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Creta Grauzaria

26-06-2012 13.39
graziano.bettin graziano.bettin
Qualcuno saprebbe darmi dettagli sulla via normale alla Creta Grauzaria? E' molto più difficile di quella al Sernio? Come mai su questo sito e nemmeno sul manuale de "i sentieri della rupe" non se ne parla (forse è più per arrampicatori che per escursionisti)? Grazie.
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26-06-2012 15.09
felixvandebon felixvandebon
Ciao salito nel 2010, non sò se è questa la via normale della Creta Grauzaria, io sono andato dal sv 437 arrivi a sfiorare il rif. Grauzaria da qui prendi il sv 444 che porta alla forella del Portonat un pò ripido ma facile è bello, da qui devi prendere alla tua sx il sentiero che non è molto ben segnalato l'attacco dove parte è lunico tratto che devi un pò arrampicrti un tratto di 5 metri secondo me il tratto più difficile, per poi prendere il sentiero ben camminato che porta in vetta, non lo ritengo al quanto esposto rispetto ad altri sentieri fatti (ognuno a i suoi giudizi), fare attenzione quello si anche per la roccia fiabile, sulle 3,30 in vetta dalla partenza.
Un'pò più impegativo del Sernio per quanto riguarda l'attenzione meno per quanto riguarda la lunghezza e fatica comuque ci vuole un buon allenamento, bella come cima, ciao e buon giro da Fabio.
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26-06-2012 18.16
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
Per quanto riguarda le Guide e il sito, la Creta Grauzaria, così come ad esempio il Col Nudo dalla val Chialedina, il Canin dalla val Resia o il Chiarescons da Forni di Sotto (ma ce ne sarebbero molte altre...), fanno parte di quella serie di vette che, per difficoltà complessive, stanno leggermente "sopra" di quello che ci siamo ripromessi di considerare.
Quanto questo "limite" sia stato valutato correttamente è del tutto opinabile ed è senz'altro possibile che in futuro ci sia lo spazio e l'occasione di comprendere anche le vette citate. Per ora c'è a disposizione il forum Le vostre relazioni, che è fatto apposta per inserire descrizioni non ancora comprese nel sito oppure di livello più elevato come i recenti Capolago e Cimon (a proposito, grazie Luca, continua così...)

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26-06-2012 19.26
marco.d marco.d
Un suggerimento: se utilizzi la funzione "ricerca" del forum escursioni utilizzando ad esempio la parola "grauzaria", trovi molti vecchi post sull'argomento, discusso più volte in passato.
Mandi
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27-06-2012 09.14
Walter.S Walter.S
Non sottovaluterei l'ascesa alla Grauzaria. Nonostante sia accessibile all'escursionista esperto, è comunque una via con difficoltà alpinistiche(l'attacco fa da filtro, un passaggio di II+ da effettuare in anche discesa). Poi si sale su sentiero superando qualche breve salto roccioso (attenzione al detrito). Attenzione agli ultimi 5 metri sulla cresta, un fulmine (credo) ha fatto esplodere il crinale rendendo un po' più complicato il passaggio (esposto) a causa dei detriti.
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27-06-2012 14.39
Davide.Cattelan Davide.Cattelan
Ciao Graziano, confermo quanto detto da Walter: tieni conto che i passaggi in roccia cominciano arrivato al portonàt e il pezzo difficile lo vedi subito. Per la discesa eventualmente ricordo di aver visto anche un anello cementato sopra questo passaggio ma non mi è servito in quanto la roccia era asciutta. (scusate la brutta foto ma mi sembra renda bene l'idea)
Allegato: DiscesaPassaggioII.JPG
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27-06-2012 14.42
Davide.Cattelan Davide.Cattelan
Il resto del sentiero è comunque impegnativo: personalmente, meteo a parte, mi è piaciuto molto e in cima siamo stati "graziati". (anche qua, scusate la brutta foto)
Allegato: Sentiero Grauzaria.JPG
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27-06-2012 19.41
Michela Michela
La paretina iniziale è aggirabile salendo appena a sinistra (N) e riprendendo i segni poco sopra: l'ho fatto 5 anni fa (da verificare eventuali frane successive) e ho trovato più facile questa soluzione ma è una cosa soggettiva, i passaggi sono meno "spinti" ma su terreno comunque delicato.
