però che la conformazione del terreno rende molto difficile e potenzialmente pericolosa la percorrenza in senso inverso (numerosi passaggi in grande esposizione su terreno friabile). Vale a dire che un volta iniziato va finito, e non ci sono vie di fuga. Con uno sviluppo considerevole e un dislivello di ca 1700 metri fino al Suringar, la via di Dogna va perciò affrontata da persone esperte e allenate, con condizioni meteo adatte. Si sconsiglia vivamente di portare al seguito persone impreparate fisicamente o tecnicamente.
Messaggio
15-07-2018 17:47
florian florian
Complimenti per la chiara ed esaustiva relazione del percorso!
© Redazione di SentieriNatura - Udine, - Ivo Pecile & Sandra Tubaro - Sito ottimizzato per una risoluzione di 1024x768 - Privacy & Cookies - Powered by EasyDoc - Webdesign by Creactiva