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Info Deneal

17-10-2013 15.42
thebard5 thebard5
Buongiorno,
dal libro di vetta del Deneal risulta che alcuni salgono dalla Costa della Gringhiona e Cresta Sud-Ovest. Qualcuno ha info su questo itinerario (dove inizia e difficoltà) o altri che salgano al Deneal (niente di estremamente alpinistico) escludendo la cresta dal Chiampon?
Grazie
Buon passo
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20-10-2013 08.35
sergio sergio
Giunto sulla sella di Sant'Agnese dirigiti verso la chiesetta, recita un Padre Nostro, poi dai le spalle all'abside, mira al dosso erboso più alto e incomincia a camminare. Arrivato in prossimità dei primi alberi il sentiero si fa più evidente. Addentrati nel bosco, pochi metri e trovi un incrocio non regolato da semaforo, dai precedenza a destra e se è libero prosegui dritto. Ad un certo punto, nel mezzo del sentiero, troverai un grosso masso alto circa due metri sul quale vi è dipinta una freccia che indica di proseguire a sinistra. Vai a destra. Da qui in poi non troverai più nessuna traccia e la salita è appena cominciata. Sali il bosco e mantieni la direzione sud sud ovest, dopo circa mezz'ora dovresti valicare una costa, che in quel punto dovrebbe essere erbosa e con bassi arbusti, se la costa è di massi vuol dire che sei salito troppo in alto. Valicata la costa risali il lungo e ripido ghiaione fino a portarti quasi sotto le cime (sottolineo il quasi), pietre estremamente mobili, anche quelle di grosse dimensioni, molto faticoso. Sulla sinistra noterai una forcellina (sottolineo no intaglio, perché ce ne sono un paio prima, ma è meglio lasciarli perdere). Punta alla forcellina e risali in obliquo sempre direzione sud sud ovest. Bene, sei giunto sulla cresta, da qui in poi non puoi sbagliare direzione, se accadesse, consolati, perché sarebbe l'ultimo errore della tua vita.
Il crinale ha uno sviluppo di questo tipo... a volte si fa sottile...
Allegato: 1.JPG
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20-10-2013 08.37
sergio sergio
...altre, molto sottile.
Allegato: 2.JPG
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20-10-2013 08.38
sergio sergio
Poco prima di giungere sulla prima delle due cime innominate che precedono il Deneal troverai il tratto con maggior esposizione. La discesa dalla cima non è semplicissima perché devi farla a gambero su un tratto piuttosto ripido. A questo punto della traversata il tratto più complesso è fatto.

Personali considerazioni:
NON E' UN PERCORSO CLASSIFICABILE COME ESCURSIONISTICO è necessario avere capacità alpinistiche, seppur minime e una buona esperienza di montagna selvaggia;
non è una cresta difficilissima ma E' MOLTO PERICOLOSA. La pericolosità è dovuta all'instabilità delle rocce del crinale, tutte, grandi e piccole, mi piace definirla cresta frantumata. Bisogna essere molto leggeri per ridurre i rischi, non è sufficiente mettere un piede avanti l'altro ma questo deve accarezzare la roccia, tastarne la stabilità;
massima attenzione e progressione cauta significano tempi lunghi;

I grifoni sono uccelli molto intelligenti e molto pazienti, sono particolarmente abili nell'individuare un animale in difficoltà, se ne vedi troppi sopra la tua testa, valuta la via del rientro.
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20-10-2013 08.41
sergio sergio
Dimenticavo di dire che, tempo fa, ho costruito un ometto che aiuta ad individuare più facilmente la forcellina che conduce in cresta.
Allegato: 3.JPG
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20-10-2013 08.49
sergio sergio
Nel mio primo messaggio sostituire le parole " Sulla sinistra noterai una forcellina..." con "Sulla destra noterai una forcellina...".
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20-10-2013 19.02
thebard5 thebard5
Grazie di cuore sergio,

descrizione dettagliata che cercherò di seguire al più presto.

Buon passo
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11-12-2015 15.46
nicola.narduzzi nicola.narduzzi
ciao sergio, incuriosito sono andato a fare oggi la cresta. io sono partito dal tornante con tavolino e cartellone prima di arrivare a sant'agnese e da li ho puntato alla base della cresta e l'ho percorsa tutta. forse ho capito qual'è la forcella a cui ti riferisci, volevo solo aggiungere che si può fare anche integralmente dal basso senza che sia più difficile rispetto a quello che c'è sopra. :) p.s. un'anima pia ha lasciato un cordino lungo il quale calarsi dallo spit sull'ultima discesa prima del deneal
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12-12-2015 18.28
sergio sergio
Vedi, mio giovane amico, un giorno diventerai un abile pescatore, per te è una condizione necessaria. Io, invece, pesco per diletto e non ambisco a tale grado di abilità, mi definirei piuttosto un flaneur e la pesca una attività accessoria.

Tratto da “Dialoghi con un martin pescatore”.

