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Monte Jovet da Patocco

05-06-2013 20.06
marco.raibl marco.raibl
Tentato ieri la salita dalla curva presso quota 1224 del sentiero CAI 620 che porta al Cuel de la Barete.Da una radura si sale liberamente su un costone boscato.Vecchie tracce di passaggio(segature di giovani alberi,tracce zig-zaganti di antiche mulattiere).Si arriva a un punto in cui si viene portati a salire un risalto boscoso e roccioso.Qui mi sono fermato.Poco tempo rimasto,in quanto ho segato non pochi rami durante la salita.C'é comunque una traccia segnata(bisogna cercarla attentamente poco sopra il sentiero),subito dopo il bivio presso i ruderi dello stavolo Chinop.Qualcuno ha notizie su come arrivare su questa poco frequentata cima?Grazie in anticipo
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06-06-2013 06.11
sebastiano sebastiano
Ci sono stato qualche anno fa, quindi non ho ricordi freschissimi. Se ho capito bene la tua descrizione, dal punto dove sei arrivato devi svoltare a sinistra rimanendo sotto alle rocce, e seguire (anche in leggera discesa) una specie di cengione con erba e qualche albero, fino ad arrivare a un punto da dove riesci a salire agevolmente. In questo modo ti porti su prati ripidi, che risali fino alla cresta e poi alla cima. Da dove ti sei fermato, ci vorra` ancora circa un'ora o poco piu`. Attenzione, in discesa, a ricordare esattamente il punto dove abbandonare la traversata per scendere lungo il costone boscato: se ti porti troppo avanti (come e` capitato a me), finisci in una zona molto ripida con salti, piuttosto disagevole.
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06-06-2013 12.28
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Buongiorno,
Il sentiero per lo Jovet di Patoc parte appena sopra le panche in corrispondenza del bivio tra il 619 e il 621, scritta su un masso nel bosco. La traccia è ben segnata con bolli rossi. C'è solo un passaggio un po' esposto appena dopo la fine del bosco.
Buona visione del Plan della Cjavile
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06-06-2013 16.03
Michela Michela
Ciao, sono salita credo 3 volte, sempre per il percorso del costone S detto anche "vie dai chiamocc", che parte dai rud. dello st.lo Chinop: il tratto boscoso è stato segnato qualche anno fa e questo aiuta nella prima parte dove il crinale non è ancora netto. A q. 1500 c. dove il terreno si fa più aperto i segni finiscono, ci sono più possibilità di salita e occorre attenzione all’orientamento specie per il ritorno... quando avrò fatto ancora una variante che mi interessa cercherò di inviare una relazione dettagliata.
In sintesi, dai 1500 la via più diretta prosegue lungo la linea del costone, o poco a lato per evitare asperità rocciose, con lievi varianti; ha un tratto iniziale molto ripido e più facilmente affrontabile secondo me sulla sinistra, per canale erboso. La via più lunga e meno impegnativa traversa invece a sinistra per un bel cengione alla base delle rocce (probabilmente quello di cui parla Sebastiano) e sale un po' per tagli nei mughi; ci si può poi ricongiungere a destra col costone, oppure puntare al catino sotto la cima. Tutti i percorsi arrivano comunque a questa conca, che si sale fino all'intaglio tra lo spigolo S e la cupola sommitale, poi in obliquo per cenge erbose alla piccola anticima (evitabile) e alla cima. Buona escursione!