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01-07-2012 13.22
graziano.bettin graziano.bettin
Grazie a tutti per il contributo. Adesso metterò in moto la procedura di autoconvinzione....Ci vorrà un pò..
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18-03-2013 15.24
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
... mi associo all'autoconvinzione ..;)
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19-03-2013 13.22
daridelf daridelf
Trovo assurdo non aver provveduto ad attrezzare (2/3 metri di fune
metallica) l'unico passaggio veramente impegnativo per salire alla
Grauzaria. Significa non rendersi conto della valenza anche economica della frequentazione della montagna. Bisogna prendere esempio da Slovenia, Alto Adige,Dolomiti, dove sanno incentivare il turismo.
NB: sono stato in cima 6/7 volte ed ho sempre avuto grosse difficoltà su quel passaggio.
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19-03-2013 13.26
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
. di solito vado da solo, quindi mi confermate che è un secondo grado non esposto, mi devo portare un cordino ???
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19-03-2013 22.32
rudy75 rudy75
Io non ho trovato grosse difficoltà in quel tratto. Tra l'altro ci sono anche più possibilità per salirci forse con difficoltà diverse. Per me fanno bene a non attrezzarlo, non è che tutti debbano salire ovunque per forza di cose. Tra l'altro la parte più pericolosa è la crestina finale da fare in discesa, specie dopo essere saliti dal Portonat con un po' di acido lattico nelle gambe. E se la zona diventa turistica voglio vedere come se ci stanno 30 persone sulla vetta... La paretina se uno si sente la fa altrimenti meglio che rinunci, come sempre. Poi per scendere c'è un chiodo (testato anche e regge) per fare 5m in doppia... Non è esposto, la paretina parte immediatamente per cui l'esposizione è data solo da dalla paretina stessa. Sentieri attrezzati stile parco giochi si possono fare in altre zone più turistiche e con poco avvicinamento, tipo Clap Varmost. Anche se la Grauzaria rimane così, bella e selvaggia, non vedo grossi problemi.
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20-03-2013 13.13
brunomik brunomik
D'accordissimo con Rudy. Non è mica che ce l'ha ordinato il dottore che bisogna salire per forza, se uno ce la fa bene e se no bene uguale. Poi per il discorso turistico non credo che 4 metri di fune possano cambiare di molto le cose e poi in zona ci sono comunque alcune cose da fare senza metterci per forza di mezzo la Grauzaria.
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20-03-2013 15.00
masurie masurie
D'accordissimo con gli ultimi interventi. La Grauzaria è bella così, selvaggia e solitaria. Se uno ha la voglia e la forza per ravanare fino al Portonat, è giusto che si destreggi anche all'attacco. Non è la gita della siora Pina....
E poi parlando di ferrate slovene lascerei perdere il discorso sicurezza....spesso è meglio il chiodo per la doppia e basta....