Cosa c'entra? Forse niente.
Allegato: 1.jpg
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12-12-2015 18.29
sergio sergio
Caro Nicola,

Per i gemonesi quello sperone roccioso si chiama Clap da l'Agnel ed è anche il tradizionale punto di partenza di chi vuole percorrere il crinale della Costa della Gringhiona fino a raggiungere il Deneal e poi il Cjampon.

Quello da me descritto, naturalmente, non è l'unico accesso. Lo descrissi perché era un ricordo recente e dunque immediatamente disponibile.

Le numerose escursioni che ho fatto nella zona in epoca passata, mi hanno consentito di scoprire molte cose. Come il flaneur nel percorre vie e viottoli cittadini diventa un botanico del marciapiede e trae il suo piacere nell'osservare, io percorro antichi sentieri che portano ad antichi pascoli, con la differenza che l'urbanizzazione in questi luoghi si chiama rimboschimento.
Entrambi soli, chi in mezzo alla folla e chi nel bosco.

E' sorprendente quanto fosse estesa la superficie prativa a sud del Deneal e del Cjampon. E' altrettanto sorprendente che fin quassù si saliva armati di falcet, sfidando la gravità a piedi nudi (per una miglior aderenza). Ma il vero capolavoro lo facevano scendendo prima con il fieno in spalla e una volta carica, con l'oge. Condurre una slitta con un quintale di fieno lungo lis stradis das ogis era davvero complicato e molto pericoloso, come se non bastasse gli slittoni venivano unti cun la crodie dal ardiel.

Ancor oggi su molte pietre e possibile leggere di questi uomini.

Ho seguito anche le tracce degli animali e con loro quelle dei cacciatori e a mia volta sono stato seguito. Dapprima erano solo in due, molto distanti da me, volteggiavano disegnando nell'aria ampi cerchi. Più salivo e più numerosi si facevano, annusavano le mie difficoltà e allora si facevano arditi, sempre più vicini e i cerchi sempre più stretti fino a quando le loro ali non si sfioravano e una volta presisi per mano iniziavano una danza propiziatoria, allora capivo che di lì non sarei passato.

Tempo fa scrissi di una mia escursione premettendo che involontariamente ne sarei stato proponente, lo stesso scrupolo lo ebbi quando parlai della Costa della Gringhiona, affrettandomi subito a sottolineare il carattere non propriamente escursionistico.
Certo, mi rendo conto che a volte il confine tra escursionismo ed alpinismo è sfumato, forse perché sono cambiati gli stessi escursionisti. Mi decido dunque a consultare le fonti del Cai senza trarne beneficio alcuno.

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12-12-2015 20.02
nicola.narduzzi nicola.narduzzi
ho capito cosa vuoi dire nel primo messaggio. il mio era solo un appunto per chi leggesse, per sapere che si può fare anche da li. tutto qua.
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21-12-2015 13.51
sergio sergio
A scrivere certe cose mi viene nostalgia. Domenica ho camminato per qualche ora a sud del Cjampon e ho visto che... piccoli uomini crescono.
Allegato: P1090689.JPG
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27-12-2015 18.52
sergio sergio
Davvero sorprendente incontrare in questi luoghi più escursionisti che camosci.

Se avessi dovuto dare un titolo al racconto l'avrei chiamato "anin a fa fèn".
Se avessi dovuto descrivere ciò che ho visto avrei raccontato di una mia escursione e dunque anche di me ma oggi, che sia la macchina fotografica a raccontare.

Il Vuajat.
Allegato: 1.JPG
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27-12-2015 18.55
sergio sergio
Un'area attrezzata.
Allegato: 2.JPG
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27-12-2015 18.56
sergio sergio
Venti metri di facile arrampicata (II°) ma non ce n'era bisogno.
Allegato: 3.JPG
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27-12-2015 18.58
sergio sergio
Non è l'unico.
Allegato: 4.JPG
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27-12-2015 19.00
sergio sergio
Alla memoria.
Allegato: 5.JPG
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27-12-2015 19.04
sergio sergio
Esposto il giusto.
Allegato: 6.JPG
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27-12-2015 19.07
sergio sergio
Anche se non si è stanchi, impossibile non fermarsi qualche minuto.
Allegato: 7.JPG
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27-12-2015 19.09
sergio sergio
Sfida a biliardo tra Cjampon e Deneal.
Allegato: 8.JPG
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27-12-2015 19.11
sergio sergio
Meglio stare alla larga sia dagli insetti che dalle pareti troppo colorate.
Allegato: 9.JPG
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27-12-2015 19.12
sergio sergio
Anin a fa fèn.
Allegato: 10.JPG
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27-12-2015 19.15
sergio sergio
Mai salire il troi dal cjamoc se non si è in grado anche di scendere.
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28-12-2015 13.49
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Buongiorno Sergio,
Sono uno dei due "piccoli uomini" incontrati nel suo lungo pellegrinare in quei erti sentieri.
Incontrar le persone porta a nuovi visioni. Scrivere in prosa non comporta descrivere a voce alla stessa complessità.
La ringrazio ugualmente per il piccolo "aiuto".
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28-12-2015 13.55
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Attenzione alla percorrenza del troj dal cjamoc: la bolli natura fatta è in alcuni punti un po' fuorviante. E nella parte sommitale, appena sotto i pratoni, alla prima forcella dopo la discesa del canalone per seguire la relazione del "cuardin" in teoria non si devono seguire i bolli di traverso . ma puntare ad una cengia inclinata ascendente. Altrimenti si prosegue in traverso e si finisce appena sotto la normale al Cjampon.
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29-12-2015 09.26
sergio sergio
Ho colto subito una certa intesa tra di noi: io ho cercato di investirti al parcheggio e tu, quando ci siamo incrociati di nuovo sotto le pale del Cjampon, mentre scendevo, hai cercato di colpirmi con una scarica di sassi.
Cambiano le visioni... eccome se cambiano...