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06-06-2013 21.03
marco.raibl marco.raibl
Grazie ragazzi.La via dei camosci l'avevo individuata,ma non avevo notizie recenti,ma vecchie informazioni.Riguardo al mio tentativo,subito dopo la curva di quota 1224 si apre una radura.Ho posizionato un ometto alla base di un albero.Salendo tenendosi a sinistra senza percorso obbligato,a un certo punto si notano segni di passaggio che si seguono fino a che il costone termina,quasi fosse il vertice di un triangolo.Da qui una traccia rimonta piegando a sinistra.C'è bisogno di un po'di cautela.Non ci fossero gli alberi sarebbe esposto.Comunque lì sono arrivato.Spero di tornarci o con i camosci o lungo il costone.Ciao di nuovo e grazie
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07-06-2013 00.39
massimo.perrone massimo.perrone
per Pietro: ti riferisci forse al bivio in corrispondenza del rio Livinal
? In tal caso dovrebbe trattarsi dello Jovet Blanc, che è un'altra cima.

Mandi
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07-06-2013 10.14
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
Se ci andate dotati di gps, fareste cosa molto gradita registrando il tracciate e inviandolo poi al forum gps.
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08-06-2013 13.14
Pietro_Casarsa Pietro_Casarsa
Buongiorno,
Per Massimo Perrone : Mea culpa, ho sbagliato sentiero Cai. La partenza del sentiero segnato per lo Jovet parte dal bivio tra il 620 e il 621 appena dietro le panche. Dalla confluenza tra il 619 e il 621 parte la traccia per la cima Robinia e Jof di Miezdì.
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09-06-2013 14.57
mitchbassist mitchbassist
Non sono daccordo con Ivo: certe vette ed itinerari non segnati nelle carte dovrebbero rimanere obliati, per il piacere di coloro che amano la ricerca della via.
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09-06-2013 17.05
michele michele
io invece sono d'accordo con il padrone di casa: tracciare questi sentieri è un modo assolutamente non impattante per allargarne la fruizione e in definitiva per farli restare in vita. Poi non è certo obbligatorio utilizzare una traccia presente qui nel sito (o in tanti altri siti), ognuno fa come vuole ed è anche chiaro che l'inesperto non può pensare di poter tranquillamente fare certi percorsi perchè ha la traccia (così come con una relazione).
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09-06-2013 18.35
Michela Michela
Sul GPS sono d'accordo con Michele, io tra l'altro non ce l'ho ma non mi crea alcun problema che altri lo usino. Non condivido per niente l'idea che alcuni itinerari "dovrebbero rimanere obliati" e per di più "per il piacere" di qualcuno... come dire: "meglio che un percorso si perda così siamo in pochi intenditori a farlo, e possiamo divertirci a cercare la via che sennò è troppo facile, e non ci troviamo intrusi tra i piedi"! Scusa la franchezza mitchbassist ma mi pare che un certo modo elitario di andare in montagna sia in fondo narcisistico, un amore per se stessi e le proprie "imprese" ma non per la montagna. Le passate generazioni di montanari che faticavano sui sentieri per necessità di sopravvivenza e ne avevano cura, ci hanno lasciato in eredità un patrimonio storico da conservare, non solo un "terreno di divertimento"... almeno io la penso così.
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09-06-2013 21.33
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
I sentieri in passato venivano tracciati e edificati dai montanari o dai soldati, molti sentieri che noi utilizziamo sono stati creati dagli alpini o dai reparti genieri ( le famose mulattiere ) tanti altri che conducevano in vetta in alcune montagne erano presidiati dai militi durante la grande guerra, altre tracce sono dovute ai cacciatori e spesso sono le più selvagge e selettive ,trovare monti vergini è impresa ardua per una seria autovalutazione ci sono le dolomiti che sono molto selettive e naturalmente di spessore più alpinistico . Altra soluzione è comprarsi la montagna e usarla come allevamento per bovi allora la si trova vergine e senza tracce ( esperienza vissuta nell’Italia insulare) , ma bisogna sapersi orientare e stare attenti alle spine ;)
peace and love
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10-06-2013 11.16
veneto veneto
Così, come scambio in 4 parole, potrei esser d'accordo con Michela (chi mi conosce sobbalzerà!).

Ma allora: che uso viene (o "deve" venir fatto della trappa GPS?

