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Anello del Monte Canin

17-08-2013 09:52
giuseppemalfattore giuseppemalfattore

Monte Canin .
16 Agosto 2013 . Da sella Nevea,rifugio Gilberti ,Ferrata Julia .Rientro via slovena , sella Prevala passando dal Gilberti fino a Sella Nevea .
Giornata bellissima e rarissima, l’ideale per salire sul Canin, stavolta rinunciando alla mio proverbiale amore per le solitarie ho avuto l’onore di avere un compagno di viaggio sin dall’avvio Graziano Bettin .
Partiti da sella Nevea alle 06:30 ( rinunciamo volentieri alla Funivia ) seguiamo il sentiero 635 che in meno di due ore ( passo da bradipo ) ci porta sotto la falesa della Bila Pec e pochi minuti dopo al Rifugio Gilberti,nel frattempo sbarcavano dalla funivia i primi eremiti che senza nemmeno fermarsi partivano in carovana verso il santuario ( Canin ) in pochi minuti abbiamo visto una lunga fila di almeno una ventina di escursionisti che in fila indiana salivano verso la sella di PEC , ripreso il cammino ( sentiero 6329 ci siamo diretti verso la sacra meta in compagnia di simpatici escursionisti curiosi di conoscere le nostre future gesta. Dalla sella di Pec il paesaggio bello e surreale rapiva i nostri cuori . Penso che sia uno dei paesaggi montani più belli del friuli, da lontano si ammiravano le regine, Montasio, Fuart, il Cimone con le sue pendici ferite dall’incendio dei giorni scorsi, dopo pochi tornanti abbandoniamo il 632 per svoltare verso un esile sentiero segnato da bolli che vira verso le banche bancate del Canin fino ad arrivare ad avvistare i primi nevai ,.Seguendo ometti e bolli rossi arriviamo ad costeggiare il primo nevaio interrotto da rovcce affioranti fino ad salire il secondo sfruttando le tacche lasciate sulla neve che sulla destra ci portava sull’ultima isola di rocce prima di affrontare il tratto terminale del ghiacciaio. Qui abbiamo indossato l’armatura dopo esserci rifocillati e con un occhio in avanti a guardare i nostri predecessori come affrontavano la parete iniziale della ferrata, si capiva che era il tratto più difficile dal tempo con cui sostavano .Do una piccola descrizione del promiscuità del people che affrontava si ail nevaio che la ferrata, alcuni tipo i francesi super attrezzati compresi di Ramponi ( noi li avevamo al seguito ) altri senza ramponi e bastoncini e casco, qualcuno secondo me li per caso, addirittura un forestiero con guanti da casalinga, di tutto di più )!! Bene armati e pronti per l’immane impresa ci siamo avviati sotto la parete delle ferrata, che non è stata difficile visto che ormai le tacche sul nevaio erano scalini comodi e profondi, arrivati sotto dopo esserci attaccati ai cavi notavo tracce di sangue, e poi ho saputo che qualcuno era scivolato sul nevaio e si era fatto male, le tracce di sangue ci hanno accompagnato lungo la ferrata come bolli rossi .La ferrata parte un pò alta pechè il primo cavo scendeva sotto il blocco di ghiaccio , fatta la prima paretina scivolosa siamo andati in progressione in modo divertente , ferrata che si mantiene sotto il 2° grado e ben attrezzata dai militari ( Alpini ) che come mi ha riferito il gestore del Gilberti anche quest’anno sono venuti su ad controllare . Arrivati in cresta per balze rocciose in pochi minuti in vetta dove non c’è più la croce ma quello che ne rimane, un monolito di chiara ispirazione Kubrikiana, dopo aver adorato le bellezze circostanti e sparato centinaia di foto( e raccolto il mio sassolino ) ci siamo diretti verso l’esodo ovvero la famosa via slovena, lunga e infinita, i primi passaggi anche esposti che meritano attenzione costante e piede sicuro fino ad arrivare nel lunghissimo sentiero che alternando ghiaino a piccoli o grandi salti rocciosi ci accompagna lungo il sentiero sloveno rapiti dal paesaggio lunare o surreale, aggirato il monte forato e ammirato il foro fino a sella Prevala dove l’ultima fatica consisteva in un cavo divelto su rocce friabili, da qui rientro sul versante italiano su noiosissimo sentiero che costeggia la pista di sci fino al Gilberti dove con comica scena assisteva alla partenza dell’ultima funivia persa per 4 minuti ( ultima partenza 17:30 per informazione ) due birre consolatorie, due chiacchere con il gestore , ammirando una foto poster del grande e indimenticabile Walter Bonatti , e poi giù per il 635 fino all’auto che ci aspettava a Sella Nevea .
