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Anello della Val Venzonassa

24-11-2015 11.24
Libeccio Libeccio
Salve a tutti, forse sono fuori periodo per fare un'escursione nella Val Venzonassa, volevo sapere se ci sono difficoltà alpinistiche o solo passaggi in cui richiede solo esperienza e magari un cordino con moschettoni o mi devo portare l'imbrago? Grazie e attendo vostri consigli.
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24-11-2015 15.35
sergio sergio
...Mmm.. non è facile rispondere... non so perché ma non riesco a togliermi dalla mente una foto di Enzo Morelli pubblicata, credo, ad aprile o marzo di quest'anno.

I presupposti del naturalismo vengono a volte estesi oltre i loro ambiti propri, con l'effetto che anche un particolare abito del pensiero diventa garanzia di tutte le ipotesi che vogliono dirsi veritiere.

La costruzione dell'obiettivismo passa attraverso l'epoché (Cartesio lo chiama dubbio metodico, io preferisco “astensione da”), essa intende esibire esclusivamente il puro piano dell'evidenza.

Si tratta in sintesi di tematizzare l'esperienza di ciò che appare nel modo in cui appare.

Il piano fenomenologico dell'immediatamente disponibile, dell'immediatamente intuitivo, consente di vedere il mondo non più come unità a se stante bensì come oggetto della mia esperienza possibile.

Ciò che esperisco è ben più del singolo tema immediato: il cavo teso che collega la riva destra a quella sinistra della Venzonassa (foto) mi è immediatamente disponibile ma la certezza che caratterizza la mia percezione non si riduce solamente ad esso ma è accompagnato costantemente da un orizzonte esterno, da uno sfondo che sebbene inavvertito è presente: il bosco, il torrente, le rocce, ecc.

Il divenire di questo progetto conoscitivo è sempre perfettibile ed ecco, se vuoi, staccarsi dal fondo il ponte.

Non ho memoria di altri cavi.


Fammi una cortesia, se dovessi incrociare Edipo da Coi mentre gattona senza meta digli pure che non serve più andare in Grauzaria. Capirà.


Dopo questa pausetta riprendo il mio lavoro ma con qualche cosa di meno trascendente.
Allegato: P1080513.JPG
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24-11-2015 20.52
sergio sergio
Per meglio comprendere quanto ho esposto, pregherei la censura di rimettere al suo posto la fotografia che ho inviato del tratto attrezzato con i cavi e l'impalcato in cemento sorretto da due pilastri, volgarmente chiamato ponte.

In difetto, minaccio di scrivere ancora: come fa il pensiero a far proprio ciò che pensiero non è? Ovvero, come fa il pensiero ad indossare l'imbrago?
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24-11-2015 23.20
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
Ho dovuto spostare i messaggi nel forum corretto (prima era su Altro). L'immagine allegata sarà presto nuovamente visibile.
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24-11-2015 23.25
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
Tronando invece al quesito, ricordo un breve tratto di cavo passamano lungo il sentiero che traversa la Val dal Soreli, poco prima dell'innesto sulla pista. Ma più che i cavi, credo che il problema stia nella lunghezza del percorso in rapporto alle poche ore di luce.
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25-11-2015 20.12
sergio sergio
Ti capisco. Sentirsi apostrofare come fenomenologo può non fare piacere. Forse, a tale approccio avrei dovuto privilegiarne uno pragmatico.

Alle mie osservazioni, di qualunque tipo fossero, mia madre soleva rispondermi citando la prima legge di Gossen: “Sergio, per me ciò che dici ha la stessa utilità della decima fetta di quella torta che vedi sul tavolo e tieni presente che ne ho già mangiate un paio”. In realtà non ho mai capito se avesse davvero studiato tale teoria economica o fosse semplicemente il frutto di una antica saggezza.

Caro Libeccio, non preoccuparti non me la prendo, ci sono abituato.

Caro Ivo, c'è un punto privilegiato da cui poter fotografare la val Venzonassa, questo è la forcella Musi. I prossimi anni li dedicherò anche allo studio a alla pratica della fotografia una attività che mi ha sempre affascinato. Appuntamento tra uno o due anni nel forum dedicato.

Ora è tempo di andare a “svernare” in territorio austriaco con sci e pelli... mai lasciare il portafoglio in auto... bisogna sempre portare con se i documenti... è buona regola per gli escursionisti e non.
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25-11-2015 20.37
sergio sergio
Dimenticavo... Non ti sarà certamente sfuggito che l'approccio da me suggerito non è altro che la teoria dell'esperienza nella fenomenologia Husserliana, certo, una fase intrauterina e per questo poteva essere scambiata per una mezza dozzina di altre teorie simili.

Non esistono più le persone che inventano qualcosa, oggi ci si limita a prendere a prestito e io non faccio eccezione.

Non potevo fare un torto a Gossen.

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