Chi fa la traccia per quale scopo lo fa con esattezza? Come pensa che si debba servirsene?
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10-06-2013 11.33
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
L'uso del gps è vario e molteplice, io per lavoro lo uso da molto tempo , calcola che c'era un errore nelle collimazioni dovuto agli americani per motivi di sicurezza, personalmente qui in Friuli uso una carta igm che combacia perfettamente al tracciato del gps , se pensi che mi misura la differenza di trenta centimetri, ma di sostanza lo uso per misurare la quota e la distanza percorsa, anche perché mi accompagno sempre con la mappa tabacco formato A4 che riguarda il percorso che devo fare , è utile in molti casi se ti perdi nei boschi o se c'è nebbia dove l'orientamento visuale è limitato ,ha una bussola incorporata e puoi caricare la planimetria del suolo ,per le cime selvagge vale per come detto prima da una buona carta calibrata riesco a vedere se il mio percorso è corrispondente alle mappe .
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10-06-2013 12.00
veneto veneto
Giuseppe, sono edotto delle funzionalità del GPS; tanto per dire, anch'io lo uso per verificare alcuni punti di riferimento che non sono quotati nelle Tabacco e magari neanche nella CTR. Ieri, per fare un altro esempio, avrei voluto avere il tracciato del mio percorso solo per rendermi conto del suo effettivo sviluppo in lunghezza e dislivello, visto che le continue contropendenze - impossibili da valutare sulla carta - mi rendevano difficile una valutazione precisa.

Ma chiedevo altro, la mia domanda era molto puntuale.
Trovo una traccia su un sito, la scarico, vado a fare quel percorso e... Come la utilizzo? Secondo te? Secondo voi?
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10-06-2013 12.27
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Francamente Veneto io non carico altre tracce sul mio gps, se le vedo su un sito gli do un occhiata per compararle con la mappa ,penso che sapendo leggere una mappa e dalle curve di livello ti rendi conto del percorso e delle pendenze, qui su sentieri natura fanno servizio completo, ci troviamo tutto ,manca poco che ci forniscono scarponi e zaino, ha ha ha ha ;) Una utilità puo essere se vuoi tracciare un nuovo sentiero per poi dagli una legittimità C.AI. come abbiamo fatto con l'850 .
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11-06-2013 13.52
veneto veneto
Mi spiace intervenire quasi sempre solo con due o tre frasi stringate, ma il tempo è quello che è e del resto argomenti delicati come questi richiederebbero un gran dispendio di frasi anche solo per poter esser sicuri di esprimere con chiarezza il proprio pensiero senza venir fraintesi.

Mi preme qui fare unicamente una precisazione, anzi, più un promemoria.
Come spesso m'è capitato d'osservare - mi rivolgo un po' a Michela ma a tutti in generale - attenzione al discorso del cosiddetto "elitarismo". A volte quando si dice "la montagna è per quelli che..." non si intende affatto "la montagna è per un ristretto numero di persone, i quali..." bensì "la montagna è per TUTTI le persone che...". Non so se si capisce la differenza. Un discorso è dire: "i sentieri vanno lasciati a se stessi così solo io e altri due o tre possiamo percorrerli, visto che noi siamo capaci", altra cosa è dire "i sentieri vanno lasciati a se stessi così solo la gente che impara a percorrerli senza finzioni potrà percorrerli (con soddisfazione)", auspicando non tanto che un certo "tipo" di montagna diventi terreno di gioco per pochi eletti, ma che chiunque abbia capacità e voglia possa frequentare un certo "tipo" di montagna in un modo umanamente più completo ed appagante.
Ho come l'impressione d'essermi spiegato da schifo, spero che il concetto chiave si sia capito.
Contro ogni elitarismo, sempre e comunque.
In *questo* sono d'accordo con Michela.
Auspicando che la montagna non sia MAI di tutti in modo becero (ad ogni costo), ma di ognuno secondo le sue capacità.

