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modus operandi valanghe

08-12-2008 00.00
bruno bruno
Ciao a tutti, vista la stagione e visto che purtroppo ogni anno diversi escursionisti lasciano le penne (mi sembra che ieri sia già successo) a causa delle valanghe vorrei sapere da voi come vi comportate in merito. Io quando decido di andare a fare un'escursione guardo il bollettino delle valanghe e se il pericolo è marcato (3 compreso e superiori) mi accontento di fare un'uscita a bassa quota cercando percorsi sicuri (per quanto possibile) nelle prealpi giulie o carniche privilegiando i monti della selva di Tarnova, il Nanos, e altri similari. Quando il pericolo è ridotto (1 e 2) penso a qualcosa di più "ambizioso" ma evitando possibilmente percorsi che presentino lunghi traversi su terreno aperto. Secondo me un'escursione invernale ha lo stesso fascino (e lo stesso pericolo) di un'escursione sul ghiacciaio. Cammini bello tranquillo e se non succede niente te la godi e passi una bellissima giornata ma il pericolo è sempre latente (la valanga in un caso o la caduta in un crepaccio nell'altro) e non c'è niente che possa avvisarti in anticipo nel pericolo. Forse sono un po' troppo allarmista ma di pelle ce ne abbiamo solo una e bisogna cercare in tutti i modi di tenercela stretta. Saluto tutti e ringrazio quelli che parteciperanno alla discussione.
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08-12-2008 00.00
bambinodoro bambinodoro
Per essere a regola dovresti avere ARVA-pala-sonda, ma i non-sciatori nessuno li usa/sa usare ;-) Nel mio caso sono andato per gradi, ho imparato qualcosa sulla neve uscendo con chi ne sapeva più di me e poi forse qualche volta ho avuto un po' di fortuna...

Certo è che ad esempio con le condizioni di questi ultimi giorni è il caso di abbassare le pretese e stare sul tranquillo, anche se spesso l'ambiente con tutta sta neve e queste giornate limpidissime invoglierebbe a mete più importanti.
Quando invece la neve si assesta e indurisce spesso certe uscite si rivelano 100 volte più belle e meno faticose che d'estate (ad esempio in Alpago, dove la neve che ricopre il fondo ghiaioso dei canali e poi indurisce consente salite divertenti e molto meno faticose dei ravanamenti estivi...).

Comunque come in tutte le robe un po' di occhio (dato dall'esperienza e dal procedere per gradi) e un po' di buon senso aiutano a tornare a casa in posizione verticale ;-)
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08-12-2008 00.00
luca.deronch luca.deronch
premesso che l'utilizzo dell'Arva con pala e sonda dovrebbe essere preso in seria considerazione e pochi lo fanno ( io fra quelli) , specie con le ciaspole, è impossibile l'eliminazione del rischio.
Una buona pianificazione dell'escursione inizia a casa tenendo conto i bollettini meteo e valanghe, poi consultando le cartine topografiche cercando di individuare i punti critici e poi tenendo conto chi sono gli escursionisti e le loro condizioni fisiche.

Un altra precentuale di rischio va valutata in zona osservando il terreno e tenendo d'occhio i segnali di allarme come il tempo, il vento, la quantità di neve e eventuali distacchi già presenti , poi le forme del terreno come le pendenze , le esposizioni, i traversi aperti e anche la vegetazione. Poi va tenuto conto anche della presenza di altri escursionisti nello stesso luogo .

Oltre a quanto sopra va seriamente tenuto in debito conto anche la visibilità , la nebbia , perdere l'orientamento è pericolosissimo.
Poi il freddo e i fattori individuali .

Ma soprattutto è necessario saper rinunciare ad una escursione , rientrare anticipatamente o cambiare itinerario.

Un capitolo a parte andrebbe dedicato all'utilizzo dell'arva che non è una cosa poi tanto banale. Non basta averlo ma bisogna saperlo usare. Il costo di almeno due apparecchi è elevato e pertanto non si compra neanche. "Tanto dove vado io non serve" è la frase più comunemente usata.

Io cerco di fare queste valutazioni e spesso chiedo a qualcuno notizie in più, poi qualche volta errori si fanno lo stesso.

Mandi
Luca d.
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10-12-2008 00.00
luca ch luca ch
sopra il 27% di pendenza inizia il rischio, bastano anche 10 cm di spessore per esser pericolosi, dipende anche dal fronte che si muove. con l'andar degli anni l'occhio per neve, accumuli e pendii lo fai, ma sarebbe auspicabile da chiunque vada in ambiente innevato l'uso di arva-pala-sonda. Comunque c'è anche da dire che i giornalisti fanno il loro bel casino quando ne parlano e aumentano la confusione. resta il fatto che, da tabella (http://www.cai-svi.it/j/images/stories/documenti/tabella_incidenti_in_valanga_italia_stagione_2007_2008.pdf), il 10% dei convolti ci resta! anche se 178 persone coinvolte non sono un numero incredibile, se proporzionato al can-can che fanno i vari tg!
comunque come dicono gli americano safety first!!
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10-12-2008 00.00
silvio.sfz silvio.sfz
La vastità dell'argomento impone solo alcune considerazioni sintetiche e sicuramente non esaustive:
Le ciaspe "moderne" permettono di raggiungere, con minore fatica, luoghi con copertura nevosa di ogni tipo e quindi di trovarsi più facilmente a percorrere zone con pericolo valanghe.
Nell'eventualità di venire travolti e seppelliti da una valanga, generalmente provocata da noi stessi, le probabilità di sopravvivenza (traumi esclusi) diminuiscono drasticamente dopo 15 minuti.
Se si è proceduto con le dovute distanze di sicurezza (ovviamente non da soli) qualcuno dovrebbe essere rimasto fuori.
Nessun soccorso può raggiungere la zona in un tempo così breve pertanto è di fondamentale importanza l'autosoccorso.
L'autosoccorso in 15 minuti si può fare solo con arva, pala e sonda e bisogna saperli usare molto bene.
E' necessario esercitarsi simulando varie situazioni, si possono frequentare dei corsi che a volte vengono organizzati dalle varie sezioni del CAI, si può partecipare (a prezzi modici) alle escursioni con le Guide Alpine organizzate ad esempio dal Parco delle Prealpi Giulie ed imparare un po' alla volta.
Un arva relativamente facile da usare, per chi deve iniziare, potrebbe essere il Pieps DSP (solo digitale, non analogico).
Una pagina web molto interessante si trova sul sito della Regione FVG www.regione.fvg.it , a dx clic su bollettino valanghe , a dx ancora clic su "false certezze"
Mandi.
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