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sentiero ceria merlone

22-08-2012 18.05
elvio.bortul elvio.bortul
venerdi 24 agosto vorrei percorrere il sentiero Ceria Merlone con mia moglie, partenza dal Di Brazza'. Tenendo d'occhio le previsioni del tempo, c'è qualche rischio meteorologico? Se c'è qualche esperto accetto consigli. accetto anche eventuali compagni di viaggio. Elvio e Morena
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22-08-2012 18.43
maredinubi maredinubi
Ciao,

il rischio di temporali è presente, l'Osmer lo dà al 40% per il pomeriggio/sera di venerdì.

D'altronde, sono poche le giornate in luglio/agosto senza tale rischio.
Il miglior antidoto è una partenza all'alba.

Hai in programma di farlo integralmente, fino al Lavinal dell'orso, o tagli prima?

Forse potrei esserci, sentiamoci per mail: elbrus_1968@libero.it

Ah, dimenticavo! ... non sono esperto.


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23-08-2012 10.52
carisha carisha
Fate attenzione, perchè recentemente sul sito c'era il seguente appunto:Ceria-Merlone: ancoraggio sganciato.
11-08-2012 10.06
cjargnel
Per chi non ne fosse già al corrente, segnalo per prudenza che un ancoraggio della fune lungo il tratto della cengia che va da sotto la Cima de la Puartate in direzione Punta Plagnis si è sganciato e proprio nel punto dove la cengia è più stretta e l'assicurazione serve. Ho fatto il possibile per riposizionarlo e fissarlo ma senza mezzi idonei con l'aiuto di altri che mi seguivano. L'abbiamo testato passando tutti senza problemi, ma la provvisoria sistemazione necessita di rifissaggio ex-novo. Il senso è quindi: occhio quando vi trovate in quel punto. Mandi.
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23-08-2012 20.08
maredinubi maredinubi
Ciao,

grazie della segnalazione, ma penso che un ancoraggio divelto, in mezzo ad altre decine e decine in buono/ottimo stato, riduca la sicurezza globale del tratto attrezzato di un valore trascurabile.

Andare in montagna significa esporsi a rischi: è nostro compito cercare di ridurli al minimo, ma il rischio zero non esiste!

Anche se raccogliamo tutte le informazioni possibili, possiamo sempre trovare un sentiero franato, un cavo rotto, la nebbia, o percorrere una cengia sbagliata: tutti questi elementi concorrono ad aumentare il livello di rischio della gita.

Ora, molti non accettano le incognite e gli imprevisti, infatti leggo moltissime domande del tipo:

- c'è neve su quel sentiero?
- come sono le condizioni per arrivare al rifugio ....?
- quali sono le condizioni del sentiero ... ?
- quanto tempo si impiega per percorrere il sentiero ... ?

Vogliono trovare tutto perfetto, come descritto nella relazione o sulla Tabacco, o come raccontato sul forum?

Mi spiace, non lo avrete: andare in montagna (per fortuna, aggiungo io ...), vuol dire anche imprevisti, cioè "Avventura": decidere sul posto se aggirare la frana salendo o scendendo, mettere le ciaspe o i ramponi qualora si trovi neve o ghiaccio non previsti, scendere un tratto fuori via se si è persa la traccia.

P.S. Non è sempre facile, con la scrittura, esprimere correttamente una propria opinione: verbalmente è molto più facile. Magari avremo modo, un giorno, di parlarne ancora ....

P.P.S. Elvio, per domani non combino.

ciao
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23-08-2012 21.31
graziano.bettin graziano.bettin
Per me invece andare in montagna vuol dire "sentirmi libero"; libero anche di fare domande che, ai più, potrebbero sembrare banali ma che io reputo importanti per me e per l'incolumità del ragazzino che, talora, mi porto appresso. Inoltre va data la possibilità a tutti di godere di un bene comune pur in assenza di un’indole avventuriera di tipo Salgariano. Faccio anche notare che, dalla lettura dell’incipit di questo sito "..dedicato a tutti coloro che per vari motivi sono attratti dal fascino del silenzio e dei grandi orizzonti.....”,....non emerge alcuna preclusione oggettiva ai quesiti che vengono posti, purché attinenti alla montagna. Scusate l’intromissione.
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23-08-2012 21.32
stefano stefano
Ciao maredinubi,non sono d'accordo con le tue affermazioni:andare in montagna è un rischio.
Andare in montagna impreparati,senza raccogliere eventuali informazioni,adeguato abbigliamento ,adeguato materiale,senza la dovuta conoscenza può diventare un rischio.Diventa un rischio in queste situazioni mancate.In tutte le scuole di alpinismo il primo messaggio che passa è prevenzione è sicurezza,concordo con te che la sicurezza totale non esiste, l'imprevisto esiste ed è reale ,ma ciò che diminuisce il rischio è la conoscenza ,conoscenza di se stessi nel senso di comprendere se ciò che fai a fare è alla tua portata ,capacità ,conoscenza del tracciato ,vari ed eventuali interruzioni ,frane ,neve ecc.,conoscenza del tempo meteorologico nella giornata dell'escursione ecc,la conoscenza aiuta ,se poi trovi l'imprevisto in base alla tua esperienza saprai che fare ,Mandi
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23-08-2012 21.43
marco.d marco.d
Scusa maredinubi, ma non condivido quello che hai scritto. Se vai a fare una via devi in una certa misura essere preparato anche all'imprevisto. Ma se fai una ferrata solo con il kit di autoassicurazione, credo che provare ad informarsi sullo stato delle attrezzatura sia doveroso. Il fatto che manchi anche un solo ancoraggio in mezzo a decine in ottimo stato, come scrivi tu, vuol dire poco: dipende dove manca.
Nello specifico, ho percorso il Ceria Merlone il 12 agosto, e confermo quanto scritto da Cjargnel che tra la Puartate e Punta Plagnis un ancoraggio si è staccato in un punto delicato, dove ricorrere al cavo anche di braccia è praticamente indispensabile per passare (almeno per una persona normale). Per carità, gli ancoraggi che precedono e seguono sono tutti perfetti e superata l'eventuale diffidenza iniziale, si passa senza problemi.
Credo che il senso del forum sia anche quello di limitare i rischi connessi all'andare in montagna cogliendo i commenti e le segnalazioni come quelle di Cjargnel...
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23-08-2012 23.24
carisha carisha
Concordo totalmente con quanto detto da Graziano, Stefano e Marco sul modo di andare in montagna e sulle preziose informazioni che si possono trovare su questo sito! Mi sembra sia meglio essere informati prima di intraprendere un sentiero attrezzato prima di arrivare ad un punto da dove poi sarebbe difficile tornare indietro per mancanza di tempo! Se poi uno vuole andare all'avventura è sempre libero di farlo purchè sia in grado di togliersi dagli impicci senza chiamare i soccorsi!!
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24-08-2012 09.32
masurie masurie
Aggiungo che chiedere se c'è neve per portare o no i ramponi direi che sgrava abbastanza il peso dello zaino....non mi sembra così banale come domanda.....
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24-08-2012 13.25
Fausto_Sartori Fausto_Sartori
Un po’ sono d’accordo con maredinubi, ma solo da un punto di vista filosofico. Si va all’avventura, poi io torno indietro alla minima difficoltà, anche se sempre tutto può accadere e qualche rischio si deve correre per forza. Sono talmente tante le variabili in gioco!

