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colori d'autunno - curiosità

09-10-2008 00.00
luca.deronch luca.deronch
Ringrazio Ivo per aver ripristinato il forum e vorrei fare una domanda sul periodo.
domenica ho fatto una escursione (con la neve) nella zona del monte Acomizza e ho potuto notare i colori dei faggi e dei larici già in abito autunnale. Poi guardando alcune foto sui siti e blog locali ho notato che a parità di altitudine questa zona è più "avanti" rispetto ad altre del Friuli. Non so se è una mia impressione, ma se così non fosse da cosa dipende questa differenza anche notevole?

curiosità.
Mandi Luca d.
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10-10-2008 00.00
giuseppe.tolazzi giuseppe.tolazzi
Dipende molto dalla temperatura. Il larice, unica conifera che perde gli aghi in autunno inoltrato, avvia questo processo di ingiallimento delle "foglie" quando la temperatura scende sotto i 10°C per qualche giorno almeno. Quindi, se dalle parti di Pramollo c'era la neve c'era da aspettarselo questo cambiamento. Io a fine settembre ero a Passo Volaia a fare il giro dei tre rifugi. Salendo al lago i larici erano via via sempre più colorati. Scendendo dal Marinelli, invece, in piena esposizione a sud erano ancora normalmente verdi.
Ciao, Giuseppe.
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15-10-2008 00.00
Fabio Fabio
Penso anch'io che principalmente dipende dalla temperatura. Proprio rigurdo alla zona che menzioni, trovandomi spesso a Camporosso in tuti i periodi dell'anno, ho notato che arrivando da Pontebba lungo la statale, superata Ugovizza dopo il sottopasso dell'autostrada, il termometro dell'auto si abbassa di 2-4 gradi. Stessa cosa succede arrivandoci dall'Austria. Per cui latifoglie e larici con colori autunnali prima che in altre zone con caratteristiche simili (latitudine e altitudine). Splendidi i versanti dell'Acomizza.
A tale proposito approfitto per chiedere notizie, se qualcuno lo ha percorso, sul sentiero che dal Camporosso si stacca a sinistra di quello (n. 508) che sale all'Acomizza, e arriva in val Filza: è segnato con il n. 506, ma nella guida di Galli sui sentieri montani del FVG non è menzionato. Viene descritto nella Guida della Valcanale della SAF (in un capitolo scritto sempre da Mario Galli), che però è del 1991 e quindi non so se sia aggiornato, viene chiamato "sentiero dei prigionieri russi" in quanto realizzato da loro dirante la 1a GM. E' descritto come selvaggio e di alto valore naturalistico per i boschi che attraversa. Io ne ho percorso l'inizio (circa 1 km, ero con mio figlio, poi era tardi e siamo tornati indietro) fino al fiume Cella, quello che poi unendosi al Vuom forma il fiume Fella. Volevo sapere come è il sentiero proseguendo dopo il fiume, se è sempre ben percorribile o se qualche passato alluvione lo ha rovinato e/o reso impraticabile.
Grazie in anticipo e un saluto a tutti, Fabio.
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