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andare da soli o in compagnia ???

21-05-2013 16.03
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
come nella vita anche in montagna ..andare con un gruppo è divertente, andare in coppia è bello...ma andare da soli è divino....
che ne pensate ??? mi viene in mente una frase di Mesnner " da solo porti tutto con te compresi rischi e paure "
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21-05-2013 19.06
loredana.bergagna loredana.bergagna
Una sola parola: condivido!!!
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21-05-2013 19.36
lauro60 lauro60
personalmente mi piace il silenzio della natura e lo voglio condividere con ...me stesso.
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21-05-2013 19.59
rudy75 rudy75
Io trovo che, in particolare per un'uscita mai fatta prima, la solitaria sia maledettamente eccitante! :)
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21-05-2013 20.03
cjargnel cjargnel
Dato per scontato che esistono pro e contro, da sempre sono un felice solitario. Alla montagna vissuta da solo devo un grazie enorme per l'aiuto interiore e decisivo che almeno in una fase mi ha fatto ritrovare me stesso. Già uscire in due richiede un feeling eccezionale. Mi piace constatare che siamo in tanti a pensarla così e che Giuseppe ha osato porre la questione. Credo di non essere il solo ad essere stato tacciato da scriteriato e solo tra chi ama un rapporto totale e intenso con la montagna ci si capisce al volo su questo tema.
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21-05-2013 20.06
rudy75 rudy75
Però l'uscita con la persona amata (o una persona molto cara) è un modo per condividere gioie, superare difficoltà, raggiungere traguardi... che crea legami veri, fortissimi, indelebili. Io in montagna sono quasi sempre andato, da quando avevo 10 anni, con persone che contano o hanno contato tantissimo nella mia vita.
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21-05-2013 20.09
veneto veneto
Non capisco perché ci poni la questione, risponditi da solo
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21-05-2013 20.20
cjargnel cjargnel
Si Rudy75, condivido parola per parola, ma in quelle felici situazioni entra in gioco quel feeling eccezionale di cui dicevo sopra. Anche io ho sperimentato quell'emozione. Ma in 55 anni circa di montagna, avendo iniziato sugli 8/9 anni, raramente l'ho vissuta appieno. Diciamo che son stato meno fortunato o più ...orso! Buone montagne da soli o in buona compagnia.
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21-05-2013 20.45
luca.deronch luca.deronch
Esistono momenti diversi. Andare da soli è eccitante e tutte le sensazioni vengono amplificate al massimo, non lo reputo da incoscienti, semmai il contrario, a volte ho paura quindi sono cosciente e molto più prudente e spesso rinuncio a fare tante cose, la cosa più bella però e quella di mettersi d'accordo con se stessi. Andare con le persone con cui vai d'accordo è ugualmente una esperienza notevole, stringersi la mano su una cima, dopo una salita, dopo una faticata, o solo per poter dire "com è bello qui". Invece odio andare in montagna con chi se ne frega della montagna. In ogni caso da soli o in compagnia in montagna non si è mai soli........minimo si è in compagnia di se stessi.
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21-05-2013 21.36
GiulioTS GiulioTS
Ciao Giuseppe solitamente vado in montagna da solo
per diversi motivi . Il primo è che la maggioranza
degli amici con cui andavo e con cui eravamo molto
affiatati sono sposati e hanno mogli rompi.....
che non li lasciano andare . Il secondo è che se
vai in gita sociale con il CAI giustamente devi sottostare
a regole ed orari e di conseguenza non sei libero di fare
quello che vuoi . Terzo se vai in montagna da solo sei tu
e la natura in una pace assoluta in cui non è difficile
avvistare gli animali .Ovviamente non sono un associale e
se ce da fare una bella gita in compagnia ci vado volentieri.
Ad ogni modo per come la vedo io mi sento più solo all' interno
di un centro commerciale affollato che durante una solitaria in montagna . Buone escursioni
GiulioTS
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21-05-2013 22.21
Fausto_Sartori Fausto_Sartori
Da solo, se incontro un altro solo, penso: tipi inquietanti questi che vanno soli ... e giro al largo. Le donne sole, poi, sembrano placide tigri.
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22-05-2013 07.36
MauroGo MauroGo
Condivido in pieno l'osservazione di Giulio riguardo la possibilità di osservare animali selvatici, questa anche per me è aumentata notevolmente da quando vado sistematicamente da solo, cioè negli ultimi tre anni. E' chiaro che l'andare da soli richiede un aumento della prudenza e della consapevolezza di quello che si sta facendo, ma regala anche delle sensazioni uniche di libertà e indipendenza oltre a rivelare risorse e doti di se stesso che difficilmente emergerebbero andando in compagnia. Mauro.
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22-05-2013 10.35
sergio sergio
Io amo la solitudine perchè a volte mi accompagno con qualcuno, ciò ha la stessa forza anche se letto in senso opposto. Sulla frequenza delle alternanze ognuno decide per sè in base alla propria predisposizione d'animo. Di tanto in tanto a me succede che per tutto il tempo "io e me siamo sempre occupati a parlarci. A volte, poi,arriva un amico e diventiamo tre. Il terzo, l'amico, è un sughero che ci impedisce di andare a fondo" (Nietzsche).
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22-05-2013 10.54
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
per "Veneto " Forum - Occasione d'incontro delle più importanti esperienze di un determinato settore , quindi a che se servono i forum se non si pongono le domande, penso che chi sa le risposte o è un Dio o è morto , non essendo nessuno dei due sono pieno di dubbi. Ho trovato interessanti le risposte, come leggere un libro, ognuno di voi ha esposto la sua poetica, e l'eterna ricerca di risposte e l'innato dialogo interiore che la montagna con i suoi silenzi aiuta, riflettevo sulle vostre risposte, e questo mentre facevo la corsetta, e osservavo la mia ombra, la bandana , e ho pensato e questo sta scritto anche nelle vostre risposte, io non sono mai solo, ma in compagnia della mia ombra che raramente mi abbandona , e che adoro quando cammino su crinali o creste ....
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22-05-2013 15.20
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
rileggendo faccio una sintesi ...si preferisce andare da soli in montagna per ascoltare il silenzio della natura,emozioni e sensazioni che puoi condividere solo con te stesso,andare da soli è maledettamente eccitante,svela il tuo amore intenso per la montagna,che puoi dividere solo con personne con cui hai un particolare e feeling,ma questo capita di raro, si diventa un po orsi,ma scopri delle emozioni che condividi solo con gli animali selvatici e la natura circostante..tutto questo lo chiami...Libertà
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22-05-2013 15.21
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
pardon..persone
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23-05-2013 20.28
veneto veneto
E' stata - la mia - una risposta molto caustica, evidentemente provocatoria.

