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Semide dai Agnei - Accesso dal Cuel di Granvalt

12-06-2017 22.16
daniele.moroldo daniele.moroldo
ACCESSO ALLA SEMIDE DAI AGNEI
DALLA VAL DOGNA ATTRAVERSO IL CUEL DI GRANVALT
“Trovato il passaggio!”

La zona montuosa compresa tra la Val Dogna e la Val Raccolana è una delle più selvagge ed impervie del Friuli. Nonostante ciò in anni ormai lontani era frequentata dai valligiani che portavano al pascolo le loro greggi nei magri pascoli oggi invasi da una fitta vegetazione. A testimonianza di questa antica attività umana rimangono i resti degli stavoli che anno dopo anno il tempo consuma come la memoria di chi li ha abitati. I sentieri di un tempo hanno lasciato il posto alle tracce degli ungulati e la natura sembra essersi ripresa quello che aveva donato ai nostri predecessori.
Nel percorrere queste antiche vie la nostra mente fa un balzo indietro nel tempo, proviamo ad immaginarci la vita di quelle genti aiutati dai racconti di quei pochi che oramai ne portano ancora memoria. E si viene pervasi da una dolce malinconia.
Un tempo frequentata per necessità, oggi per diletto e curiosità, questa montagna è tornata nell’oblio.
Oramai solo pochi cacciatori locali conservano la chiave d’accesso a questi luoghi, puliscono i sentieri o quel che ne resta e forniscono preziose informazioni ai pochi “forestieri” che li vogliono riscoprire.
Alcuni di questi particolari escursionisti non si limitano a cercare e percorrere i vecchi sentieri, ma provvedono a riportarli in vita pulendoli e facendoli conoscere agli altri. L’accesso alla Semide dai Agnei dalla Val Dogna è rinato grazie a queste persone.
Il caso mi ha fatto conoscere Gustavo, un vero “studioso” di questi reconditi angoli montani. Nonostante abbia superato la soglia dei settant’anni, continua instancabile a frugare tra le pieghe dei monti cercando le tracce perdute.
E così mi sono trovato coinvolto (naturalmente con piacere) in una delle sue avventurose ricerche.
Gli sembrava strano che le greggi, una volta risalito il Cuel di Granvalt, per raggiungere la Forca della Puartate e il Plan da la Cjavile dovessero ridiscendere per poi risalire di nuovo verso il Cuel da lis Joanis e la Semide dai Agnei. Ha quindi ipotizzato che ci sia un passaggio più diretto ed abbastanza agevole per raggiungere questi luoghi dalla sommità del Cuel di Granvalt.
Io non so se i pastori seguivano questa via, ma noi comunque l’abbiamo trovata e percorsa.
Salito il costone soprastante lo stavolo di Granvalt, e raggiunto il pianoro di quota 1100 m. abbiamo obliquato a destra raggiungendo la testata del rio Granvalt (m. 1175). Seguendo tracce di camosci lungo una evidente cengia sospesa ricoperta di mughi ci siamo portati su un ripido costone. Seguito quest’ultimo in salita verso sud si arriva ad un pianoro (m. 1360, certamente un tempo zona di pascolo). E’ anche possibile seguire la cengia solo per un tratto per poi imboccarne un’altra ascendente a sinistra che conduce su un pendio soprastante la parete. Salendo questo si raggiunge il pianoro di cui sopra. Salendo ancora si perviene ad un pianoro in declivio dove si rinvengono numerose vecchie ceppaie segno di vecchi tagli (quota 1430 metri). Da qui traversando a destra per traccia si arriva ad un rio sovrastato da una parete rocciosa. Scendendo brevemente alla base della parete si raggiunge l’opposto versante per comoda cengia. Risaliti in obliquo a destra sempre per traccia si giunge ad un altro piano con vecchie ceppaie. Qui si incrocia la via attualmente seguita per raggiungere la semide (1410 metri di quota).
Sopra la parete rocciosa soprastrante la testata del rio Granvalt abbiamo rinvenuto dei rami spezzati (m.1360 ca.) segno del passaggio di qualche cacciatore locale.
Questa via, percorsa abitualmente dai camosci, se ripulita ed evidenziata potrà evitare di seguire lungamente l’ex sentiero CAI 619 oltre il rio Granvalt.
Dal pianoro a 1400 metri di quota io sono anche salito con percorso diretto fino alla semide, ma l’enorme quantità di mughi sconsigliano questa soluzione.

Allegato: stampa2.pdf
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12-06-2017 22.27
graziano.bettin graziano.bettin
bella relazione
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13-06-2017 17.06
norman norman
Tanti complimenti a te ed al Sig. Gustavo per la (ri)scoperta di una via d’accesso alla Semide. Interessante la ricerca un (ennesimo?) approccio da fondovalle, ora che la maggior parte dei resoconti sembrano concentrarsi solo sulla parte superiore, sulla “Cengia” vera e propria, proponendo varie e talora “fantasiose” variazioni sul tema. Tuttavia, permettimi, la partenza delle greggi proprio dal Cuel di Granvalt appare un poco un tour de force, quando esistono (e, pare, esistessero) degli approcci più “economici” per raggiungere il Cuel de la Lescje da fondovalle… Se hai qualche informazione di più in merito ne guadagnerebbe molto il sapore della riscoperta.
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13-06-2017 23.39
daniele.moroldo daniele.moroldo
Questa mia relazione vuole solo essere uno stimolo a frequentare questi reconditi luoghi. L'itinerario qui proposto è solamente una ulteriore possibilitá di accesso alla Semide. La verità é seppellita con chi in questi luoghi ci viveva. La fantasiosa ricostruzione può anche rimanere tale, ma se serve a stimolare l'escursionista a percorrere i vecchi sentieri riportandoli alla luce e magari a chiedersi come poteva essere la vita qui un tempo ho raggiunto il mio scopo. Tutto il resto sono chiacchiere e non scoperte e riscoperte. Le emozioni, beh, quelle le tengo per me.
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14-06-2017 06.52
daniele.moroldo daniele.moroldo
...e lavorando sempre di fantasia, essendoci stati due insediamenti in Granvalt, é possibile che uno salisse dai pascoli dell'omonimo cuel e l'altro, oltrepassato il rio Granvalt, salisse per Lis Jonis. Ripeto, nessuno lo può però confermare o negare. Buone escursioni e... ricerche!
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