Mi trovi d'accordo anche sulle quantità dell'escursionista: materia prima e fantasia... come nel cibo... e nel sesso... e... a pensarci bene un po' ovunque. Io, purtroppo, difetto in materia prima e a dire il vero anche in fantasia.

Mi farebbe piacere leggere un resoconto di questa salita e credo di parlare a nome di molti escursionisti curiosi.
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29-12-2015 14.26
norman norman
Quando si dice “affinità elettive” tra escursionisti !..
Relazioni abbastanza dettagliate si trovano sulle edizioni del “Cuardin” n° 3 del sett. 2007 e n°3 del nov. 2012 (immagino che Sergio e Pietro già le conoscano) e vaghi cenni su “Pense e Maravee” dell’aprile 2014 (avrei anch’io molto da chiedere a chi avesse percorso gli itinerari abbozzati in quest’ultima pubblicazione..).
Non aggiungerei altro qui sul Troi, poiché siamo fuori topic e mi dispiace che le informazioni vadano disperse. Mi limito a confermare l’osservazione di Pietro sull’incongruità della sbollinatura, che ci ha guidato al di fuori del percorso originario ad una non so se più prudente o pavida (forse esteticamente pregevole) uscita sul CAI 713, non lontani dalla vetta. Se gli antichi audaci fienaioli avessero seguito un percorso del genere credo che non avrebbero ricavato un vantaggio temporale per la discesa agli stalli più alti… Non sono fanaticamente avverso ai bolli, ma chi si arma di vernice dovrebbe forse avere maggior rispetto (o cognizione) della filologia sentieristica
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31-12-2015 12.22
sergio sergio
Alcuni sentieri vanno percorsi con il falcet, altri con il massanc e altri ancora vanno percorsi e basta.
Ciascuno sceglie secondo la propria predisposizione.

E' evidente che quei bolli sono stati apposti ad uso e consumo di chi vuole salire: può accadere che, ad un tratto, l'escursionista ci ripensi e decida di interrompere la salita, in alcuni punti la ripidità del troi è così accentuata da impedire la visuale non solo del bollo ma di tutto quello che c'è sotto,scendere non è semplicissimo.

Per quanto sopra ma soprattutto per quanto accennato da Pietro e Norman (perdonami Norman ma il tuo è uno pseudonimo?) sconsiglio il troi ai segugi del bollino di vernice e lo consiglio ai segugi dei bollini lasciati dal cjamoc.
In estrema sntesi, Il bollo di vernice non necessariamente rende più fruibile un troi.

Caro Norman, attenendomi al rigoroso protocollo imposto, credo che "qui" sia esattamente il posto in cui parlare di sentieri non
censiti nel database di SN e che allo stesso tempo non siano delle varianti: il troi dal Cjamoc è un sentiero che ha un attacco
(più di uno) e raggiunge una cima, mai intersecando la via normale. Ritengo altresì che le informazioni non vengano disperse,dovrà pur avere un senso l'icona "cerca".

Infine, credo, che ciò che è stato scritto fin qua da tutti (e non solo qua) sia un valore aggiunto difficilmente rilevabile altrove.

Per amor di discussione o di riflessione, accolgo la tua filologia sentieristica e rilancio con la filogenesi degli escursionisti, certo, non da quando avevano il piede prensile.

In montagna si può camminare a testa alta o a testa bassa, io chino la testa sempre... in segno di riverenza... di rispetto e anche per non scivolare.

Nell'attesa di leggere la relazione di Pietro, vi auguro buon anno.
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31-12-2015 19.40
norman norman
So che nel forum esiste la funzione “cerca” ma mi riferivo anche ai motori di ricerca generalisti (google, etc), che non sono in grado di rintracciare la parola “cjamoc’” all’interno di ogni documento (a meno che il documento non contenga la parola nel titolo). Quanto detto finora nel topic può sì rappresentare un valore aggiunto , ma solo per chi già si sia fatta un’idea del percorso del quale si sta parlando e per questo di nuovo rimando alle più organiche descrizioni che sopra ho menzionate. Oppure, ancora meglio, diamo ascolto agli anziani ed ai loro racconti, perché un tale bagaglio di memorie non vado perduto.
Buon anno anche a te caro Sergio e a tutti quelli che ci stanno leggendo.
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