Note : L’anello sopra descritto con partenza e arrivo a sella Nevea è riservato a escursionisti esperti e soprattutto allenati , per via della lunghezza ( 21 , 5 Km e dislivello 1465 metri ) è meglio munirsi di riserva di acqua e energetici , le attrezzature per ferrate sono indispensabili compreso i guanti per via di alcune rocce taglienti , si consiglia di portare al seguito i ramponi e i bastoncini, e che ……( escludendo il mio compagno di viaggio che ho trovato allenato ,allegro e di compagnia e soprattutto esperto e dotato del materiale per simili escursioni ) .. a volte è meglio andare da soli e non con certa gente che abbiamo incrociato….
Il Vostro immigrato forestiero nomade amante dei monti del Friuli e oltre.
Malfa.
P.S . Per altre eventuali delucidazioni che possono uscire dai canoni del forum il mio indirizzo di posta elettronica è g.malfattore @virgilio.it .
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17-08-2013 10:08
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
correggo 632 e non 6329
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20-08-2013 18:54
laura.molinari laura.molinari
Grazie per il bel resoconto! Una precisazione: si stava pensando di andare sul Canin per la Ferrata Julia (Andata e ritorno) nei prossimi giorni. Ovviamente abbiamo tutta l'attrezzatura (guantini compresi) tranne i ramponi. Sono necessari o - ovviamente con tutta l'attenzione del caso - si può far senza? A tuo parere, c'è qualche tratto particolarmente esposto o aereo? L'ho fatta un sacco di anni fa e la memoria non mi aiuta più ... Qualche altro consiglio? Grazie mille e buona montagna!
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20-08-2013 19:34
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Buonasera Laura,grazie per gli apprezzamenti, ti consiglio se decidi di fare andata e ritorno per la ferrata di arrivare all'attacco del nevaio verso le 10:00 , non prima in modo che non siete i primi e seguite le tracce sulla neve,venerdì scorso il nevaio era diviso in tre spezzoni, il primo che incontri era più solido, quindi ti conviene aggirarlo sulla sx passando su delle roccette, il secondo e il terzo con neve di superficie morbida quindi segui le tacche scavate dagli altri sulla neve,se scendi senza ramponi stai attenta riprendi le tracce sulla neve,indispensabili sul nevaio in salita e in discesa i bastoncini , la ferrata è ecccellente come attrezzature, troverai lungo la ferrate dei punti dove sostare con calma . dopo la ferrata giri a destra e procedi fino alla vetta per balze rocciose e piccoli salti, con passaggi facili leggermenti esposti al massimo un paio di 1° grado basso, ampia vetta, attenzione naturalmente nella discesa , da affrontarsi se il meteo ti da gionata di sole pieno , la funivia parte alle 0830 da sella nevea e chiude alle 17:30 in punto.Buone escursioni
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21-08-2013 08:05
laura.molinari laura.molinari
Grazie mille per le informazioni, così precise e dettagliate. Ora vediamo se riusciamo a metterle in pratica! Mandi mandi!
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21-08-2013 11:16
cjargnel cjargnel
Grazie Giuseppe, immigrato forestiero nomade solitario, come ti definisci, mi ha fatto molto piacere leggere anche questa tua esaustiva relazione che mi giunge a fagiolo visto che è da un po' che, neve prima e viabilità interrotta causa fuoco poi, rimando questa escursione. Per la verità vorrei chiudere l'anello verso il Carnizza per la Grasselli, avendo fatto e rifatto l'altro giro, ma ci butterò un occhio a quel tratto quando vado sul Sart. Concordo anche sulla tipologia di certi personaggi che si incontrano specie in certe zone. Con l'occasione, grazie anche per molte altre cose tra cui: l'adozione del sentiero sulle Mimoias, varie relazioni come Chiadenis, la Senza Confini con dedica al mio indimenticabile amico Davide, il Cimone con la Casera dei libri (chissà cosa sarà di lei dopo il fuoco) etc. Una presenza la tua che mi fa dire: Uno di noi tra noi. Hai lo spirito giusto! Da orso attempato e altrettanto solitario che sono, ho scritto come sempre solo quel che sento e so di poter reggere quei pochi eventuali pareri discordi. Mandi e buona montagna.
