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Cjanevate - via Grohmann.

04-09-2012 18.17
Pietro.DN Pietro.DN
Buongiorno. C'è qualcuno che di recente ha percorso la ferrata di guerra alla Cjanevate e, dal bivacco Eiskar ha raggiunto la cima per la via Grohmann, per poi scendere sul versante sud?
Sarei interesato a visionare qualche foto delle condizioni della vecchia ferrata di guerra, e la placca sulla via Grohmann, sui resti delle morene del vecchio ghiacciaio, ove persistono difficoltà alpinistiche.
Grazie. Pietro
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04-09-2012 19.20
nicola.narduzzi nicola.narduzzi
rispondo non per conoscenza diretta, ma se ti può interessare degli amici hanno percorso entrambi i tratti in giorni diversi, lungo la grohman si sono persi e si sono dovuti calare, mentre lungo la ferrata si deve procedere in cordata perchè presente solo un cavetto inservibile in alcuni tratti. di più non so
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11-09-2012 22.11
Pietro.DN Pietro.DN
Grazie Nicola per le informazioni.
Oggi finalmente l'abbiamo fatta. Solo la vecchia ferrata di guerra però, fino al bivacco Eiskar, con discesa per la cresta verde.
E' tutt'altro che una banalità,in un ambiente estremamente selvaggio. Per i cavi abbiamo rilevato un novità rispetto a quanto riporti, nel senso che i vecchi (di cent'anni), sono stati affiancati da uno recente veramente sottile. I fittoni sono spesso staccati, tanto che, come suggerisce il "guru" Mazzilis, è meglio farla in conserva. Noi anche con tanto di assicurazioni alpinistiche nel primo tratto nei mughi e bosco che oltre alla verticalità oggi presentava anche il terreno estremamente scivoloso per l'umidità (e i ciuffi d'erba non davano sicurezza. Per la parte rimanente, anche se presente il doppio cavetto d'acciaio lungo la via, mettevamo sempre dei rinvi per assicurazione.
Trovare la via non è facile e quando pensi di averla trovata, potresti fare come noi che abbiamo ravanato per ripidi erbosi per oltre un'ora e mezza, facendoci sicura anche con la picca piantata nel terreno, tanto era marcio tutto.
Il bivacco . . . . è sempre chiuso, solo la parte davanti è aperta al pubblico, poco, che li si reca.
Lungo la via abbiamo incrociato solo un "Bergvagabunder" che scendeva e vedendoci in conserva ci ha detto. "Mazzilis?" (inteso per come procedevamo...) ed io: "Ja, naturlich!!"
Lui era anche avanti negli anni e viaggiava sprotetto . . . ma tra i due, in quel posto, concordo con i consigli di Mazzilis. Poi ognuno può fare quello che vuole, sul tema c'è e ci deve essere estrema libertà.
Appena trovo un attimo, è mio intento fare due righe di relazione, non tanto per dire quello che già altri han scritto, quanto per dare una dritta per come orientarsi correttamente per imboccarla. Premetto che è una ferrata ove non esiste segnavia ne nulla, nemmeno in fase di avvicinamento. Si va solo d'istinto e ad occhio.
Anche noi eravamo ad un passo dall'abbandono.
Ah, per ultimo, lunghetta!!! Noi avevamo lasciato la macchina al passo Monte Croce Carnico, e ci siamo fatti il periplo a piedi.
Mandi. Pietro
Allegato: 7 fittoni staccati nella parte alta.JPG
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12-09-2012 10.17
nicola.narduzzi nicola.narduzzi
complimenti per il giro, se fai una relazione mi faresti la cortesia di informarmi? se non ti da fastidio mostrarla in giro mi interesserebbe leggerla! comunque sulle protezioni dipende molto dal terreno in cui ti muovi, certamente meglio sempre viaggiare assicurati , ma la conserva va fatta ovviamente solo dove ai protezioni a prova di bomba tra i due compagni, altrimenti si fa solo peggio!
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02-10-2012 23.37
Pietro.DN Pietro.DN
Anche se un po' in ritardo, ma con la scusante che ormai la stagione è volta al termine, mando una breve relazione non della via, ma del come trovarla, posto l'accertata assenza di ogni qualsivoglia indicazione.
E da quanto mi consta la relazione di Mazzilis contenuta nel suo libro sulle vie ferrate non aiuta.
Col senno del dopo, l'unica cosa forse utile sul tema era il suo schizzo a mano.
Arrivati alla malga Valentina Alta attraversate la staccionata verso il Gabelkopf. Scendete brevemente il pendio e quindi procedete tenendovi a sinistra su un pendio erboso anche ripido e puntate alla base della parete della montagna.
Il tragitto non è proprio agevole ed a volte non troverete nemmeno la minima traccia di passaggio. Nonè una via frequentatissima, tutt'altro.
Il riferimento è dato da una spalla con i bordi franati quindi bianchi, con sulla cresta dei larici, che vi guideranno sulla retta via.
Prima di questa spalla principale, ve ne è una seconda più bassa e senza larici, è il luogo ove noi abbiamo ravanato a lungo ed inutilmente. (vedi foto)
Arrivati al punto ove aggirate la prima spalla (quella più bassa, la prima verso di voi), troverete l'inizio della via ferrata, con un cartello in legno che vi indicherà della chiusura del bivacco Eiskar.
Qui si comincia ad arrampicare, per giungere poco dopo in un colatoio. QUA, non fate come noi, GIRATE SUBITO A SINISTRA, lasciando il colatoio che vi si para di fronte. Vi darà la sensazione di una traccia impossibile da percorrere, ma più avanti andate e più facile si paleserà.
Poi, almeno per quanto riguarda l'orientamento, non avrete più problemi fin al ghiacciaio ed all'attacco della Cjanevate per la via Grohmann.
E. . . buona montagna.
Mandi. Pietro
Allegato: CIMG1933 bis.jpg
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