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Himalaya (ma anche no)

26-11-2013 17.47
brunomik brunomik
Il titolo può essere fuorviante dato che questo è un forum sulle montagne del nostro Friuli ma chiedo a chi ne sa più di me che non ho mai salito monti di altezze considerevoli (il mio record è il Cevedale giusto per quaqntificare). Però ieri ho cercato di salire il monte Pizzoc sito ad ovest del Cansiglio e nonostante tutta la buona volontà non ce l'ho fatta a raggiungerne la vetta, che è di "appena" 1565 metri sul livello del mare. Il motivo? Presto detto, soffiava un vento spaventoso e mi sono dovuto fermare a poche decine di metri (di dislivello) dalla vetta, almeno secondo il dato dell'altitudine del mio gps. Mi sono chiesto in quei momenti come dovesse essere su una qualsiasi cima himalayana o della Patagonia, in cui le condizioni ambientali sono, almeno credo, ben peggiori e a questo si aggiunga l'altezza con conseguente carenza di ossigeno e le notevoli difficoltà tecniche, ricordo infatti che per raggiungere il Pizzoc si cammina su una comoda strada asfaltata. Sono io che mi arrendo alla prima difficoltà (non credo) o i cosiddetti himalaysti sono dei superman?
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26-11-2013 18.55
Fausto_Sartori Fausto_Sartori
Io mi sono arreso a quattro metri dalla cima di una duna di sabbia (alta una trentina di metri) nel deserto peruviano di Ica. Come vedi c'è chi ti batte.
Io mi consolo pensando che vi sia qualcosa di insano in questa smania di raggiungere le vette. Torniamo forse migliori? Alle vette, del resto, non giunge alcun beneficio.
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26-11-2013 19.56
brunomik brunomik
Il mio non era un discorso filosofico, a me interessa poco o niente di raggiungere la vetta di una montagna. Mi interesserebbe sapere se sono io che mi sono arreso alla prima difficoltà (?) oppure se le condizioni di ieri sul Pizzoc erano così proibitive da mettere in difficoltà chiunque e per chiunque il mio termine di paragone era chi trova spesso e volentieri queste condizioni.
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26-11-2013 21.21
luciano.regattin luciano.regattin
A mio parere ci sono troppe variabili per poterti dare una risposta valida; non sono mai andato in Himalaya, ma credo che in questo caso entrino in gioco, oltre alle doti fisiche, anche quelle psicologiche ed una forte spinta motivazionale che assieme ti spingono a sopportare difficoltà che in altri situazioni potrebbero sembrare insormontabili; nel caso del Pizzoc, l'unico che può dare una risposta sei tu, ma un pò ti capisco, ci sono stato in agosto appena dopo un temporale e faceva freddo quella volta, oltre a tirare un forte vento!
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26-11-2013 22.33
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
ieri tirava vento freddo anche in pianura , quindi penso che sia la giornata particolare di ieri ;), ti rifai alla prossima ;)
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26-11-2013 23.19
michele.zambon michele.zambon
L'esperienza più estrema dal punto di vista climatico l'ho avuta sul Lussari. Sentiero del pellegrino coi ramponi, arrivato in cima trovo un vento fortissimo che a momenti mi fa cadere sul ghiaccio. Temperatura -15°. Tiro fuori la mano dal guanto per scattare due foto e bastano pochissimi secondi per non sentirmela più, letteralmente: una sensazione bruttissima. Tutto sommato ero anche attrezzato. Probabilmente tu hai un po' sottostimato il freddo di questo fine novembre. ;) In ogni caso, per andare in Hymalaya ci vuole manico.
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27-11-2013 07.34
patacca patacca
ieri per dire ci è voluto poco che ritornassi indietro, salendo sul modesto Cuarnan (gemona). Salito da Montenars per la cresta est e gli ultimi metri per la cima fatti a carponi, non freddo ma tanto tanto vento. Sinceramente era meglio se lasciavo stare perché è stato sciocco e pericoloso continuare. Anch'io ho pensato alle alte cima dell'HImalaya, comunque non è da demoralizzarsi di aver lasciato a pochi metri dalla cima ma anzi buon senso.
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27-11-2013 10.12
luca_di_collina luca_di_collina
Posto che non mi è ancora capitato di tornare indietro per condizioni meteo sfavorevoli ritengo che la capacità di superare condizioni estreme (in alta quota e no) sia determinata da:
- forza di volontà (nelle condizioni peggiori sostituita da puro spirito di sopravvivenza, vedi discesa di Messner dal Nanga Parbat, di Bonatti dal Pilone Centrale e di Simpson dal Siula Grande);
- preparazione fisica (l'allenamento, piaccia o no, aumenta resistenza e acclimatamento, e lo si vede quando i "merenderos" soffrono di mal di montagna sulle Alpi);
- costituzione (che dipende dal tuo DNA, il fatto che Bonatti sia sopravvissuto a una notte a 8.000 metri è assolutamente straordinario: da esami successivi è risultato che i suoi dati biometrici erano molto oltre la media).
Rimane il fatto che il migliore alpinista è quello che torna a casa.
Mandi.
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27-11-2013 11.07
marco.d marco.d
Due sono gli aspetti secondo me importanti in condizioni invernali: l'equipaggiamento adeguato, e l'abitudine fisica a certe sollecitazioni ambientali. Entrambi li ho sperimentati nel tempo sia andando in montagna, sia andando in bici: anni fa la bici d'inverno neanche la toccavo, adesso ho decisamente migliorato il vestiario e mi sono abituato a quel po' di sofferenza che il freddo comporta, e non ci faccio neanche più caso. Ovviamente l'adattamento fisico è soggettivo e comunque non immediato... Saluti
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27-11-2013 16.38
maurosherpa maurosherpa
solo per dire agli amici che stiano sereni.....il Friuli è un osso duro.....molto più del Nepal; ovviamente non parlo degli "ottomila" ...ok??....ma il napal è all'equatore.....ok?
io ho avuto la fortuna di fare due spedizioni in Nepal, la prima in agosto 2010, nel Mustang, 14 passi tra i 3.00 e 4300 metri con trasgressione l'ultimo giorno da Muktinak al Torongh-la..5416 metri.....
bene....sui passi fino a 4300 viggiavo in pantaloni corti, pur col vento fastidioso del Mustang; sul Thorong-la ero più vestito....ovvio.....