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21-08-2013 12:02
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Grazie cjargnel , vengo da un oretta di corsa e di sognare i trascorsi , e le tue parole mi hanno commosso,ti abbraccio forte forte , come se avessimo raggiunto una vetta insieme,penso che il dovere di noi solitari nomadi forestieri e immigrati sia di tramandare il piacere della natura e lo stimolo verso traguardi di cui il più grande è l'esplorazione dell'io, e la montagna in questo caso è la nostra compagna, amante, sorella, se riusciamo a tramandare l'entusiassmo anche a un solo soggetto ....non abbiamo fallito,grazie a te e ad molti altri come noi di esistere.... buone avventure...
P.S Solitari perchè..lo siamo...
Nomadi perchè nulla ci appartiene e tutto sotto scorre i nostri passi
Forestirei e Immigrati... lo siamo già da quando usciamo dal letto , dalla nostra stanza, dal nostro paese, città, regione, nazione , sta agli altri facci sentire a casa ....
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21-08-2013 13:21
cjargnel cjargnel
Parole d'oro Giuseppe, dall'inizio alla fine. Che ricchezza sentirsi solitari ma non soli. Vedo che ci siamo capiti. Ricambio l'abbraccio e l'augurio di buone camminate. Lascio spazio alla community prima che qualcuno ci riporti sulla tematica più specifica del forum. Mandi e grazie.
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12-09-2018 00:10
alessandro alessandro
Avendo percorso oggi l’anello del canin (utilizzando la funivia all’andata e al ritorno) già descritto descritto,oramai 5 anni fa da Giuseppe, do qualche aggiornamento/precisazione.
Innanzitutto l’attacco della ferrata non è troppo difficile da individuare, bastando seguire la tabella CAI posta sul sentiero 632 ad una mezz’ora circa da sella Bila Pec, seguendo poi i ben collocati bolli rossi e ometti (tratto semplice ma abbastanza faticoso).
L’attraversamento del poco che resta del ghiacciaio non ha dato nessuna noia, in pratica si tratta di due grandi “chiazze” di neve ghiacciata che non hanno richiesto ramponi.
La ferrata (attacco a 2.30h dal Gilberti) può inizialmente risultare preoccupante, essendo la prima ventina e più di metri decisamente avara di appoggi e praticamente verticale, poi diventa più semplice, pur rimanendo discretamente impegnativa e faticosa, e presentando qualche tratto che fa rifiatare e più di un punto in cui poter sostare in relativa calma.
La ferrata si percorre in un’ora circa; assolutamente necessaria l’autoassicurazione, data anche la pendenza quasi sempre molto sostenuta.
Al termine dalla ferrata, verso destra si arriva alla cima del Canin in una decina abbondante di minuti con sentiero articolato ma non problematico.
Al ritorno, il primo tratto dell’alta via slovena, fino a ben oltre l’imbocco della temibile via delle cenge, è sentiero per esperti, sempre molto ben segnalato, ma con parecchi gradini rocciosi, rocce talvolta fratturate, discreta esposizione in alcuni brevi passaggi e tre brevi tratti attrezzati (nel secondo un ancoraggio è divelto, ma si passa abbastanza in sicurezza). Finita la parte impegnativa, dopo una scarpinata su sentiero agevole e senza pendenze rilevanti - tenendosi a sinistra al bivio che a destra conduce al rifugio Dom - o passando per il sentiero “alto” diretto al foro/okno, o utilizzando il facile sentiero “basso” fino ai pressi della stazione della telecabina (punto da cui occorrerà però risalire un breve ma ripido tratto di pista da sci), il sentiero si dirige verso sella Prevala. La percorrenza non è proprio elementare (banconate rocciose, poi ghiaie, un po’ instabili in prossimità di sella Prevala) ma tutto sommato è divertente e quasi mai esposto.
Una volta giunti in sella, da qui in 35-45minuti, a seconda dello stato di affaticamento delle ginocchia, si raggiunge il rifugio Gilberti, un po’ per pista da sci e un po’ per sentiero, poi ancora per ripida pista (tratto breve, giusto per esaurire le energie...) e quindi la stazione della telecabina.
