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Traversata Carnica - richiesta consigli

13-07-2015 19.19
marco777 marco777
Ciao a tutti,
Nella sezione annunci ho pubblicato la mia proposta di "reclutamento" per la Traversata Carnica con annessa richiesta di consigli a riguardo. Non sapendo bene dove pubblicare il post lo rilancio anche qui ;)
Messaggio
13-07-2015 20.46
Paolo.Toscano Paolo.Toscano
Ciao Marco, ho percorso la traversata carnica da Sesto a Forni Avoltri, l'ultima volta nel 2012
Pensando di esserti utile, ti posto le informazioni che ho scritto in merito a questo primo tratto
Rifugi: tutti i rifugi di questo tratto sono in Austria e conviene prenotare qualche giorno prima perchè di solito sono sempre pieni. I gestori (quasi tutti) parlano o capiscono anche l'italiano
1° rifugio : Obstanserseehutte tel. 43 04848 5422 ,
2° rifugio : Porzehutte tel. 43 0664 4038929
3° rifugio : Hochweissteinhaus 43 0676 7462886
4° (eventuale) rifugio Wolayerseehutte 43 0664 2011555

Partenza
sono sempre partito da Sesto che ho raggiunto in corriera :
- da Udine (partenza alle 08,00 dalla stazione ) oppure
- da Forni Avoltri (partenza ore 10,00 circa dalla piazzetta dove c'è la fontana ) dove avevo parcheggiato l'auto per il ritorno - oppure parcheggio a Pierabech e poi a piedi fino a Forni Avoltri ;

arrivo a Sesto verso le 11,30. E' già un po' tardi e quindi conviene approffittare della funivia che da Sesto (località S.Vito) porta al rif. monte Elmo - mt.2041
(ti conviene fare il biglietto andata + pranzo -circa 3 euro in più- così non serve portare il pranzo per questa tappa.
Si parte verso le 13,00 circa.
E' meglio seguire il sentiero 403 (quello austriaco per intenderci), è segnato e mantenuto molto bene rispetto a quello italiano che corre parallelo pochi metri a dx.

Questa prima tappa è di circa 5-6 ore.
Il sentiero percorre la cresta di confine e passa sotto varie cime, tra cui l'Elmo (circa 200 mt di dislivello in più), che puoi scegliere se salire (tutte molto facilmente) o evitare.
Nel primo tratto di questa tappa la cresta è dolce ed erbosa. Ben presto si incontra il rifugio Sillianer Hutte e si prosegue fino ad un grazioso laghetto con un piccolo cimitero di guerra (sella di Nemes).
Qui si è circa a metà della prima tappa.
Ora la cresta diventa più rocciosa e i saliscendi più impegnativi.
Ultima cima è la Eisenreich (Montagna del Ferro). Si è in vista del rifugio Obstanser-see Hutte posto ai piedi di uno splendido laghetto la cui apparente vicinanza trae in inganno.
Arrivo al Obstanser-see Hutte che bisogna raggiungere necessariamente entro le 18,30 altrimenti si rischia di perdere la cena (sono abbastanza fiscali nell'orario della cena che bisogna ordinare alle 18,00)
Si dorme in camerate da 8-10 e più posti uno vicino all'altro. Di solito è sempre pieno . Doccia a gettone.

seconda tappa
Per il primo tratto di questa tappa conviene non seguire il 403 , ma risalire verso la forcella Pala degli Orti - Obstanser Stl, lasciando sulla sx il lago;
il 403 risale una lunga valle incassata mentre questo sentiero è molto più panoramico e vario e non allunga la strada .
Si costeggia un piccolissimo cimitero di guerra che si lascia a sx e in breve si giunge alla panoramica forcella.
Si piega decisamente a sx seguendo il sentiero 160 fino ad incrociare di nuovo quello che sale dalla valle incassata.
Si prosegue sul filo di cresta camminando tra le trincee.
In breve si giunge alla panoramica cima di Vanscuro.
Si prosegue per lo spettacolare filo di cresta .
Dopo alcune facili e divertitenti salite su roccette si giunge nei pressi della cima rocciosa del Cavallatto che si lascia a sx.
si scende fino alla forcella tra il Cavallatto e il Cavallino.
Qui si può scegliere :
- se salire a sx per un canalino attrezzato -abbastanza facile- (ex sentiero di guerra) che porta sulla cima del Cavallino (molto panoramica) (dislivello circa 150 mt.) e poi in discesa per altro sentiero attrezzato (anche questo facile) sul versante sud,
- oppure seguire il sentiero basso che costeggiando in quota i ghiaioni sotto il Cavallino (che rimane alla nostra sx) si ricongiunge a quello di discesa sul versante sud, nei pressi della forcella del Cavallino.
Siamo in vista del rif. Filmoore, il più piccolo rifugio austriaco, che si raggiunge in circa 20/30 minuti (circa 3 ore dalla partenza).
Anche da qui 2 possibilità:
- soluzione + impegnativa: riprendere il filo della cresta di confine e proseguire per la ferrata "D'Ambros" che ricalca il sentiero di guerra sull'affilata Cresta della Pitturina (ferrata non difficile ma necessita di imbrago e attrezzatura e diventa impegnativa con zaino pesante, con vari saliscendi e una galleria finale) fino a giungere sulla forcella tra la Pitturina e l'erbosa cima Vallona, che si raggiunge in pochi minuti; poi, seguendo il sent. 160 dirigersi in discesa verso il passo di Cima Vallona ai piedi del Palombino e infine sempre in discesa per il sent. 461 fino al rif. Porze Hutte (volendo -con molto allenamento e buona volontà- si può salire per ferrata anche sul Palombino scendendo dalla parte opposta sempre allo stesso rifugio) ;
- soluzione più tranquilla: seguire il sent. 403 in discesa percorrendo la splendida e amena valle dei due laghi Stucken fino al primo lago e poi proseguire a dx in leggera salita verso la forcella Heretnegel, quindi seguire il 403 che dopo un bellissimo pianoro, rovinato da dei piloni di una linea elettrica di alta tensione, prosegue per un breve tratto attrezzato in discesa e poi in piano fino alla Porze Hutte (circa 6/7 ore dalla partenza) .
In questo rifugio sono più elastici per quanto riguarda gli orari della cena mentre i dormitori sono identici alla Obstanser. Anche qui doccia a gettone.