Chiedo scusa per il lungo OT, come dice Ivo a volte le discussioni portano un po' troppo lontano. Ma per me camminare è inscindibile col pensare.
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11-06-2013 13.58
veneto veneto
Per questo - per inciso, non voglio tener carte coperte in mano - chiedevo: come si usano le tracce GPS. Perché se l'utilizzo è: mi scarico la mappa, la butto sul mio GPS e parto seguendola pedissequamente per fare il mio giro, allora no, non sono d'accordo: così si va in cerca al più di guai e non si impara un tubo. Che quel tipo di persone restino a casa, piuttosto. NON perché quel giro è MIO, piuttosto perché quel giro richiede capacità che non tutti hanno: posso al più auspicare che il tipo in questione butti il GPS e acquisisca quelle capacità (che non sono certo mio patrimonio personale).
Mi zittisco.
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11-06-2013 15.04
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Le chiacchere non portano lontano, non fanno sudare e non hanno l'odore dell'erba, l'umidità della pioggia, il contatto della roccia , la serenità della profondità dello sguardo scutatore ,;)
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11-06-2013 15.05
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
..scrutatore ...
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11-06-2013 15.10
veneto veneto
..chiacchiere ...
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11-06-2013 15.17
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
Cercherò di spiegare il mio punto di vista sull'uso dei tracciati gps. Diciamo innanzitutto che il gps non è altro che la versione moderna della accoppiata mappa+bussola con l'aggiunta della possibilità di vedere la propia posizione proiettata sulla carta. Tutto questo con le dovute eccezioni poiché abbastanza spesso i segnali non sono sufficienti a fornire un punto precisissimo.
L'uso che faccio dei miei tracciati è del tutto personale, mi servono come semplice diario di viaggio per registrare in modo veloce dove sono stato e quanto tempo ho impiegato. Li riprendo in mano spesso quando devo scrivere qualcosa della zona e "leggendo" i punti sulla mappa, la loro disposizione e i tempi, riaffiorano alla mente tanti dettagli utili. Più in generale, dopo una escursione mi piace sempre confrontare il mio percorso con la mappa per notare le diffrenze, rendermi conto di dove sono passato o semplicemente per mandare a mente qualcosa di più sulla zona.
Per quanto riguarda i tracciati di altre persone, riguardanti zone poco frequentate o dove non sono mai stato, mi piace proiettarli sulla mappa, confrontarli con i segni esistenti e studiarmi l'andamento, più o meno come si fa con i cosiddetti sentieri neri delle Tabacco. Mi faccio un'idea della direzione, del punto di partenza, di possibili incroci con altre tracce, tutto qui, so bene che poi sul terreno nulla potrà sostituire la mia capacità di orientamento e la mia autonomia. Raramente poi guardo il gps durante l'escursione e certamente non farei affidamento sulle funzioni di trackback per raggiungere una meta solitaria e difficile.
Quello che mi spiace più di tutto è l'avversione per l'uso del gps che altro non è che un semplice strumento. In ogni caso il monte di cui stiamo discutendo è probabilmente già ben oltre il limite che ci siamo dati per questo sito per cui lasciamo pure stare i tracciati e proviamo "alla vecchia maniera". Io tra l'altro ci ho già provato diversi anni fa e sono tornato indietro più o meno a metà percorso e difficilmente ci riproverò. Ho ben presenti i miei limiti che tra l'altro vedo sempre aumentare.

Se altri ne fanno un uso diverso ben venga anche il loro punto di vista.

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11-06-2013 16.07
veneto veneto
Grazie Ivo per il tuo intervento, che mi sento di apprezzare.
L'unica cosa che mi suona strana è quando dici che il GPS è la versione moderna di mappa+bussola: nel senso tecnico può esser vero ma nell'uso sono così distanti! La differenza maggiore che trovo è che la mappa+bussola è uno strumento relativo e passivo, il GPS assoluto e potenzialmente attivo: i primi due DEVI saperli interpretare e in caso di difficoltà gli errori si sommano, il secondo in condizioni ottimali potrebbe guidarti senza che tu muova un neurone e fornisce indicazioni istantanee, con un errore fisso e non cumulativo...
