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rifugio, punto di arrivo o via di fuga?

24-05-2013 21.26
luca.deronch luca.deronch
visto che abbiamo parlato tanto e bene dell'andare in montagna da soli o in compagnia, mi viene da porre un altra domanda. Il rifugio, inteso come riparo o anche come sollievo è un punto di arrivo o una via di fuga? Com'è cambiato nel tempo il ruolo di rifugio, una volta riparo dell'alpinista, mentre oggi forse più semplice meta? Punto di appoggio per avventure verticali o meta di panorami mozzafiato e gusti tipici ?
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24-05-2013 21.43
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Buonasera Luca , io i rifugi li vedo come soste ,pausa fisica e riflessiva, lascio sempre lo zaino fuori, e do un occhiata dentro , per poi riuscire e sedermi in quelle panche e solazzarmi, quindi una pausa meditativa, sono più affascinato dalle casere come ricoveri , entrare in punta di piedi, e sentire l'odore della legna, osservare il camino , la dispensa, gli oggetti , e ringraziare coloro che si occupano della manutenzione, scriveva il grande Julius Kugy , la montagna la conosci solo se ci dormi sopra,in questo caso ho dormito solo al Marinelli,e quest'anno voglio portare il mio sacco a pelo in giro , ho sete di conoscenza ;)




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24-05-2013 23.11
GiulioTS GiulioTS
Ciao avendo lavorato come volontario in rifugio ed
essendone pure fruitore penso che il rifugio
in quanto tale possa rispondere alle esigenze di tutti gli appassionati di montagna . Esso infatti si presta ad essere
un punto di arrivo per una gita facile in giornata magari con bambini ,punto tappa prezioso per una bella traversata, base di partenza per ascensioni impegnative , luogo di vacanza per persone che vogliono concedersi un bel fine settimana nella natura , meta
prelibata per persone che apprezzano la buona cucina , punto di riparo in caso di stratempo. Luogo di incontro e conoscenza con persone che condividono la stessa tua passione . Per l' escursionista o l' alpinista suggerirei di cercare di capire che
una struttura in quota non può offrire lo stesso servizio di un alberghetto di fondo valle e che i gestori sono dei lavoratori che tra mille difficoltà e problematiche cercano di mandare avanti la baracca nel migliore dei modi. Per i gestori invece di rendersi conto che gestire un rifugio non è come gestire un osteria in fondo valle e che il loro oltre essere un lavoro deve essere un po anche una missione dettata dalla passione di conseguenza trattare la persona che ti si presenta al banco più come un ospite che come un cliente . Se così faremo potremmo garantire un futuro a questi piccoli angoli di paradiso .
GiulioTS
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24-05-2013 23.47
Fausto_Sartori Fausto_Sartori
Un punto da evitare.
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25-05-2013 10.58
veneto veneto
Di rifugi ce n'è tanti tipi: dagli alberghi d'alta quota, che in genere evito, a quelli più intimi, che frequento con maggior passione. Personalmente ormai in Rifugio vado solo per occasioni particolari (proiezioni, incontri con amici...) mentre se ci passo durante le escursioni mi fermo solo per far quattro chiacchiere o per vedere com'è se non ci son mai stato, ma non li uso come punto di riferimento. Questo non vuol dire che li sconsiglierei, anzi: ho fatto e farò fare anche ai miei figli l'esperienza del dormire in rifugio. Ci son da dire alcune cose: per esempio che - salvo rari casi che eventualmente qualcuno mi dirà - i rifugisti non è che si arricchiscano; che la gestione di un rifugio non è facile, e l'adeguamento paventato (norme di sicurezza e altro) alle altre strutture alberghiere non migliorerà certo la cosa; che vivere in quota, con tutti i problemi logistici che ne conseguono non è facile, anche se uno se l'è cercata; che quello che s'immaginava all'inizio il gestore forse non resiste immutato all'assalto di una folla eterogenea di turisti... Il mio pensiero in due frasi: se riesco dormo in casera o altrove, ma se passo da un rifugio (di quelli "seri") un sorriso e due soldi vedo di lasciarglieli.
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25-05-2013 11.47
lauro60 lauro60
Condivido pienamente con Giulio TS. Personalmente ho usufruito dei rifugi in tutte le salse:base di partenza, di arrivo, per dormirci e mangiare, o solo di passaggio, ma anche qui cerco di contribuire nel mio piccolo magari con una birretta all'"economia locale" ben sapendo delle difficoltà che incontrano i gestori soprattutto per quei rifugi più isolati. Cerco di evitare i "rifugi" superaffollati, dove la gente ci arriva in auto e trovi difficoltà a sederti.
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25-05-2013 16.34
luca.deronch luca.deronch
Al di là del contesto attuale, dove anche i rifugi devono purtroppo adeguarsi ai tempi di un mondo in continua trasformazione, allacciandomi un po alla discussione precedente dell’andare in montagna da soli o in compagnia, mi volevo soffermare proprio sul significato della parola, inteso come ricovero, riparo, luogo che da sicurezza e conforto ad alpinisti ed escursionisti, più che al significato che viene dato oggi. Anch'io quando passo in certi rifugi (non in quelli trattoria dove si arriva anche in auto) mi fermo e cerco di contribuire magari con una birra o una fetta di strudel, senza pretese, ma quando si arriva in un rifugio raramente si pensa al vero significato del rifugio stesso, che non deve per forza essere un luogo gestito, ma anche un bivacco, una casera aperta, un luogo di riparo dove la parola “scambio economico” non c’entra. Secondo me, l’idea “romantica” di una traversata, di un’alta via, di una cima da vincere, o di una montagna da esplorare non può esistere senza l’esistenza di un rifugio. La più bella esperienza è quella di passarci una notte, di togliersi le scarpe quando si entra, di abbassare la voce quando si spengono le luci, consapevoli di essere in un luogo provvisorio dove la notte e il silenzio diventano ancora più importanti. Dove l’aria del mattino ti arriva diritta in faccia e a volte può essere una carezza sul viso. E’ un peccato che pochi si fermino la notte, che il rifugio sia più la meta del turismo della domenica, che naturalmente giustifico, perchè l'andare in montagna non è esclusivo, è un diritto di tutti, magari solo fino al rifugio. Però si sale la mattina si scende la sera, non ci si ferma più, non c’è tempo, un vero peccato perché se scegli il rifugio giusto è una bella esperienza da fare un bel punto di arrivo ma anche una bella via di fuga.
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25-05-2013 18.03
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Luca ,io questo forum lo immagino come se tutti fossimo dentro una casera, con il camino acceso, un bicchiewre di vino sul tavolo, del pane un po duro e del formaggio, con i nostri pile , i scarponi fuori , le ciabatte ai piedi e c'è chi entra e appena arrivato da uneescursione, e c'è chi esce salutando lasciando scritto da dove viene e dove va sul libro della casera, alcuni su che dormono, e noi a commentare delle escursione, dei rifugi, di andare da soli, di cime mai conquistate, o di persone scomparse , ecco penso che il tuo lato romantico sia anche il mio, e la casera o il rifugio è un momento di riflessione, un nido, dove puoi riposare le membra tra un punto di arrivo o un punto di partenza ,l'anno scorso sul brazza ( rifugio )ho trovato appeso un cartello con la scritta di pagare tre euro se si voleva consumare il proprio pasto usufruendo dei tavoli esterni, non l'ho apprezzato ,mi sono seduto poco fuori su un montarozzo e ho pensato che questo non rispettava lo spirito dela montagna , ho un preconcetto in mente " dopo che spegni l'auto e indossi i scarponi e lo zaino, li comincia la libertà, sia la tua che degli altri,non vedo confini, solo un mondo infinito piene di emozioni e di paure, un mappa da seguire liberamente e dove sono segnate tante linee e dei quadratini neri dove puoi trovare rifugio :)
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25-05-2013 19.12
veneto veneto
@giuseppemalfattore: bell'immagine, stavolta ;) (anche se difficilmente giro in ciabatte in casera) :D