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20-03-2013 15.11
marco.raibl marco.raibl
Meglio "bloccare" gli incauti prima che si verifichi un evento drammatico e la natura pone dei confini che,a volte,è meglio non togliere.Anche sul Ceria-Merlone brevi tratti di cengia non sono attrezzati.L'esposizione e lo stretto camminamento fanno da filtro e,guarda caso,sul percorso non si verificano mai incidenti.Non ci sono mai salito,ma la cima della Creta Grauzaria,essendo poco spaziosa,non può offrire spazio per comitive numerose.Si capisce osservandola dalle cime vicine.Meglio lasciarla così,secondo me.Anche in Slovenia ci sono molte normali non attrezzate che potrebbero essere rese fruibili a molti più escursionisti,ma gli Sloveni evitano di alterarle.Non per questo perdono "clienti".In montagna ci sono innumerevoli possibilità.Pur non salendo le maggiori cime,il divertimento è assicurato.Anzi,raggiungere la vetta di un monte minore dà ancora più soddisfazione,a mio avviso.Troppe volte si pensa che agevolare il raggiungimento di luoghi apartati crei le condizioni di uno sviluppo turistico.Abbiamo assistito spesso alla devastazione di interi comprensori per mezzo di strade,funivie,ecc.,senza che queste opere abbiano dato i risultati sperati.Un giorno un ragazzo sloveno mi ha detto,guardando la strada militare che da Trenta porta al rifugio Zasavska na Prehodavcih:"credo che gli Italiani la avrebbero asfaltata".Comunque avesse potuto essere la storia,nel caso che Trenta fosse rimasta italiana dopo l'ultima guerra,il suddetto rifugio è frequentatissimo.1500 metri di dislivello e le gambe come unico mezzo per raggiungerlo,non impediscono il suo raggiungimento.Ciao a tutti
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20-03-2013 15.12
Walter.S Walter.S
Avevo sentito dire che della questione attrezzare l'attacco si, oppure non attrezzarlo, ne avevano parlato quelli del CAI di Moggio. Aggiungo solo un'osservazione alle precedenti: attrezzare l'attacco faciliterebbe sicuramente l'accesso alla Grauzaria ma, visto che l'itinerario che segue non è comunque adatto all'escursionismo turistico, si renderebbero necessarie altre attrezzature lungo il percorso per la sicurezza della progressione. Credo che sia meglio che rimanga così com'è, quasi che quella paretina all'attacco sia li provvidenzialmente a fare da filtro! Mandi
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20-03-2013 15.23
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
sono logiche entrambi le tesi, come quando si segnano i sentieri, c'è chi dice di mettere pochi segni e chi invece dice di abbondare, si sceglie sempre la via di mezzo, vi faccio un esempio, se un escursionista è in forma è c'è una bella giornata di sole, anche i sentieri per esperti sono facili, ma pensate alla stanchezza, alla nebbia o ad un improvviso malore, in quel caso la carenza di segni può essere letale , in questo caso mi ricordo cossa mi disse un vecchio escursionista con cui salivo la prima parte del sentiero,quella che porta al rifugio della crauzaria, non è difficile, c'è solo una paretina di 2° grado, ma con il cagnetto non puoi andare , quindi le difficoltà sono soggettive ;)
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20-03-2013 15.27
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
...correggo Grauzaria ..
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20-03-2013 19.41
Michela Michela
Non condivido l'idea di Walter.S che attrezzando il passaggio iniziale "si renderebbero necessarie altre attrezzature", perché? Pur essendo riuscita a salire senza ausili, non sono contraria per principio all'attrezzare brevi tratti-chiave che vengono comunemente percepiti come ostici: nel caso della Grauzaria non credo che questo porterebbe la "folla" in cima, anche con qualche metro di cavo la salita resterebbe comunque impegnativa e poco agevole. Non considero il mantenimento dei "filtri" e delle difficoltà naturali l'unico, o il migliore mezzo per non mettere in pericolo gli incauti; quanto al chiodo, non serve a molto all'escursionista, che si presume non abbia abitudine all'uso della corda e rischierebbe di fare manovre sbagliate... In generale sottoscrivo la frase di marco.raibl "In montagna ci sono innumerevoli possibilità.Pur non salendo le maggiori cime,il divertimento è assicurato.Anzi,raggiungere la vetta di un monte minore dà ancora più soddisfazione,a mio avviso". La questione però ha molte sfaccettature, secondo me le attrezzature non sono necessariamente collegate al turismo, è possibile uno sviluppo turistico che non banalizzi o riempia di ferraglia le cime maggiori, così come ci possono essere sporadiche attrezzature su cime minori prive di interesse turistico (in fondo anche gli antichi cacciatori attrezzavano passaggi).