Ma mi sono in effetti chiesto: perché, abituato ad andare da solo in montagna (ché poi la montagna è solo un accidente, potrebbe essere forse ovunque) ci tiene tanto a conoscer l'opinione altrui? Tanto più che leggerti non è facile, non sembra che tu scriva con la cura necessaria a farti ben comprendere.

Mi sento molto distante dal tuo modo di vedere ("come nella vita anche in montagna..."), pur apprezzando enormemente l'andar da solo in montagna, cosa che faccio spesso per occasione e per piacere (meno ultimamente per questioni meramente pratiche).
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23-05-2013 20.32
maurosherpa maurosherpa
solo.....non sempre....ma solo....
chè poi il più delle volte sei solo "da solo"...o solo "in compagnia"
allora è meglio non "inquinare" l'Emozione.

che poi noi non cerchiamo la solitudine, ma l'isolamento...che è diverso

maurosherpa
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23-05-2013 22.02
karim1982 karim1982
Da pochi anni frequento assiduamente la montagna. Ho iniziato con le escursioni in compagnia ma ho sentito sin da subito che per me non era luogo di convivio o santuario passatempo. Volevo andare oltre, vivere appieno l'unicità di questi luoghi non corrotti.
Nel mio piccolo ho avuto poche occasioni di sperimentare la montagna da sola.
Se la guardiamo dal lato dell'amplificazione totale di ogni emozione e sensazione rappresenta un dove perfetto per ritrovare se stessi nella natura e per misurarsi con la soggettiva valutazione di ogni rischio che questo tipo di andare comporta.
Superato il livello escursionistico però il saper misurare le proprie capacità oggettivamente, in assenza di confronto diventa difficile.
Esistono momenti diversi, si è vero...
Credo solo sia sbagliato pensare che la montagna “da soli” implichi un senso di prudenza maggiore. Tante volte è il contrario.
Il singolo decide e può contare solo su se stesso, ma e anche solo su se stesso che sperimenta i propri limiti senza alcuna sorta di responsabilità.
Nella “cordata a due” invece tanta è la sensazione di sicurezza che si ricava dall'altro quanto l'attenzione e la responsabilità nostra nei suoi confronti.
Scrivo questo perché credo al momento di far parte di quei pochi che hanno la fortuna di vivere andando in montagna, quel felling più volte citato che permette di condividere orizzonti memorabili, superare difficoltà nonché di raggiungere felici traguardi, con non pochi spunti di riflessione e condivisione successivi.
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24-05-2013 06.44
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
...per fortuna quando vado in montagna non devo scrivere ,in quel caso scelgo un compagno che sia anche professsore , ho posto la domanda solo per sapere .." io so di non sapere quindi so " Socrate..e la mia ignoranza è notevole, ma da questo forum imparo tantissimo..