Personalmente ho una certa avversione per il GPS (ma ogni tanto anche per mappe, guide, etc) proprio perché rischia di essere uno strumento TROPPO preciso, facendo(mi) confondere l'utilità con la comodità: un parere appunto molto personale, che non voglio per forza sia condiviso da tutti. Quello che sicuramente auspico è che il GPS (come gli altri strumenti citati, guide comprese) non vada a sostituirsi al nostro fare esperienza, togliendoci autonomia, sicurezza, capacità di divertirci, imparare, apprezzare il bello della montagna.
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11-06-2013 19.50
Michela Michela
Prendendo spunto dalla sintetica frase di mitchbassist ho forse allargato un po' troppo il tema introducendo il discorso dell'elitarismo, e questo tocca un nervo sensibile. Meriterebbe tornarci sopra, quando avrò tempo cercherò di spiegarmi meglio e rispondere alle equilibrate osservazioni di veneto. Per ora mi limito a notare che ultimamente sul forum si è parlato anche di mete inusuali, poco o non segnate, e questo fa piacere a molti ma può dispiacere ad alcuni: non mi riferisco a nessuno in particolare ma si sa che c'è chi considera certe mete "tabu" che sarebbe meglio neppure divulgare...
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12-06-2013 11.51
Michela Michela
Poiché ho lanciato il sasso dell'elitarismo aggiungo ancora qualche chiacchiera al riguardo sperando di non annoiare troppo. L'idea buttata lì da mitchbassist, che sarebbe meglio "lasciare obliare" certi percorsi, se presentata a beneficio di una particolare categoria di escursionisti (i più esperti) non sta secondo me in piedi; oltretutto i meno capaci (e più numerosi) avrebbero lo stesso diritto di reclamare, all'opposto, l'"interventismo" sui sentieri: quindi alla fine cosa si fa, una legge? un referendum? una guerra? L'interpretazione di veneto, sul fatto che la montagna sia selettiva (non elitaria, questo caso mai sono le persone!) e di conseguenza ognuno deve andare secondo le proprie capacità ecc., è un principio etico condivisibile, ma secondo me non se ne può derivare automaticamente un principio di "non interventismo" o di "lasciare obliare" i percorsi. Questo è un'altra cosa, più discutibile: come si traduce in pratica, nei singoli percorsi, e chi decide? Include anche l'idea di tramandare certe conoscenze solo in ristrette cerchie di "iniziati"? Magari auspica la censura? Ho detto che in generale condivido il pensiero di veneto, ma con alcune riserve per via di possibili risvolti su cui di solito non ci si sofferma. Nella mia risposta a mitchbassist ho accennato al fatto che, a volte, persone con motivazioni poco nobili (non mi riferivo a lui né a nessuno in particolare) possono nascondersi dietro bei principi di etica, merito o difesa dell'ambiente perché tornano utili a un loro atteggiamento di chiusura, misantropia, egocentrismo, voler essere i soli "padroni del luogo" ecc. Ognuno in base alle sue esperienze ha una percezione di quanto può essere diffusa questa mentalità. Una visione individualistica-competitiva dell'andare in montagna secondo me è gravata da questi sospetti, e mi risulta accettabile solo se temperata in qualche misura da un'attitudine alla collaborazione e alla solidarietà, visto che non sta scritto da nessuna parte che la montagna debba essere una gara alle Olimpiadi o un esperimento in vitro con regole speciali e assolute, ma fa parte della nostra normale esperienza di vita.