la seconda spedizione tra il 25 dicembre 2011 e il 10 genn 2012, nel Lagntang......intorno ai 3.000 metri, con salita al Kjianig ri a 4.600 metri......il 31.12.2011..!!...zero problemi di freddo pur con un vento fortissimo in cima....(zero problemi grossi....ovvio)

in entrambi i viaggi a dormire max a 3.800...e d'inverno con 4/5 gradi in camera....mai sotto zero....

quindi....vi assicuro che un gita a fusine laghi sappiamo quando, è peggio del ABC (annapurna base camp)

la quota è un'altro paio di maniche......a 5.000 metri hai il 50% di ossigeno.....son cazzi.....acclimatamento.....acclimatamento....acclimatamento....

la mia maggio paura per il freddo l'ho avuta sul Hochfailer....a 3400 metri...!!...levo i guanti....metto i rampi...e perdo le mani....

spero di esservi stato utile
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27-11-2013 16.46
brunomik brunomik
Ringrazio chi ha risposto poi integro il mio intervento con un paio di precisazioni. Innanzitutto il mio abbigliamento era sicuramente adeguato alle condizioni (nello zaino avevo ancora un maglione e una giacca in goretex oltre a un altro berretto e guanti) e inoltre avevo con me anche le ciaspe e i ramponi. Poi è stata la prima volta che ho dovuto battere in ritirata per le condizioni atmosferiche e la cosa mi è spiaciuta non tanto per non aver raggiunto la cima ma solamente perchè non ho potuto ammirare il panorama verso nord. Certamente qualche altra volta non ho raggiunto la meta prefissa perchè c'era troppa neve o per altri motivi ma per il vento non mi era mai successo e dato che sono di Gorizia mi è capitato altre volte di camminare con la bora sulla Selva di Tarnova, sul Nanos o sul Nevoso. Però stavolta mi sono chiesto, più delle altre volte, come diavolo fanno quelli che salgono i colossi himalayani. D'accordo tutto però vi posso assicurare che lunedì ero fermamente deciso a proseguire ma non era, per me almeno, proprio possibile proseguire. E torno a dire sto parlando del Pizzoc e non del Montasio o del Coglians, che quantomeno presentano una certa difficoltà ma lì proprio no.
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27-11-2013 21.48
rudy75 rudy75
Sono salito sul Cuar quel lunedì pomeriggio (11/11) di vento forte in tutta Italia... Il rumore sopra di me era assordante, ero sempre pronto a girarmi per tornare indietro qualora fosse stato necessario. Alla fine in cresta spingeva un po' di più ma me la sono sentita di salire in cima, abbassando un po' il baricentro... Ho deciso di scendere alla malga per salutare i cavallini, infine sono risalito in cima per godermi velocemente il tramonto (col windchill effect faceva davvero freddo a star fermi) e scendere al Cuel di Forchia per il sentiero di andata. Il vero limite secondo me è dato dalla capacità/possibilità di rimanere in equilibrio (l'attrezzatura e la preparazione aiutano relativamente), sopra i 100Km orari diventa rischioso per chiunque a priscindere dalla quota, dal freddo, dall'allenamento e dal vestiario.
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27-11-2013 22.43
marco.raibl marco.raibl
Perché Bolt corre più veloce di un normale essere umano?Perché è fisicamente superiore.Vale anche per gli himalayisti ciò che vale per Bolt.La tua,scusa,è una domanda a cui avresti dovuto rispondere da solo.Sei "solo" normalmente dotato.Per qualcuno puoi anche sembrare un fenomeno;i merenderos,ad esempio.In alto i cuori.Ciao e buone salite
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02-12-2013 17.13
luca_di_collina luca_di_collina
Capitata cosa simile ieri salendo alla Punta di Montemaggiore (sopra Taipana): sentivo la pressione del vento sui bastoncini. Ho dovuto ritirarmi su un traverso non tanto per il vento quanto per le condizioni della neve (crostosa). Comunque raffiche di vento a 100 (?) km/h con i ramponi su neve ripida non aiutano molto l'equilibrio. Non avevo mai dato peso alle previsioni sul vento in quota, c'è sempre qualcosa da imparare.
Mandi.
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