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Spigolo sud monte Cuar

07-01-2014 21.56
Pietro.DN Pietro.DN
Buonasera, cerco gentilmente informazioni in merito allo spigolo sud del monte Cuar, magari da qualcuno che l'ha percorso, posto che le uniche informazioni che ho attinto dal web riguardano un sito di promozione turistica della splendida val d'Arzino, ove si parla di un tratto impegnativo concentrato in un canale inerbito con esposizione, di cui però non comparivano altri cenni sulle difficoltà effettive. Mandi e Buone Montagne. Pietro
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08-01-2014 08.45
nicola.narduzzi nicola.narduzzi
http://latanadellorso.altervista.org/spigolo%20cuar/report.html

qui trovi qualche foto e una sommaria descrizione, non è molto ma è quello che ho trovato
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11-01-2014 23.38
Pietro.DN Pietro.DN
Grazie del consiglio Nicola. E' la seconda volta che mi torni utile (la prima era quella della via Grohmann alla Cjanevate). Cercherò di sdebitarmi a tempo debito. Mandi
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11-01-2014 23.47
Pietro.DN Pietro.DN
Oggi finalmente abbiamo percorso lo spigolo sud del monte Cuar, accompagnati da un giovanotto di 66 anni che l’aveva già percorso 30 anni addietro, dipanando ogni dubbio sulle difficoltà ipotizzate.
La via ha passaggi di 2 grado in due punti, con esposizione, ed è quindi consigliabile solo a EE che sappiano muoversi con cognizioni elementari di manovra di corda, almeno per chi vuole adottare una qualche sicurezza in salita. Naturalmente ognuno è libero di salirci come vuole, anche con la mtb.
La partenza è dai “Pozalars”, i laghetti che si raggiungono salendo da Monte Prat, ove c’è un bivio e varie indicazioni stradali. Ci si incammina subito a destra, rispetto alla direzione tenuta, e dopo breve tratto in asfalto, si prende a sx ove si diparte il sentiero CAI 817. Percorso due cambi di direzione con tornantini, si giunge ad una spianata con dei mucchi di ghiaia bianca a dx.
Poco dopo, sempre a dx e poco più avanti, è visibile un palo con segnale metallico quadrato totalmente arrugginito che si nota con un po' di attenzione. A quel punto, affiancare il segnale senza altra indicazione presente, lasciando la traccia segnata del sentiero CAI 817, e volgere a dx per una cinquantina di metri per poi puntare verso nord, seguendo la salita che vi si para davanti.
Seguire a occhio la direzione da tenere osservando verosimilmente la traccia di calpestio creata dal passaggio di animali, e comunque con riferimento sempre al salire di quota. Ad un certo punto, nel mezzo della “ravanata”, vi si aprirà alla vista uno spigolo di roccia che vi farà da segna via. I bollini che si trovano sono rari ed invisibili e conviene affidarsi più all’istinto di orientamento che alla loro ricerca.
Prima di arrivare al passaggio chiave la vegetazione si fa più rada e si noterà il tetto di roccia ove cominciano le difficoltà maggiori. Una volta raggiunto il citato a tetto, sotto a questi si trova il contenitore col libro di via. L’anno scorso risultano transitate tre persone!!!
Sulla parete vi sono 2 chiodi ed un cordino di cui, solo di quest’ultimo, è vivamente consigliabile non fidarsi. La parete, a tratti di roccia non solida frammista a zolle di verde, con difficoltà di 2° grado con esposizione, se bagnata, auspica molta prudenza ed è consigliabile procedere assicurati.
Salito questo tratto si attraversa una breve crestina per poi salire in altra parete sempre con le caratteristiche della precedente, però più lunga, ove ci si aiuta aggrappandosi alla bassa vegetazione presente per sollevarsi, per poi giungere a ripidi verdi con rocce sparse, e quindi raggiungere la cima del Cuar lungo il crinale.
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13-01-2014 13.24
nicola.narduzzi nicola.narduzzi
volevo giusto chiederti se alla fine l'avevi percorso, mi hai anticipato! grazie della relazione, vedrò di andare a farci un giro come percorso alternativo al solito cuar:)
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13-01-2014 20.31
rudy75 rudy75
Il Cuar è sicuramente la cima che ho visitato più volte in assoluto... Buona a sapersi che c'è una nuova alternativa, anche perché pare ben più impegnativa di tutte le altre.
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13-01-2014 21.14
Michela Michela
"roccia non solida frammista a zolle di verde, con difficoltà di 2° grado con esposizione, bagnata"... Per chi non vuol farsi mancare niente! ;))
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13-12-2015 15.45
checos checos
saliti per lo spigolo sud ieri 12/12/15. abbiamo parcheggiato la macchina al cuel di forchia,poi scesi a piedi fino all inizio del 317 poco prima del bivio per monte prat, poco dopo l' inizio del sentiero abbiamo puntato verso l' evidente spigolo non appena si vede bene dal troi.il passaggio è intuitivo ma anche segnalato con bolli in molti punti fino al passaggio chiave,il quale però non è proprio evidente.il libro di via si trova in una specie di nicchia nella roccia. il passaggio che segue è attrezzato bene per far sicura.a mio avviso utile in caso di terreno scivoloso. visto il periodo asciutto la terra e la pietra erano ben stabili e sicure ma il passaggio esige la maggior attenzione perchè molto esposto se pur non difficile (secondo grado circa). ne seguono alcuni passaggi non meno esposti fino a che il terreno misto di erba e rocce attenua la sua pendenza e tra sbuffi si arriva alla madonnina. 2 ore circa dal bivio col 317. la salita è breve ma fa sudare nonostante la stagione. bella e selvaggia escursione senza problemi di orientamento particolari da segnalare. qualche passaggio dona alla salita qualche brivido oltre che fatica..... merita! penso che in assenza di neve questo sia il periodo migliore.
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13-12-2015 20.25
rudy75 rudy75
Ci sono salito un po' di tempo fa. Tutto come da relazione. Devo aggiungere però che la roccia mista a terra della paretina è davvero instabile e tende a staccarsi. Come tutti i percorsi poco battuti i rischi di smuovere sassi instabili sono molto più alti se paragonati a quelli dei sentieri molto battuti. Consiglio pertanto di evitare i periodi dopo forti piogge e con terreno bagnato e comunque fare molta attenzione in quel tratto, non per la difficoltà in sè (come hanno ben detto siamo sul 2 grado) ma per la tipologia di terreno/roccia.
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