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Jovet e dintorni.

04-10-2013 11.41
sergio sergio
Alcuni giorni fa sono risalito su questi monti.

… a chi riesce a vedere la montagna non solo con gli occhi.

Sabato (il bosco).

Spettri muti si agitano senza tregua, come fiamme al vento,
sembra di stare in un sabba, orgie senza piacere, cibi senza sapore,
vecchie cuociono feti di bambini in un bosco di alberi morti e morenti,
percosso da compassione invoco la pioggia affinché scavi mille tombe.

Sabato (la cima).

I raggi del sole fanno breccia tra le nuvole, vestono le cime con un abito di luce,
grave è l'ultimo passo, chissà se la pietra reggerà il peso della mia coscienza
ti prego, almeno tu, assolvimi per ciò che ho fatto e per ciò che non ho fatto, poi,
ti lascerò al tuo sonno senza sogni dove potrai continuare a riposare d'eternità.

Sabato, perché sono salito sul m.te Jovet sabato scorso.
Sabato, perché è il giorno in cui si riuniscono le streghe nel bosco.
Sabato, perché l'incendio è scoppiato un sabato.
Sabato, perché la domenica avevo un impegno.

… il resto... è solo un'escursione.

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04-10-2013 18.40
lorenzo78 lorenzo78
Mandi Sergio, complimenti per la struggente vena poetica che ben descrive lo stato d'animo di chi si trova davanti ai boschi devastati della val Raccolana, ho avuto la stessa sensazione guardandoli salendo a sella Blasic da Tamaroz, per fortuna la natura sa riprendersi e in pochi anni(spero)avremo cancellato la ferita dai fianchi delle montagne.Unica nota positiva: è stato fatto un bel barbecue di zecche.
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05-10-2013 19.29
sergio sergio
Hai ragione Lorenzo.
Mutuando Leibniz, tutto è andato nel migliore dei modi possibili.
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06-10-2013 16.33
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Se posso,
La natura fa il suo corso, nel bene e nel male. Noi siamo solo spettatori e piccole comparse in una scena di un film che non vedremo la fine e conosciamo l'inizio per sentito dire.
L'incedio dello Jovet è partito da un fulmine, ha pulito le cime e ha fatto partire un nuovo corso della montagna. L'uomo ha solo cercato di ridurre i danni alle sue cose.
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07-10-2013 12.51
sergio sergio
Vedo che ci sei passato anche tu in quei boschi, prima e dopo.
Il bene e il male sono concetti troppo umani per essere accostati alla montagna, come la vita e la morte, così intimamente connesse da non poter esistere l'una senza l'altra. Seppur consapevole che alla morte succede la vita non ne ho accennato direttamente perché sarei sicuramente diventato troppo ampolloso. Il mio ottimismo l'ho voluto riassumere con il concetto cardine della filosofia di Leibniz: “viviamo nel migliore dei mondi possibile”, un motto che va bene per ogni stagione.
Hai ragione, il senso dell'ineluttabile mi ha rasserenato, mi ha indicato quale fosse il mio posto e mi ha rimesso a sedere.
Consiglio questa escursione da farsi subito, perché il prossimo anno potrebbe essere già tardi.
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