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torre clampil

01-09-2008 00.00
remo remo
salve a tutti volevo sapere se qualcuno ha fatto la ferrata clampil o ferrata dell'amicizia a Pramollo, ed in che stato si trovano le attrezzature.
grazie e buona montagna a tutti
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03-09-2008 00.00
paolo paolo
buone. la ferrata richiede buone braccia!!
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03-09-2008 00.00
ilario.morettin ilario.morettin
Salita il 29 Giugno scorso: attrezzature in ottimo stato (a un'anno dall'inaugurazione).
E' considerata come una delle più faticose (difficili?) delle Alpi Carniche. Mandi.
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04-09-2008 00.00
paolo paolo
propendo per il faticoso. oltre che senza troppo senso
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20-10-2013 16.43
rudy75 rudy75
Ieri approfittando del fatto che ero solo mi sono deciso a provare questa ferrata su cui tanto si sente in giro. Parto da passo pramollo per risalire all'impianto di madrizza, parte lungo le piste da sci parte tramte sentiero. Lungo la via incontro Danilo con la sua compagna: lui nota il caschetto sul mio zaino e mi chiede chiede subito "Torre Clampil?" Dico "sì" lui mi spiegsa che vuole salirci anche lui ma è solo perché la sua compagna non se la sente. Decidiamo di andare insieme, penso solo "speriamo che abbia idea di cosa stiamo per fare..." Dall'impianto di Madrizze, dove lasciamo la moglie scendiamo al laghetto artificiale sottostante perdendo qualche decina di metri di quota (tanto che per un attimo ho pensato che sarebbe stato più o meno uguale partire dalla casermetta della GDF). C'è un po' di neve molle, bisogna stare attenti a non scivolare. aggiariamo il laghetto a sx, sarebbe stato meglio farlo a destra perché il sentiero che sale all'attacco è più facilmente individuabile. Scambiamo due chiacchere mentre arriviam oall'attacco, parlando delle nostre esperienze e inizo a tranquillizzarmi: Danilo si era fatto negli anni Monte Bianoc, Cervino, Sorapiss, Pelmo, Antelao.... Arriviamo all'attacco, parto io. I primi metri sono facili e veloci ma già a metà via il primo pezzo leggermente strapiombante fa capire che da lì in poi si cambia registro. Non ci sono punti difficili, spesso la roccia aiuta. Staffe e pioli sono presenti in quantità sufficiente. per progredire anche abbastanza speditamente. Facciamo un'unica sosta di 5 minuti prima di attaccare l'ultima placca completamente disseminata di gradini. Col senno di poi mi dico che in quel punto è il caso di farsi una pausa anche più lunga... Noto sopra di me almeno due rigonfiamenti della parete che obbligano ad effettuare altrettanti passaggi strapiombanti nei quali la fatica maggiore la si fa durante lo spostamento dei moschettoni. Passo il primo, passo il secondo e vedo il camino finale col quale termina la parete. Il camino sembra facile ma la stanchezza delle braccia si fa sentire proprio qui.. Sento che la presa della mano non è più forte e sicura e devo fermarmi sotto il camino per alcuni secondi per raccogliere le ultime forze e fare lo strappo finale. Danilo è dietro, fatica anche lui non poco ma si è rivelato un compagno di viaggio davvero in gamba e piacevole. Percorriamo gli ultimi metro per arrivare alla croce, 10 cm di neve qua e là consigliano comunque di usare prudenza. I ramponcini che avevo portato dietro rimangono comunque nello zaino. Arriviamo alla croce dopo poco più di un'ora dall'attacco, il ritmo che abbiamo tenuto è stato comuqnue sostenuto. Foto di rito, mangiamo qualcosina, Danilo si fa una lattina di Lasko e ripartiamo per la torre Winkel e per la ben più facile ferratina di rientro che richiede solo attenzione per il fondo misto erba-terra-neve.
Valutazione della ferrata: è davvero insensata, stile Clap Varmost ma più lunga, molto fisica. La differenza tra le due è che la Clap Varmost ha due punti in cui srve forza per pochi secondi, sulla Clampil è richiesta forse meno forza istantanea ma con una continuità molto maggiore. La tecnica di arrampicata permette solo parzialmente di alleviare la fatica scaricando il più possibile sulle gambe. Alla fine non si tratta di andare in montagna, si tratta di fare palestra salendo la scaletta di un faro da campo sportivo svariate volte e in modo più faticoso. Da farsi solo in buone condizioni fisiche e con un buon braccio perché il problema è che la parte più dura sono gli ultimi 15 minuti (50m di dislivello): se le forze venissero a mancare in quel punto si rimarrebbe completamente bloccati perché anche scendere non penso sia una soluzione comoda... Nell'eventualità che questo dovesse accadere suggerisco di dotare l'imbrago di longe di assicurazione ausiliaria alla quale appendersi a qualche staffa in attesa di riprendere le forze. Concludendo posso definire questa "ferrata-parco giochi" una mera prova di forza che poco o nulla aggiunge all'esperienza di montagna di chi la percorre.
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