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12-06-2013 12.25
giuseppemalfattore giuseppemalfattore

Vorrei scrivere condivido in toto quello che hai scritto Michela, ma a che serve...!! La risposta sta nel kilometraggio dei nostri scarponi e nei ricordi della nostra mente , di recente ho letto una biografia di René Desmaison . Commentava sulla morte di alcuni alpinisti non esperti, di tutti quelli che fanno i sapientoni giù al rifugio a dire che certa gente non dovrebbe andare su se non hanno esperienza, ecc ecc , ma i morti hanno pari dignità come le morti accidentali dei più grandi alpinisti, il prezzo della loro inesperienza è stata la morte e nessuno deve giudicare , la montagna appartiene a tutti , l’elitarismo mi fa ridere , come i giudizi di una ipotetica giuria di esperti, la montagna va vissuta con passione , coraggio e sincerità , venerdì scorso mi sono fermato a 35 metri dalla vetta del chiavals, ho visto della in neve in cima e memore di una scivolata su ghiaccio sulla cresta del Pisimoni che mi stava costando la vita,ho fatto marcia indietro , mi sono rifatto la crestina in discesa, al ricovero bianchi ho incontrato tre escursionisti che con non curanza hanno abbandonato una cioccolata sciolta dal caldo sul tavolo, ho pulito al posto loro ho rifirmato il registro e sono rientrato alla casera Vualt , dove gli stesi di prima avevano lasciato una finestra aperta , arrivati a casa ho misurato il tracciato con il gps, e ho pensato ; C…. mi sono fermato 35 metri sotto , va bene la prossima vado su, ecco cosa mi ha insegnato l’esperienza, che le montagne sono li e non si muovono ed essere esperti significa sapere rinunciare, anche per un metro e rispettare la montagna, e il rispetto non è il non tracciare solchi con il nostro passaggio , ma portarsi oltre al sacchetto dei rifiuti anche la testa.
“ Nessuno nasce insegnato “dice un detto popolare , “chi sa fa ,chi non sa insegna “ Oscar wilde
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12-06-2013 13.35
veneto veneto
Temo, Giuseppe, che ci manchi una base comune - linguistica e culturale - per discutere con proficuità. Sinceramente mi spiace.
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12-06-2013 13.40
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
.... non mi sento offeso, ci provi da un bel po , ma ti lascio questa soddisfazione, poi non conosco il tuo vero nome e cognome ,io almeno ci metto la faccia nei miei pensieri..
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12-06-2013 13.53
veneto veneto
No, Giuseppe, non intendo affatto offenderti, oltre alla meschinità della cosa in sé non ne trarrei diletto alcuno. Mi piacerebbe invece riuscire a capirti meglio, e a scambiare con te pensieri, ma trovo molta difficoltà a farlo. Tutto qui quello che volevo dirti. ;)
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12-06-2013 13.54
veneto veneto
Aggiungo: può darsi che il limite sia tutto mio.

Se t'ho dato un'impressione diversa mi spiace e me ne scuso, se ti "disturbo" ogni volta forse è proprio perché vorrei capire meglio quello che scrivi. ;)
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12-06-2013 14.06
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
.... essere di culture e linguaggi diversi è una ricchezza , il mio modo di esprime la mia personalità, non sempre facile , questo lo so , la sintesi del mio discorso sopra è riferita all'elite snob di montagna !! Nessuno ha il diritto di professarsi esperto , nessuno ha il potere selettivo ne su uomini e ne su cose , nessuno nasce maestro , e nessuno penso che lo diventi.. , ma essendo di cultura e linguaggio diverso mi sono espresso da malfattore..