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24-05-2013 08.58
karim1982 karim1982
Giuseppe, hai posto un quesito davvero interessante! E sul "come nella vita anche in montagna"... Mi trovi assolutamente d'accordo, grazie!
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24-05-2013 11.03
veneto veneto
Per me è proprio una delle cose più tristi che abbia mai sentito, almeno collegata all'andare in montagna. Mi ritrovo di più in quanto detto da maurosherpa a proposito di solitudine/isolamento.
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24-05-2013 13.57
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Per Karim ;Concordo che nell'alpinismo spesso prevale un rapporto di coppia , ma leggendo le biografie di Bonatti ( l'ascensione al Cervino dal lato nord, Jerzy Kukuczka, e altri ... , ho notato che spesso sentivano una forte attrazione verso il rapporto di solitudine con la montagna o la natura , poco fa ho pagato in posta delle bollette, e l'impiegato dietro lo sportello è un ex arrampicatore, e anch'esso mi corfermava il piacere per l'andare da soli in montagna e il saper rinunciare quando non ci si sente sicuri, o quando lo stato d'animo non è tranquillo.
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24-05-2013 13.59
graziano.bettin graziano.bettin
Chissà cosa c'è di così triste? Mah!
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24-05-2013 15.47
Michela Michela
Mi riallaccio all'ultima cosa che ha scritto Giuseppe, il saper rinunciare. A parte le sensazioni che si hanno andando da soli o in compagnia, che sono diverse ma possono essere positive in entrambi i casi, è un fatto che andando da soli non occorre giustificare le proprie scelte, cercare ragioni, sentirsi impegnati a un progetto comune, e magari in colpa per il "fallimento" dell'impresa. Secondo me andare da soli aiuta a percepire i propri veri bisogni, a scoprire che la meta è in realtà un pretesto, e che quello che veramente conta spesso arriva come un dono inaspettato: non è semplicemente il riuscire nei propri programmi... aiuta a ridimensionare il proprio ego e a trovare un'armonia con la natura.
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24-05-2013 17.44
maurosherpa maurosherpa
mah....andar da solo
ti fa percepire con precisione cos'è la libertà assoluta....
ti fa percepire con precisione cos'è la "paura" (magari come dice Rudy se si su una "prima" per te
andar da solo ti fa percepire con precisione quanto sei "grande" ad essere li, in quel momento, a far quella cosa, senza aiuto alcuno
ma ti fa anche comprendere in pieno quanto "piccoli" siamo, di fronte ad una cosa tanto più grande di noi e potenzialmente mortale
infine.....last but not least.....andar da solo ti fa perfettamente percepire quantoè bello andar con qualcuno, quando trovi uno che cerca la Montagna, come te, per scenderne migliore come uomo.
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24-05-2013 18.04
Fausto_Sartori Fausto_Sartori
La montagna come la vita? Non so, ma per molti credo si vada in montagna proprio per dimenticarla la vita. Taluni ce la lasciano perfino.
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24-05-2013 18.11
karim1982 karim1982
Quando si parte con il desiderio di sentirsi liberi e poi ci si trova accanto gli stessi vincoli del vita di tutti i giorni non si può che voler andare da soli e sempre più lontano. A questo proposito vi segnalo questo “dialogo” tra Bonatti e Messner. Se vi può interessare il link è http://www.lastampa.it/2011/09/14/blogs/vieni-avanti-creativo/dialogo-tra-bonatti-e-messner-gli-ulisse-della-montagna-3GN3GuNO9OMgVGf9hjdjKM/pagina.html
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24-05-2013 18.44
sergio sergio
Mi fa piacere che maurosherpa abbia un pensiero simile al mio spero vorrai accettare l'invito alla mia imminente prossima escursione sul Musi. Gestione.rus@libero.it.
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24-05-2013 19.18
ilario.morettin ilario.morettin
Non sempre, ma spesso... da solo.
Anche sulle cose più impegnative e difficili che ho fatto.
E poi quando vado in compagnia di un vecchio amico, ci concediamo ore di parziale solitudine andando uno distante dall'altro "controllandoci"... a vista.
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24-05-2013 19.18
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Loredana, Michela ,Lauro, cjargnel , rudy75, veneto, Luca,Giulio,Fausto, Mauro ,Mauro ,Sergio ,Karim, Graziano , ognuno di noi ha espresso quello che si propone quando affronta in solitudine la montagna,
sommando le nostre esperienze , come se realizzassimo un nostro autoritratto , quello che ritraiamo siamo noi …. , con le nostre paure , incertezze, sogni, gioie, anche di azioni che nella società giù a valle ci vergogneremmo a mostrare ( ad esempio io sono stonatissimo a cantare, ma a volte nelle carreggiate che mi portano in auto dopo una lunghissima escursione mi abbandono a cantare canzoni dei Beatles sperando che nessuno venga nella mia direzione ) , citando Joe Simpson “ il piacere della vetta,il brivido dell’avventura,la fugace soddisfazione di un desiderio irrazionale .La dipendenza viene dall’impossibilità di soddisfare pienamente il desiderio .E forse il desiderio è radicato proprio nell’pericolosità dell’azione . .Andare in montagna è cosi splendidamente inutile e vano che dobbiamo farlo “
Andare da soli o in compagnia ???? La domanda mi è nata l’anno scorso sul Jof Fuart , la settimana prima ero stato in vetta al Montasio al mio 3° tentativo dopo due andati a vuoto per paura di affrontare da solo l’escursione, al terzo tentativo mi sono associato a due sloveni alla base della parte rocciosa, e sono andato su, e ho notato tranne un caso tutti gli escursionisti erano minimo in due, invece sul Fuart tutto al contrario , solo una coppia , il restante numero degli escursionisti erano solitari, con alcuni ho scambiato due parole, o condiviso brevi tratti, a da quei brevi incontri ho imparato tantissimo ….. siamo come sentieri, prima o poi si incontrano per poi separarsi ..
Sergio anchio devo andare in vetta sui musi, mi mancano gli ultimi 50 metri ;)
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24-05-2013 19.58
sergio sergio
mi permetto di correggerti, quel giorno sul Montasio c'era anche un austriaco in solitaria anche lui salito da nord. E' la prima volta che riesco ad associare pensieri a persone.
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24-05-2013 20.19
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
se ci siamo incontrati , ricordo che eri salito dalla Findenegg e in discesa sei andato giu per la scala pipan e poi ghiaioni, ma l'austriaco non l'ho visto . mi ricordo solo tanti sloveni , un italiano se eri tu in solitaria e poi zio e nipote italiani che salivano la pipan ..allego foto
Allegato: montasio conquista 105.JPG
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24-05-2013 20.38
maurosherpa maurosherpa
volentieri Sergio.......molto volentieri.
mauro-vendrame@libero.it
mi interessano i Musi....mi interessa tutto...
tutto quello che non è scontato..!...come conoscere una Montagna o una Persona nuovi.....originali....e per questo integri.!