Di SOLO cammino, dove possibile spedito, soste escluse: 7h. Dislivello: 900 m abbondanti, considerati i saliscendi dopo essere scesi dal Canin.
Giro lungo e abbastanza faticoso in ambiente roccioso e spesso impervio, ma entusiasmante. Ferrata da non sottovalutare.
Ovviamente, pensando di utilizzare la telecabina, attenzione all’orario di chiusura per non dover scendere a Sella Nevea a piedi
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12-09-2018 21:51
florian florian
Avendo percorso la ferrata in questione questa mattina, non posso che confermare quanto scrivi. Ieri, mi era passato per la testa,dopo aver letto la guida del Mazzillis,di scendere dalla via della Cenge. Fortunatamente, ho chiesto lumi al CAI di Tarvisio, che, con la loro guida alpina prima, e con lo stesso responsabile delle ferrate poi,mi sconsigliavano vivamente di farlo. Consiglio ben accetto .Cosi giro lungo per Prevala. Alla fine ne ha valso certamente la pena. Rispettati anche i tempi da te indicati, soste incluse.
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13-09-2018 00:42
alessandro alessandro
Grazie delle conferme florian. A dire il vero anch’io (come, credo, molti frequentatori di questo sito) ho - diciamo così - tratto ispirazione dalla guida di Mazzilis e, avendo già percorso itinerari da lui consigliati, ho imparato a “tradurre” le sue raccomandazioni su difficoltà di sentieri e ferrate nella mia scala personale, deducendone che la ferrata delle cenge era off limits per me. All’attacco della Julia poi ho dato un’occhiata, sulla sinistra, ai primi passaggi della “cenge”, che da subito presentano un’esposizione proibitiva, considerata l’assenza di attrezzature, per cui...Julia e ritorno via Prevala! Sono contento di aver indicato, come confermi tu, una tempistica veritiera per l’escursionista mediamente allenato, in modo da consentire di organizzarsi con i giusti tempo e ritmo evitando o almemo contenendo un po’ l’assillo “devo fare presto sennò perdo la funivia”! Di nuovo grazie e mandi.
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13-09-2018 10:23
florian florian
Ciao Ale.
Onde evitare ansie da funivia, è sempre meglio alzarsi presto il mattino. Soprattutto ora che la strada della Val Raccolana è chiusa per frana. Ho visto anche io l attacco della via delle Cenge ,e mi ha ispirato ancor meno della partenza per la discesa. Per dirla, come la signora slovena incontrata in prossimità della via : Meglio arrivare più stanchi ,ma vivi.....
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13-09-2018 11:33
alessandro alessandro
Pensa che io vengo da Maniago...tutto programmato per arrivare a sella nevea verso le 8.15 e poi a Raccolana troviamo la strada chiusa. Dopo aver tirato giù mezzo calndario di santi, via fino a tarvisio e val rio del lago per riuscire a prendere la funivia alle nove meno dieci. Quei 20 min di ritardo hanno pesato un po’ ma mezz’oretta in cima solo in due ce la siamo fatta!
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13-09-2018 11:50
florian florian
Peccato Alessandro. Forse ti è sfuggito,ma il giorno dopo che la strada è stata chiusa ho messo un avviso sul forum ,per aggiornare tutti sulla chiusura della strada stessa,ovvero SP 76 della Val Raccolana. Ho fatto anche io il giro per Tarvisio ,40 km in più, e sono arrivato che la funivia era ancora chiusa.... 😉
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13-09-2018 14:35
alessandro alessandro
Sì, il messaggio l'ho visto, ma di sera dopo essere rientrato (!!). Se hai notizie così fresche e precise immagino sia della zona...speriamo in un prossimo messaggio di riapertura della strada!😉😉 Intanto grazie e ciao
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13-09-2018 15:15
florian florian
Magari ! Mi con dovuto anche io fare 150 e più km per andar su! Ho sentito la notizia sul gazzettino regionale, e poi conferma dal geom. Vidoni che dirige i lavori. A tal proposito, devo ringraziarlo pubblicamente, perché pochi minuti fa mi ha richiamato, dicendomì che la strada sarà riaperta il primo di ottobre, o anche prima, visto che i lavori procederanno anche durante i sabati e le domeniche! 😊
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