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20-03-2013 22.44
lauro60 lauro60
Sono d'accordissimo con Rudy75, le difficoltà non ci sono solo all'inizio della parete, che attrezzandola potrebbe indurre a salirla anche chi non è preparato per altre difficoltà. Personalmente ritengo la Grauzaria una delle tante ns meravigliose montagne "selvagge" che devono rimanere tali, senza l'ausilio di corde e cordini.Allego foto di altro passaggio impegnativo.
Allegato: DSCN0024_010.JPG
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20-03-2013 22.46
lauro60 lauro60
Un altro passaggio delicato..
Allegato: DSCN0025_011.JPG
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20-03-2013 23.28
marco.raibl marco.raibl
Michela,credo che le tue considerazioni siano corrette.In ogni caso i filtri naturali non penso che siano,né debbano essere,un mezzo per evitare incidenti.Penso anche che,per ora,siamo fortunati ad avere la libertà di poterci muovere a nostro piacimento,senza sottostare a un codice di tipo stradale.Sulle piste di sci,ad esempio,siamo vicini all'installazione dei semafori!Attrezzature quindi sì,ma anche no,dipende...come in ogni cosa della vita.
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21-03-2013 08.43
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
...tutto è difficile e pericoloso quando non lo si conosce , dopo diventa facile...penso che nessuno nasce esperto e l'esperienza e la saggezza vengono fuori sbagliano e mettendoci il muso, a molti di noi all'inizio sembrava difficile anche fare tratti in collina, poi si diventa professori, se un cordino da sicurezza lo si puo mettere, se proseguendo non ci si sente sicuri si torna indietro rinviando ad altra data data l'impresa,ma per quanto ne so la Grauzaria non è un sentiero non praticato o selvaggio, è solo un po insidioso... in questo caso conviene accodarsi a qualcuno, a volte l'unione aiuta... questa estate ho avuto la stessa esperienza sul Montasio, due volte ho rinunciato, alla terza mi sono unito con due sloveni e sono andato su , poi mi è sembrato facile, ma fino al giorno prima me lo sognavo..
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21-03-2013 08.58
Walter.S Walter.S
Volevo solo precisare il perché delle mie affermazioni: siccome si stava parlando di possibile fruizione turistica della Grauzaria, sicuramente non si potrebbe attrezzare solo il primo tratto. Il sentiero in oggetto credo sia classificato "con difficoltà alpinistiche". Sul fatto dei filtri sono d'accordo che non devono essere l'unico mezzo per prevenire gli incidenti ma vorrei fare un'osservazione: se all'escursionista, permettetemi, "della domenica" gli si spiana la strada, magari proprio all'inizio delle difficoltà, e poi tutto il resto rimane comunque difficile e non attrezzato adeguatamente, cosa potrebbe accadere? Non è che si induce un falso senso di "facilità"? Poi mi vien da pensare, ahimè, all'aspetto legale se qualcuno si fa male.
Il tutto ha senso, credo, se attrezziamo i punti chiave, si, ma solo per una fruizione della stessa tipologia di persone che l'anno salita fino ad ora. Ma allora servono?
Per concludere, il discorso dei filtri comunque non è da sottovalutare, soprattutto per sentieri attrezzati. Alcuni metri iniziali "difficili" possono essere sicuramente un metro dove misurarsi, e magari scegliere se tornare indietro (cosa non sempre così ovvia).
