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Friuli delle montagne o montagne del Friuli?

11-08-2008 00.00
florig@libero.it florig@libero.it
Premetto che sono, ormai da anni, un affezionato ed assiduo frequentatore di Sentierinatura.it; i meriti, il ruolo e l’importanza che il sito ha assunto per la conoscenza e la valorizzazione del territorio montano friulano e della sua cultura è sotto gli occhi di tutti. Mille grazie e tanto di cappello a chi cura questo benemerito sito!
C’è tuttavia una questione che ritengo degna di riflessione.
Sentierinatura.it è un sito “di montagna” che, come si legge tra i suoi obiettivi, si propone di “condividere alcune esperienze con il visitatore offrendogli la possibilità di trovare spunti interessanti per una escursione sulle montagne del nostro Friuli”.
Ebbene, riguardo questa scelta “editoriale”, mi chiedo: concentrare l’attenzione di “Sentierinatura” sulle sole montagne comprese all’interno dei confini del Friuli non può forse rappresentare un limite?
Intendo dire che, forse, i tempi in corso sono maturi per un rovesciamento di prospettiva ed essere il sito del “Friuli delle montagne” anziché “delle montagne del Friuli”. In altre parole non solo le montagne comprese all’interno degli odierni confini geo – politici friulani, ma tutte le montagne che, in qualche modo, appartengono alla cultura ed alla memoria friulana anche se son oltre confine.
Credo non si tratti solo di prendere orograficamente atto che il Friuli condivide le sue principali e più spettacolari catene montuose, le Alpi Carniche e le Alpi Giulie, con Austria e Slovenia. E’ l’idea stessa di confine politico ad esser estraneo alla montagna ed alla sua cultura, da sempre a vocazione libera, solidale e cosmopolita. Penso alla figura di Julius Kugy perfetto interprete e profeta di questo spirito e delle “nostre” montagne. Kugy esplorò, scalò, sognò romanticamente dallo Jof di Montasio al Triglav, dallo Jof Fuart alla Skrlatica ed oltre; non era friulano, ciò non di meno è per l’alpinismo, la cultura e la storia dell’esplorazione montana del Friuli una guida ed un riferimento da cui non possiamo prescindere. Ma è, negli stessi termini, padre venerato anche da sloveni e da austriaci. Maestro di rispetto, parlava le tre lingue ed era il perfetto prototipo del cittadino di questa parte d’Europa dove si saldano mondo latino, slavo e tedesco. Questi popoli in passato hanno anche, ed a lungo, conosciuto l’odio, combattendosi ferocemente con guerre tanto orrende quanto assurde, risultando tuttavia indissolubilmente accomunati dal profondo legame ed amore per le stesse montagne che osserva(va)no dai rispettivi versanti.
Le tormentate vicende storiche di queste terre, in particolare degli ultimi 200 anni, hanno determinato molti e frequenti cambiamenti dei confini politici, ma sono sussurri rispetto alla voce poderosa e libera delle montagne che non appartengono mai a qualcuno, ma si concedono con misura a chi le ama, a chi le vive. Semplicemente. Come chi apre gli occhi e vede.
Possiamo davvero ritenere che lo Jof di Montasio - montagna diletta del dott. Kugy - non appartenga anche alla cultura ed all’immaginario dei nostri vicini?
Canin (Kanin), Mangart, Coglians (Hohe Warte) Creta di Aip (Trogkofel), solo per citarne alcune, le cui creste sono cavalcate dai confini di stato, non “appartengono” forse a tutti questi popoli?
Così come, d’altra parte, non sono indissolubilmente e perennemente legate alla nostra memoria e italianità il Rombon (Veliki Vrh) e il monte Nero (Krn), oggi in territorio sloveno, su cui si sono scritte indelebili pagine della storia d’Italia e delle genti di queste terre.
Credo che i confini politici non sempre coincidano con quelli delle culture, men che meno parlando di montagne.
Le sbarre di confine con Austria e Slovenia da tempo non esistono più. L’occasione è ghiotta.

Mandi e grazie.
Mauro
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12-08-2008 00.00
giorgio giorgio
Mi da fastidio che citi come esempio di internazionalità della montagna Kugy: egli era suddito dell'Impero Austroungarico che, guarda caso, era proprietario di tutte le montagne scalate da Kugy e che solo ora si trovano in tre regioni distinte: Kugy scalava le montagne di casa sua!!
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12-08-2008 00.00
bruno bruno
A me risulta e ne sono sicuro che Kugy ha scalato tantissime cime del gruppo del Monte Rosa oltre che a diverse cime delle Dolomiti, tipo Cridola, Cimon del Froppa nelle Marmarole, poi ha salito diverse cime delle Carniche che non erano sotto l'Impero per cui vediamo di non dire inesattezze. Kugy ha salito tante cime delle Alpi Giulie e quindi della zona perchè non aveva la possibilità di spostarsi che abbiamo noi.
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13-08-2008 00.00
giorgio giorgio
Rileggi ciò che ha scritto Mauro:
"E’ l’idea stessa di confine politico ad esser estraneo alla montagna ed alla sua cultura, da sempre a vocazione libera, solidale e cosmopolita. Penso alla figura di Julius Kugy perfetto interprete e profeta di questo spirito e delle “nostre” montagne. Kugy esplorò, scalò, sognò romanticamente dallo Jof di Montasio al Triglav, dallo Jof Fuart alla Skrlatica ed oltre; non era friulano, ciò non di meno è per l’alpinismo, la cultura e la storia dell’esplorazione montana del Friuli una guida ed un riferimento da cui non possiamo prescindere. Ma è, negli stessi termini, padre venerato anche da sloveni e da austriaci. Maestro di rispetto, parlava le tre lingue ed era il perfetto prototipo del cittadino di questa parte d’Europa dove si saldano mondo latino, slavo e tedesco."
Il tentativo di far passare per cosmopolita uno che ha scalato le montagne del SUO paese che solo ora sono ubicate in regioni diverse, è ridicolo: questo era l'appunto che ho voluto fare a Mauro; che poi Kugy abbia scalato anche l'Everest non ha la minima attinenza con il contendere; infine: le inesattezze le dice chi non comprende.
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13-08-2008 00.00
bruno bruno
tu dici "Kugy scalava le montagne di casa sua" e a me questo non risulta o almeno non solo per cui la prossima volta cerca di spiegarti meglio.
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