A proposito dei chiodi, che io aborro, è senz’altro utile segnalare quelli insicuri, ma poi nessuno penso dia per scontato che tutti gli altri lo siano.

Naturalmente ogni informazione è sempre utile, poi ognuno sarà libero di giudicare. In generale, secondo me, comunque meglio non farsi troppe domande, e maredinubi mi sembra solo volesse dire questo, non credo che invitasse all’incoscienza.
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24-08-2012 19.19
maredinubi maredinubi
Quando ho iniziato a frequentare la montagna, non esisteva il web: qualche Tabacco, le “grigie” del TCI e poco più.
La vera guida era/erano le persone con molti anni di esperienza in ambito CAI: da loro si imparava tutto, ed eravamo come spugne desiderose di carpire tutto il loro sapere ed esperienza.

Dopo la classica gavetta, chi prima chi dopo, si iniziava a fare gite in autonomia.
Spesso capitavano imprevisti, verso i quali si prendeva delle decisioni: giuste o sbagliate che fossero, contribuivano mese dopo mese a formare il bagaglio di conoscenze di ciascuno e, di conseguenza, a farci crescere.
Ora, fondamentalmente, le escursioni sono sempre quelle di 10, 20 o 50 anni fa: quello che è cambiato è l’atteggiamento verso la montagna.

Questo mese, scendendo dal Portonat di rientro dalla Grauzaria, ho incrociato una coppia che saliva parecchio trafelata.
Era pomeriggio.
Scambiando quattro parole con loro, mi hanno chiesto quanto mancava per la vetta, e se si trovava acqua sul percorso perché ne avevano poca.
Dopo aver risposto alle loro domande e averli salutati, non mi è stato possibile non pormi le seguenti domande:

-avevano studiato una cartina topografica e una relazione il giorno prima? Dislivello/difficoltà?
-perché alle 14.30 erano ancora a metà Portonat?
-perché avevano poca acqua?

Entrando nel dettaglio delle risposte ricevute:

a Graziano: non si tratta di sentirsi avventurosi. Ad esempio, in giornate con lo zero termico a oltre 4.000m, portarsi poca acqua nello zaino, è Salgariano o si è un po pirla?

a Stefano: non sei d’accordo che andare in montagna è rischioso. Faccio notare che in tutti i testi di montagna (decenti), si parla di rischi oggettivi e soggettivi. Non ci esponiamo ad un rischio di scivolata lungo un traverso (pericolo soggettivo)? Non siamo esposti a caduta sassi nei canaloni (pericolo oggettivo)? Il bollettino valanghe lo consulti? Perché non contempla, seconde te, il rischio 0 (zero) ma parte da 1?

a Masurie: le difficoltà e le valutazioni sono soggettive: dove uno passa senza ramponi, qualcuno può averne bisogno. Qualcuno ti può dire che la neve è molle, e due giorni dopo il rigelo notturno cambia le condizioni. Se qualcuno ti dice che il pendio nevoso è sicuro, tu che fai? Lo attraversi in sereno perché lo hai letto su un forum?

a Fausto: grazie !!!! ti devo una birra

In conclusione, il senso delle mie parole dell’altro giorno era: siamo sicuri che le pianificazione delle uscite a tavolino, fatta da noi, viene trascurata/sottopesata in favore di notizie raccolte sui forum, quindi soggettive e tutte da verificare perché fatte non da professionisti (es. guide alpine, membri del soccorso, gestori di rifugio?)
Forse sarebbe meglio, ma è solo il mio parere, che ciascuno intraprendesse un proprio percorso formativo, lungo anni e che non si completa mai, il cui target è una certa autonomia decisionale, premessa fondamentale per muoversi con una certa sicurezza in ambito montano.
Ciascuno per le proprio capacità e obiettivi.

Spero vivamente che tutto ciò venga inteso senza alcun mio desiderio di polemica.

ciao
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28-08-2012 11.03
masurie masurie
infatti io intendevo che chiedere se c'è neve o no non la vedo così stupida come domanda. dopo starà a me valutare se portare i ramponi o no. tutto qua
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