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Forcella Giaveid

15-06-2013 20.33
ciastelat ciastelat
Salve a tutti;
martedì ho percorso il sentiero che da andreis porta al bivacco dell'asta e da li ho proseguito un po' lungo il sentiero che porta in f.lla giaveid fino a un canalone, dove il sentiero era probabilmente franato e la traccia (dopo il bivacco poco segnata e molto rovinata)sembrava continuasse in cengia. Chiedo a chi l'ha percorsa di recente com'è il proseguio in forcella e in che stato sia il 974 sia dal bivacco molassa alla giaveid che nella discesa in val silisia.
Grazie
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17-06-2013 23.08
norman norman
Salito dalle Troconere alla Forc. Giaveid nell’agosto 2011. Il sentiero 974 è dismesso, il segnavia spesso è poco visibile e la traccia in alcuni tratti invasa dalla vegetazione ma nel complesso l’itinerario da seguire è abbastanza evidente. Prestare attenzione poco oltre ai ruderi a non seguire la traccia che si abbassa subito al rio ma individuare quella che scorre per buon tratto parallela a questo. Il bivio con il sent. 966 è poco evidente, poco oltre il 974 sale ripidamente per un centinaio di mt. quindi si mantiene lungamente in quota fino all’immissione nel sassoso Rug de Tamaràt. Qui giunti, non farsi tentare dall’evidente traccia che risale il costone in dx or. (che prosegue verso E) ma insistere lungo il letto sassoso del rugo: poco oltre il segnavia riappare su un masso e presto guida in sx or., mantenendosi parallelo al rio. Attraversatolo nuovamente, la traccia risale a serpentine un ripido costone boscoso per circa 200 mt. Quando la pendenza si attenua, mantenersi sul filo del costone, dove delle fettucce ed alcuni ometti aiutano a non smarrire la traccia. Poco oltre una breve gobba rocciosa, la traccia si abbassa a sx, sul fondo di un rio asciutto (1200 mt. ca.) che a questo punto si può seguire direttamente fino alla Forc. (circa 3h dalle Tronconere). Nello stesso anno sono salito alla Giaveid dall’altro versante, su “quel che resta” del 974. Dal fondo della Molassa, sotto al Bivacco, al bivio con il dismesso 976 la traccia è sempre abbastanza labile e si mantiene grossolanamente parallela al torrente: prestare attenzione a non smarrirla dove attraversa un paio di affluenti asciutti ed effettua delle ripide risalite sui costoni in dx or. degli stessi (rare fettucce ed ometti). Oltre al bivio (tabella), il segnavia diviene inaspettatamente più evidente e guida la risalita di un ripido bosco di faggio, al termine del quale si perde nuovamente presso la zona prativa sottostante la Forc. (ricovero di caccia sotto ad un masso), dove però il percorso da seguire è ormai evidente (4-5 h da Roppe). Nel complesso consiglierei, per le incertezze del percorso, di percorrere questi itinerari in tempi successivi. Buone escursioni.
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30-06-2013 14.55
ciastelat ciastelat
Grazie per le info dettagliate Norman !volevo chiederti se sapevi qualcosa anche sul tratto bivacco Dell'Asta - Giaveid (976).
grazie
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15-11-2013 16.33
luca.pauluzzi luca.pauluzzi
Ciao, la tua richiesta è un po' datata ma visto che ho fatto il sentiero ieri, e mi pare che in giro non ci siano info aggiornate, racconto quello che ho trovato io...
In generale in quel tratto del 976 la traccia è tenue ma con attenzione la si ritrova sempre, i segnali sono piuttosto sbiaditi e in qualche tratto spariscono, tutta la cengia a quanto pare ha subito una notevole "pulizia" da parte delle slavine, nel dubbio tenersi sempre alti accanto alla parete. I "punti chiave" sono tre:
1 - Appena si comincia a scendere dal bivacco si incontra un franamento a imbuto che interrompe il sentiero: non è ripidissimo, ma il fondo è di ghiaino molto compatto, si fa fatica a far presa con gli scarponi, se parte il piede in quel punto dubito ci si riesca a fermare... penso sia meglio (così ho fatto al ritorno) risalire lungo la sponda per 20 m fino a incontrare l'erba, dove si può attraversare meno pericolosamente;
2 - a circa metà cengia, nel punto in cui è meno ampia, si incontra un tratto in cui bisogna attraversare un colatoio di ghiaia mobile, di per sè non difficile, ma pericoloso perchè 2 m sotto c'è il bordo della cengia, un bel salto (lo vedi bene prima, quando sei più in alto)!, sono passato tenendomi più alto possibile, così da poter mettere le mani sulla roccia (marcia, ma sempre meglio della sabbia ;-));
3 - alla fine del cengione, prima di entrare nel vallone che scende da F.lla Giaveid, il sentiero ti porta su un ultimo canale da attraversare - qui i segnali spariscono perchè inizia la zona spazzata dalle slavine e gli alberi sono tutti schiantati formando un groviglio poco gradevole - attraversi il canale, entri nel groviglio, e subito dopo incontri il canalone principale che scende dal M. Corta, sempre molto aggrovigliato, devi attraversarlo con decisione e rimontare sulla riva opposta, appena sopra nella bella faggeta guardati in giro perchè vedrai i segnali del 974 (seminascosti dietro un grosso faggio i resti delle tabelle CAI con le indicazioni).
In sostanza non è assolutamente un sentiero per tutti!

Il 974 verso la forcella è ancora ben segnato fino alla fine del bosco, la traccia è molto debole o assente, ma questo a causa dell'autunno (in alcuni tratti avevo le foglie fino alle ginocchia). Usciti dal bosco si incontra un masso-riparo (griglie e sega a disposizione), segnali pochi ma tanto la forcella è in vista e si può andare a naso. Inizialmente avrei voluto proseguire per Navalesc con quel che resta del 975 (ho guardato un po' in giro ma non ho trovato tracce chiare, boh), ma il tempo scarseggiava e quindi sono tornato sui miei passi...
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