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21-03-2013 11.06
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
faccio parte della sezione sentieristica di spilimbergo, dei nostri sentieri , all'incirca n° 26 quasi tutti in tramontina, alcuni sono per escursionisti esperti , altri escursionistici e turistici, anchio spesso su alcuni passaggi in cresta ho fatto notare che andavano attrezzati, ma mi si fa rilevare che quando sulla cartina è segnato come per esperti sta ai singoli escursionisti scegliere se rischiare o no, a me fu consigliato di farmi un corso di roccia, che immediatamente ho fatto, ma ho notato che tutto è facile per chi è esprtissimo e al contrario, tutto è difficile per chi è alle prime armi, quando un sentiero come la Grauzaria è segnato è accessibile a tutti, convengo che un cartello all'inizio del sentiero con il tipo di difficoltà sia utile per GLI ESCURSIONISTI E MAGARI IN DOPPIA LINGUA, VISTO CHE di una COSA sono SICURO che LE MONTAGNE NON HANNO " C O N F I NI, le montagne sono di tutti, basta rispettarle e conoscere i nostri limiti ;)
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21-03-2013 11.12
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
... trovo interessante questa conversazione ... ;))
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21-03-2013 14.07
renato.tirelli renato.tirelli
Secondo il mio punto di vista, in regione è già stato ferrato ed attrezzato più del dovuto, se poi si vuole attrezzare tutto… va bene. Però l'andare in montagna con passione ed amore non è questo, ma imparare a conoscerla, preparandosi, imparando a conoscere i propri limiti, amando l'ambiente per come è fatto, senza doverlo addomesticare per il piacere di persone che non sono in grado di far fronte alle difficoltà che la montagna ci presenta.
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21-03-2013 15.40
Michela Michela
Aggiungo altre riflessioni ai tanti spunti di questo bel confronto. Per un mio concetto di rispetto della dignità umana trovo difficile accettare l'idea del comune fruitore di montagna come un "minorenne" (minorato?) privo di capacità di discernimento e quindi da tutelare, guidare, proteggere da fraintendimenti ecc.: qualcuno per cui le difficoltà vanno spianate in modo standardizzato-consumistico, oppure meglio niente. Supporre che un intervento come la posa di cavi (o bolli o altro) di per sé sia un fattore di rischio e confusione mi sembra una visione paternalistica e insopportabile; secondo me chi va in montagna DEVE prendersi la responsabilità e considerare le incognite umane al pari di quelle naturali, e allora anche il risvolto legale in caso di incidenti non avrebbe motivo di essere: mi rendo conto però che la realtà spesso smentisce questo quadro ideale.
Tornando alla Grauzaria, rispetto l'opinione di chi vuole che rimanga così com'è, ma avanzo dei dubbi sul fatto che sia "selvaggia", vista la relativa brevità dell'avvicinamento dal rifugio e della via normale vera e propria, che pur se non facile è una classica ben conosciuta. Personalmente considero "selvagge" le montagne su cui si focalizza poco l'attenzione, ritenute minori e poco importanti e non ambite dai fruitori superficiali o "consumistici": in posti del genere mi è capitato di trovare a volte, con sorpresa, le "sporadiche attrezzature" a cui ho accennato: cavetti di fortuna, corde precarie e simili, messe da locali, cacciatori o altri volonterosi; sicuramente non a norma UIAA né a prova di avvocato, ma nondimeno utili purché usate con prudenza. Ecco, per me la libertà in montagna non è solo "fare a meno di", ma poter trovare in certi posti anche questo genere di ausili, certo non finalizzati allo sviluppo turistico, e più rispettosi della tradizione che non le ferrate con la loro illusoria sicurezza e la gente in fila.