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12-06-2013 14.20
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Anni fa ero in Afghanistan per lavoro, un giorno mi trovavo fuori con degli alpinisti italiani che impiantavano una palestra di roccia, eravamo in una valle stretta, le montagne avevano un colore vario e pieno di riflessi per via delle rocce piene di minerali, la valle era solcata da un fiume che veniva fuori da un villaggio a nord, le acque erano gialle e emettevano un cattivo odore, mentre facevo delle foto ai rocciatori ho sentito dei rumori sordi, e ho visto n bimbo che spaccava pietre , mi sono avvicinato, l’ho chiamato , dopo un pò è venuto giù , gli ho fatto cenno se aveva fame, gli ho offerto una cioccolata , l’ha presa , poi sono arrivati altri due bimbi una femminuccia e un maschietto, più piccoli di lui, volevo sapere come si chiamava, allora ho pensato ai film degli indiani, io Giuseppe, e tu ? facendo cenno verso di me e poi verso di lui, mancava una lingua in comune e anche una cultura , dopo un pò ci siamo compresi e mi ha detto il suo nome e quello dei suoi fratellini, e piano piano cominciavamo a dialogare sui nomi delle cose, la scatoletta di carne, il cappello, il naso, gli occhi, alla fine ho capito che tra persone intelligenti ci si può capire volendo, il sorriso di quei bimbi è per sempre dentro di me.
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12-06-2013 14.26
veneto veneto
Potremmo provare lo stesso approccio. Con la grappa al posto della cioccolata?
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12-06-2013 14.29
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
..allego foto ..
Allegato: kabul 2006 04 Apr . 270.jpg
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12-06-2013 14.36
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Sono ecumenico , ( lo o il ) sniape lo porto spesso nello zaino in apposita borraccia , ho imparato questa tradizione da due escursionisti veneti incontrati sul Coglians ( scambiando un goccio con chi era in vetta ) !!!???, il problema è che sono un escursionista solitario, quindi ho la borraccia piena e sniape invecchiato ;)
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04-08-2013 18.53
Michela Michela
Indifferente alle nostre dispute, il fuoco continua a bruciare le pinete del povero Jovet dal 14 luglio, e minaccia anche Patocco... Pare che non ci siano i soldi per l'utilizzo degli elicotteri più efficaci, e con questo tempo c'è poco da sperare purtroppo!
http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/08/04/news/il-fuoco-non-molla-e-per-i-30-villeggianti-di-patocco-e-allarme-1.7527215
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04-08-2013 19.33
luca.deronch luca.deronch
Dallo Zermula oggi si vedeva chiaramente il fumo che è aumentato tantissimo in tarda mattinata primo pomeriggio. Sembrava comunque che ci siano due fronti di fuoco.
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04-08-2013 20.38
GiulioTS GiulioTS
Ciao a tutti di poco fa la notizia che la situazione è sempre
più drammatica .E' stato deciso di applicare la tecnica del controfuoco creando un incendio controllato per tentare di
arginare il grosso delle fiamme e cercare di salvare le case della
frazione di Patocco . Gli aerei stanno continuando l' opera
di spegnimento ma di notte non possono volare e si teme un peggioramento della situazione .Gli elicotteri più grossi sono
bloccati a terra per problemi di mancanza di soldi ma per la
realizzazione di grandi opere inutili i soldi ci sono eccome !
Penso inoltre che una conseguenza di questi enormi disastri dovuti
ad incendi boschivi sia purtroppo dovuta pure all' abbandono della montagna . Buone escursioni
GiulioTS

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05-08-2013 10.04
masurie masurie
Ieri ero sul Leva. Dalla cima di Terrarossa si vedeva chiaramente anche un incendio di cospicue dimensioni direi sulle pendici del Cjavals, forcella Ponte di Muro, ad occhio. Tornando verso casa sono passato proprio per la zona operativa dei vigili per l'incendio dello Jovet. Se non piove direi che la situazione era più che grave, tra elicotteri e canadair c'era comunque una sensazione di impotenza ed il fronte è molto vasto, direi quasi tutto il monte.
Speriamo bene
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05-08-2013 10.19
luca.deronch luca.deronch
ecco come si presentava tutta la zona a chilometri di distanza. La foto da poco sotto la cima dello Zermula
Allegato: IMG_3995_.jpg
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