Non capisco invece perché ti secchino quei 3 Euro, anche nei rifugi CAI è così da Tariffario (max 3 Euro per i soli non soci che consumano solo cibi propri) e la ragione è evidente: se mi siedo in rifugio porto via spazio ad eventuali persone paganti e comunque usufruisco di alcuni fondamentali servizi (riparo, comodità, pulizia tavoli, eventuale bagno...). A ben vedere se mi fermo presso un rifugio e mi metto a mangiar roba mia che senso ha? E' evidente che - implicitamente - riconosco al rifugio un ruolo importante nella mia escursione, anche se non voglio usufruire dei suoi servizi, altrimenti perché non mettermi in un altro posto? Ma in un rifugio troviamo (gratis): consigli, cartine, ombra, sicurezza... In un albergo la maggior parte delle persone troverebbe imbarazzante tirar fuori dalla borsa anche solo una bottiglia d'acqua, in rifugio prendendo anche solo una birra chiudono facilmente un occhio sul nostro dispiegamento di panini e paninazzi.
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25-05-2013 20.59
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
@ Veneto ,sono socio ;) ma non l'avevo letto in altri rifugi , non ho molta esperienza di rifugi ;)
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25-05-2013 22.31
GiulioTS GiulioTS
Ciao Giuseppe purtroppo il pagamento
dei 3€ secondo me è giusto ! Quando ho
lavorato su al Galassi in Dolomiti
tra tanti ospiti normali fortunatamente
di rado ti capitavano pure delle mele marce
che venivano li usavano il bagno senza averne
la minima cura ,mangiavano la propria roba comodamente
seduti sui tavoli esterni del rifugio senza consumare nemmeno
un misero te e poi se ne andavano lasciando li pure i loro
rifiuti che poi tu dovevi smaltire . Ecco per questi motivi secondo me è giusto che vengano fatti pagare i 3€
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26-05-2013 09.07
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Faccio Ammenda , mi rendo conto che è utile e serve a fare selezione tra i frequentatori invadenti e poco educati , lo scambio di informazioni di questo forum è molto istruttivo, è come leggere tanti esperienze in contemporanea ,come ultimo rifugio ricordo quello dei " Cacciatori " sotto le cime d'auta in Belluno , era la mia prima ferrata impegnativa (media ) e al rirorno come novello ho offerto da bere, ricordo il gestore, un artista del legno, e il posto incantevole , le chiacchierate, partiti da oggi siamo arriati fino ala 1° guerra mondiale , arredato come un secolo fa ,come gli esseri umani ognuno di loro diverso, ma in alcune cose simili, immagino e spero che ci incontreremo in qualche rifugio ...
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