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Le Vette Scabre 1787 m

11-09-2016 01.26
marco.raibl marco.raibl
Partiti per ben più ardui cimenti,Stefano ed io abbiamo ripiegato sulle Vette Scabre.Niente altimetro,stavolta,per cui nessuna rilevazione certa del dislivello,ma quattro conti sono comunque possibili.Partenza da Raibl-Cave del Predil a quota 900 circa e arrivo in vetta a quota 1787.Quindi 900 metri scarsi di salita.Una volta su,cento metri sopra le nostre capocce,una coltre di nubi ingloba le cime più alte.Niente Testa (o Cima) del Lago,niente Cinque Punte,niente altro,solo il mondo di sotto.Saliti lungo il sentiero 656,in prossimità dello strappo finale che conduce alla Forcella delle Cenge,si piega a sinistra(indicazione 'acqua' su un masso,quota 1600 circa).Si scende leggermente lungo il ruscello,trovando a destra una buona traccia che conduce al ghiaione da cui si sale alla sommità delle Vette Scabre.Si può immediatamente guadagnare il centro della lingua detritica per poi puntare alla parete di destra,su cui si sviluppa la via più logica e sicura.Immediatamente,uno spezzone di cavo metallico arrugginito(un fascio di fili di ferro attorcigliati),ci pone delle domande sull'epoca in cui è stato posizionato lì.La friabiltà estrema della roccia ha prodotto un deposito molto consistente di detriti di varie dimensioni.Mentre in alcuni punti si sale agevolmente,in altri i nostri piedi provocano piccoli smottamenti rumorosi,che echeggiano nel canalone come uno sciabordare d'acqua.La pendenza aumenta con la salita e,più si sale,più la via si restringe.E' consigliabile,visto il tipo di terreno,che chi segue,soprattutto se il capofila ha il piede pachidermico,si tenga protetto nelle nicchie che trova lungo la parete.Le pietre volano che è un piacere.Una brevissima cengia, attrezzata con altro cavo arrugginito,permette una sosta,per poi affrontare l'ultimo breve strappo,sempre su sfasciumi,alla cui fine siamo ad una forcella presidiata da una sorta di garitta.La risalita del canalone,a mio avviso,non è eccessivamente lunga né faticosa,ma ci vuole un po' di slancio,anche per non gravare eccessivamente sul pietrame e creare scariche.Bisogna andare con piede leggero,insomma.La costruzione permette l'osservazione del percorso appena intrapreso,oltre al controllo della Val Rio del Lago sul versante di Sella Nevea.Qui si manifesta la caratteristica delle Vette Scabre:una sequenza di rotondi cimotti coperti da fitta mugheta.Negli anni bellici,ovviamente,le sommità erano sgombre da vegetazione.Ora sono rifugio di camosci,oltre che meta di non molti visitatori.Ciò che possiamo vedere,percorrendo le tracce aperte tra la vegetazione,sono i resti di una postazione strategica dell'esercito austro-ungarico.Permetteva un'ottima osservazione delle principali vie di transito,tra cui il Passo del Predil.Caverne,una piattaforma girevole per pezzo d'artiglieria,una casermetta con vasca in cemento al suo interno(sembra da bagno,ma forse è un abbeveratoio)sono visibili nel dedalo elastico dei rami di mugo.Il lago di Raibl è sotto di noi,visibile in parte.La vista da quassù,oggi limitata,è davvero notevole.Il piacere di ravanare nella foresta nana altrettanto.Ci abbiamo indugiato due ore,perdendoci di vista e ritrovandoci più volte,ognuno intento nelle proprie personali ricerche di resti ancora nascosti.Vie di discesa alternative non ne conosco,per cui siamo ridiscesi per il canalone,optando per un'alternativa al 656.Si percorre,quindi,il ghiaione fino alla sua fine,trovando degli ometti posizionati su grandi massi.Poco più in basso inizia un buon sentiero,che può anche essere abbandonato deviando a sinistra.Abbiamo però proseguito agevolmente per un po',fino a quando la traccia sembra sparire.Alla nostra sinistra,comunque,il rumore d'acqua ci indica la presenza di un rio,ed è a questo che dobbiamo riferirci,per continuare la discesa.Si scende sul suo margine,in destra orografica,seguendo rari ometti e i segni dei tagli effettuati sulla vegetazione per mantenere la percorribilità del sentiero.Una bella cascatella precede una presa d'acqua da cui parte una conduttura.La pista usata per la manutenzione ci riporta sul 656 proprio in corrispondenza del pulpito panoramico a quota 1325.Abbiamo poi sceso verticalmente il bosco di faggio,molto pulito,fino ad incrociare la mulattiera che percorre quasi tutto il Canale della Malga(traccia nera tratteggiata,sulla Tabacco).Arrivati alla strada,in prossimità del lago,abbiamo recuperato la seconda auto.E' un itinerario che piacerà molto a chi ama il genere.Fatto da soli permette un isolamento pressochè totale,in una zona poco frequentata.Merita di essere percorso con calma,sostando in cima per un po'.Difficoltà non ce ne sono,ma il ghiaione e il rientro richiedono esperienza di terreni friabili e capacità di individuazione di tracce non sempre visibili.Buon divertimento




Nota:il sentiero 656 è descritto nella relazione 'Forcella delle Cenge da Cave del Predil', presente nella guida numero 4 'I sentieri della Memoria' di SN
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11-09-2016 01.27
marco.raibl marco.raibl
Il canalone di salita
Allegato: IMG_20160907_142324.jpg
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11-09-2016 01.32
marco.raibl marco.raibl
L'osservatorio
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11-09-2016 01.33
marco.raibl marco.raibl
la vasca da bagno/abbeveratoio
Allegato: IMG-20160909-WA0016.jpg
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11-09-2016 01.34
marco.raibl marco.raibl
La postazione rotante d'artiglieria
Allegato: IMG_20160907_130918.jpg
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11-09-2016 01.34
marco.raibl marco.raibl
Lago e Passo di Raibl
Allegato: IMG_20160907_125215.jpg
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11-09-2016 01.35
marco.raibl marco.raibl
Ometti nel bosco,durante la discesa
Allegato: IMG_20160907_151604.jpg
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12-09-2016 21.04
alessio2061 alessio2061
vedo che la traccia che abbiamo riaperto anni fa in discesa è ancora visibile ( tranne in quel solito punto che devi andare proprio a ...naso); volendo , partendo un decina di metri prima del cannone sulla statale, si può fare in salita quel tratto che avete fatto in discesa e poi incrociando la traccia larga di sentiero a mezza costa sopra prendere a destra e in breve arrivare sul 656 senza salire da Cave del Predil.
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