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25-05-2013 20.10
solitario solitario
...il mio nikname dice tutto...solo,io e Dio.
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27-05-2013 00.54
michele.zambon michele.zambon
In controtendenza rispetto alla gran parte dei messaggi letti finora, per quanto mi riguarda devo dire che preferisco salire in compagnia. Ho fatto qualche 'solitaria' ma solo su percorsi già scoperti con altri e privi di grosse difficoltà.
Sono quasi sempre uscito con amici, coi quali magari ci sono poche occasioni d'incontro durante la settimana.
Devo ammettere che mi attira l'idea di affrontare da solo le gioie e i dolori di una scarpinata, e ammiro chi lo fa, soprattutto su percorsi difficili.
Ma per adesso non è cosa: l'idea di trovarmi incrodato in un posto dove non c'è campo e non gira anima viva (e la montagna friulana è quasi tutta così....) mi dissuade da certi propositi.
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27-05-2013 17.45
GiulioTS GiulioTS
Ciao Michele sicuramente se decidi di farti un giro
in solitaria inevitabilmente devi tenerti un po sotto
delle difficoltà che sei abituato a superare . In
tal modo eviti sicuramente di trovarti incrodato in
qualche posto strano dove non ce campo . Non ho parole per descriverti le emozioni che puoi provare a startene fuori
un bivacco da solo a pranzare mentre nel prato attorno ci
sono gli stambecchi che pascolano .E vuoi mettere d' inverno
uscire sempre dal bivacco a raccogliere la neve da far fondere per
preparare la cena sotto un cielo carico di stelle in un silenzio
totale ? Semplicemente divino ! Penso che se ci sono persone che
attraversano in solitaria attraversano il , deserto, il polo o
salgono un 8000 sicuramente anche tu se veramente appassionato e
motivato riuscirai prima o poi a farti una solitaria e la ricorderai come l' escursione più bella che avrai fatto ! Buone camminate !
GiulioTS


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27-05-2013 19.59
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
Giulio con la tua descrizione fai venire voglia di andare in solitaria ;)))
Messaggio
27-06-2013 07.46
giuseppemalfattore giuseppemalfattore

C’è chi si accontenta di vivere il tran-tran quotidiano e chi no. Io sono fra quelli che non si realizzerebbero mai in un gruppo, nella monotonia di tutti i giorni; ho bisogno di evadere, di incontrare la solitudine... Si crede che solitudine significhi angoscia, per me non è così: è un momento positivo, prezioso, un’occasione per guardarmi dentro, giudicarmi, capirmi o almeno di tentare di farlo. La solitudine acutizza la sensibilità ed amplifica le emozioni. L’angoscia si prova quando si è immersi in un mare di gente e non si riesce a dialogare.

Walter Bonatti
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