terza tappa:
senz'altro la più impegnativa e spettacolare con i sui circa 12 e più km di cresta .
Lungo il percorso non ci sono rifugi ne acqua, quindi bisogna prevedere di portare un pasto al sacco e acqua abbondante.
Si sale dietro al rif. per il sent. 172 e poi per carrereccia fino a forcella Dignas.
Si segue a sx per il sent. 172 risalendo le ripide pendici erbose della Croda Negra fino a toccarne la morbida vetta (circa 1h e mezza/2 h dalla partenza) .
Il panorama sulla val Visdende è mozzafiato. Ora si prosegue lungo la cresta seguendo l'evidente sentiero in direzione est.
Si passa accanto o poco sotto numerose cime erbose raggiungibili -per i più volenterosi- con brevi deviazioni (Col del Roco, Cecido, Salvades, cima Mezzana).
In circa 3/4 ore si giunge a forcella Carnia; proseguendo per un faticoso e ripido tratto attrezzato si giunge ai piedi del Vancomun-Hochspitze, che volendo si raggiunge in circa 15/20 minuti (150 mt dislivello).
Si prosegue in costa toccando con vari saliscendi forcella Vancomun e forcella Val Grande.
Si risale poi lentamente verso il m.te Antola, ultima cima della giornata.
Si continua camminando in costa in territorio austriaco pochi metri sotto il filo di cresta verso la sella di Luggau che si intravede in lontananza.
Attenzione: dal monte Antola alla sella di Luggau in caso di neve sul versante austriaco alcuni canalini possono diventare molto insidiosi è meglio quindi dal monte Antola proseguire sul filo di cresta e poi abbassarsi facilmente sul versante italiano a sud dove un comodo sentiero permette di raggiungere la sella di Luggau
Si superano numerosi resti di guerra fino a raggiungere in basso la Luggauer torl con il suo caratteristico minuscolo lago.
Il rif. Hochweisstein appare in lontananza alla nostra dx.
Si ha l'ingannevole impressione di essere arrivati alla fine della tappa, in realtà ci vuole ancora circa 1h e mezza/2 h di cammino.
Si scende per poco più di un centinaio di mt di dislivello fino ad una bivio :
- il 403 prosegue a dx in falso piano lungo le pendici della Pietra Bianca e attraversando lungamente si giunge al rifugio senza ulteriori dislivelli. Attenzione però il sentiero è molto esposto, specie nel primo tratto, e da evitare assolutamente in caso di pioggia o terreno bagnato, più avanti presenta anche brevi tratti esposti di arrampicata in discesa nell'attraversamente di alcuni canaloni;
- il 452 prosegue in discesa fino al fondo valle, poi a dx prima su carrereccia e poi su sentiero. Con questa soluzione -più tranquilla- bisogna aggiungere ulteriori 150 mt di dislivello in salita.
Il tempo di percorrenza dei due itinerari è uguale.
Il rif. è accogliente e le stanze per la notte sono più piccole e più confortevoli degli altri rifugi. Doccia a gettone

quarta tappa:
Si risale il sentiero verso il giogo Veranis che si raggiunge in circa mezz'ora.
Si apre la vista sulla verde Val Fleons che si scende seguendo il comodo sentiero.
Dopo i ruderi di malga Fleons Alta si passa accanto a Fleons Bassa recentemente riaperta.
Qui si hanno due possibilità:
- prendere il sent. 140 scendendo verso Pierabech e Forni Avoltri concludendo il giro (la corriera per il rientro a Udine è alle 17.00),
- proseguire sul sent.142 in direzione di Casera Sissanis di Sotto percorrendo tutta la medesima valle . Raggiunta la sella di Sissanis a quota 1980 incontriamo un piccolo lago senza nome (detto "pera" per la sua forma). il sentiero si biforca: quello in discesa giunge al Lago Bordaglia, mentre l'altro prosegue verso il passo Giramondo e, dopo una ripida discesa e un lungo traverso sotto i monti di Volaia, giunge al rif. Wolayerseehutte, meta della giornata (5/6 ore) .

La traversata prosegue poi verso il passo di Monte Croce Carnico oppure è possibile rientrare a Forni Avoltri raggiungendo in discesa l'abitato di Collina passando per il rif. Lambertenghi e Tolazzi. Corriera per Forni Avoltri alle 12,00- 14,30 - 16,30 (orari da verificare)

Ho percorso anche il tratto dopo il Passo di Monte Croce ma sempre con gite giornaliere senza mai dormire nei rifugi.

Spero di esserti stato utile .

Mandi e buone montagne

Paolo
Messaggio
13-07-2015 21.55
marco777 marco777
Grazie mille Paolo per le preziose infomazioni
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