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21-03-2013 15.40
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
..i sentieri di cresta e di vetta non dovrebbero nemmeno essere segnati, infatti quelli di vetta non sono numerati, in questo caso ti do ragione, una montagna selvatica dovrebbe avere solo le tracce dei stambecchi e delle capre , ma nella questione parliamo di un sentiero per escursionisti esperti e segnato, un po come il fuart che ha dei cavi segnati come passamano , ma qualè il monte o il sentiero che è il punto di riferimento come difficoltà, secondo me tutti e nessuno ad esempio la cima di terrarossa è quasi un sentiero turistico, ma dalla vetta se scivoli voli giù , io penso che bisognerebbere prendere l'esperienza della montagna come un iter scolastico, andare avanti per livelli in base alle difficoltà ,mi piacerebbe porre una domanda !!1 Quanti percorsi o vette non avete raggiunto per paura, o difficoltà di altro genere , o quante volte site arrivato sotto la cima e per degli imprevisti dietrofrount, e a pensare ci vediamo alla prossima, io ho imparato che le montegne sono li e non si muovono, e che non è il caso di forzare gli eventi, non mi piace a priori la critica su gli escursionisti della domenica, secondo me lo siamo tutti, io lo sono del sabato , perchè tutti siamo maestri su ciò che abbiamo fatto, e insesperti su ciò che non conosciamo, preferisco il mio maestro Vittorio, anche se gli chiedi del K2 ti da entusiasmo e forza, poi da solo tiri le conclusioni , parlo di un vecchio montanaro che li ha fatte quasi tutte le cime, io non sono un esperto, anzi ho solo 10 anni di escursionismo , e penso che la paura sia uno strumento da portare sempre con se, ti salva la vita,ma di una cosa sono sicuro, le montagne non sono di nessuno,sono siciliano di palermo precisamente, e ho visto i monti di kabul, come l'etna o altri sconosciuti, so che non sono di nessuno ,montagne veramette selvagge, e sai qualè la cosa che mi manca spesso, la cura per la montagna del friuli, i sentieri curati, la manutenzione,la sicurezza,penso che come in questo forum leggere le informazioni e vedere le immagini è utile, è come quella pqacchetta sulle spalle che ti dice, si è una paretina di secondo grado, poi ci sono delle cenge un po esposte e del macero , da questo capisco in base alla mia preparazione come affrontarlo e se affrontarlo, penso che anche noi siamo alpinisti della domenica se andiamo su un ottomila,ma sono convinto che lo capiamo da soli, non sarà certo massner a dircelo ;)
mandi
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21-03-2013 15.42
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
P.S su monte Lavara c'è un cavo penzoloni , ma pochi vanno su , altri preferiscono il Plauris che è senza cavi ;)
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21-03-2013 15.54
giuseppemalfattore giuseppemalfattore
ho letto dopo , concordo con Michela in pieno , faccio u esempio, Monte Ragogna c'è un ottima sentieristica e tanto lavoro , ma non fanno parte del C.A.I , anzi vi dirò di più. è a conduzione familiare, diriggono pure un museo, ci sono solo un paio di passaggi delicati, li hanno segnati sia sui volantini che sui cartelli , quello si che è turistico, quindi va segnato bene e spesso controllato, ma se andate su monte rodolino li trovate un anello circolare di 1200 metri di dislivello, senza nessuna fonte di acqua con tratti esposti e quasi tutta la linea di cresta nemmeno tracciata, e senza segni , percosso ad intuito, se l'affronti è a tuo rischio e pericolo , ecco questa è una bella montagna se vuoi provare l'ebbrezza di sentirti libero e senza regole ;)( a parte il rispetto per la signora montagna )
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21-03-2013 21.10
marco.raibl marco.raibl
Ah,potessero esserci Kugi,Komac,Pesamosca a seguire questo dibattito!
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21-03-2013 22.30
GiulioTS GiulioTS
Ciao a tutti personalmente penso che non tutto debba essere
attrezzato se no rischiamo che pure le vie di roccia diventino
delle ferrate .Se un escursionista ambisce ad evolversi e salire cime
più impegnative si iscriva ai corsi di alpinismo del CAI dove imparerà ad eseguire le manovre di corda . Alla fine gli tornerà utile proprio per muovere i primi passi su itinerari tipo :Grauzaria , Cridola , Innominata ecc . Più che stendere nuovi cavi eventualmente su passaggi chiave impegnativi o scivolosi un anello resinato in più per una sicura o una corda doppia in discesa ci potrebbe stare .Buone escursioni !
GiulioTS
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