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Taglio indiscriminato degli alberi in Carnia (LETTERA APERTA)

16-12-2006 00.00
Giuliano Giuliano
Da troppo tempo, ormai, ogniqualvolta faccio ritorno a casa in Carnia, osservo con sincero e vivo sconcerto il taglio indiscriminato di alberi da parte di privati e non. Lì dove per anni, sin da bambino, avevo avuto modo di osservare la presenza di un bosco di abeti, di larici, di faggi o di altri cedui, ora ci sono il vuoto, oppure le macerie e gli scheletri delle piante abbattute.
Certamente – talvolta – ci sono delle motivazioni serie, atte alla salvaguardia del bosco, che prevedono il taglio delle piante morte, oppure malate, oppure marce, oppure che minacciano di cadere al suolo. Ciononostante, ho la netta convinzione che sempre più spesso questi tagli non siano giustificati dalle esigenze sopra riportate, bensì da motivazioni riconducibili ad interessi particolari e che sfuggono ad ogni logica.
Gli esempi, purtroppo, non mancano. Ne voglio citare alcuni.

Lungo la SS n° 465 all’altezza del km 44 tra Cercivento e Ravascletto qualche anno fa è stato tagliata una buona porzione di bosco che costeggiava la strada, abbellendone il contesto ambientale e che era adiacente al letto del Torrente Gladegna. Stessa sorte per un’altra porzione di vegetazione che cresceva in corrispondenza del km 46; ora, in entrambi i casi, si notano le macerie del bosco e la crescita disordinata di erbe e piante di vario genere, che certamente non sostituiscono in alcun modo la bellezza, l’ombra e la frescura del bosco preesistente.
Lungo la SS 52 bis che conduce a Passo di Monte Croce Carnico, all’altezza del locale “Casetta in Canada”, ovvero all’inizio dei tornati che risalgono il Passo, c’è stato – a mio giudizio – l’intervento peggiore. La zona era interamente ricoperta da una bellissima pineta e la sosta nel locale - il cui nome certamente ricorda paesaggi intatti di boschi tipici del Nord America, ma che, ora, appare fuori luogo – era sempre gradevole. Ebbene, tutti (!) gli alberi secolari e più giovani, indistintamente, sono stati tagliati, lasciando anche li buona parte delle macerie, per permettere il posizionamento delle reti antifrana. A detta di altre persone, non è mai parso che quel tratto di strada fosse in condizioni di pericolo. Lascio immaginare l’impatto visivo che tale intervento ha su chi frequentava il posto in precedenza.

A Ravascletto – località di villeggiatura estiva ed invernale, dove, quindi, la tutela e la salvaguardia dell’ambiente dovrebbero essere particolarmente sentiti anche per motivazioni di richiamo turistico - ho assistito negli ultimi 15 anni ad innumerevoli tagli di larici ed abeti, a dir poco insensati! Robuste piante, secolari, che ornavano giardini, vie e la bruttissima piazzetta del borgo sono stati falcidiati dalla stupidità, dall’ingordigia e dall’inesistente oculatezza dell’uomo, che aveva come unico scopo quello di ricavare posti privati per le vetture.
Avevo il cuore in gola quando, sabato scorso, ho assistito al taglio di almeno 5 altissimi abeti posti in un giardino privato, con lo scopo univoco di far spazio alle automobili. A tagliare le piante un gruppo di adulti, a giocare accanto agli alberi caduti de piccoli bambini. Quale insegnamento e quale esempio è stato loro offerto?
Un’altra vastissima porzione di bosco, poi, è stata eliminata (incomprensibilmente) poco fuori il paese, lungo la strada che scende a Comeglians.
Potrei, poi, citare il prolificare di case e casette lungo la strada che sale allo Zoncolan da Sutrio, per fare il posto alle quali parecchie piante sono state soppresse.

Ancora, sempre poco a monte di Timau, c’è stata la recente apertura di una piccola cava, che contrasta con l’integrità ambientale e che ne ha modificato la visione. Mi è stato detto, poi, che a Collina, non lontano dal Rifugio Tolazzi, è stato eliminato un altro bel bosco di abeti per far posto all’allargamento di un campeggio.

Leggo, poi, periodicamente su questo portale – relativamente alle segnalazioni dei sentieri inagibili – di percorsi non più rintracciabili a causa di opere di deforestazione un po’ ovunque.

Probabilmente ci sono – purtroppo – altri esempi di piante e boschi soppressi, che al momento in cui scrivo non mi sovvengono.

E’ molto grave, poi, il fatto che alle piante abbattute non si provveda a impiantarne di nuove ed a ripristinare le zone soggette a tagli, tutt’altro. Ciò provoca un impoverimento del patrimonio boschivo della regione in questione e della sua valenza paesaggistica ed ambientale. Seppoi, si vuole presentare la Carnia come una regione in cui il verde è presente ovunque, e come una zona in cui l’integrità ambientale fa la differenza e ne rappresenta un elemento di effettivo pregio e di richiamo per tutti, francamente non credo che questo slogan valga ancora per molto; anzi, forse non lo è più.
Trovo, poi, ancora più eloquente il fatto che a simili interventi pare non si reagisca in alcun modo, anzi si lascia fare e si lascia trasparire una completa indifferenza. Anni fa, interpellai una delle malgare di Casera Razzo, in conseguenza all’abbattimento di una vasta porzione di bosco ubicata dirimpetto alla costruzione: mi confermò che il taglio era stato fatto indistintamente e mi rispose che comunque nel bosco crescono comunque tanti alberi! Incredibile!

A qualcuno interessa e sta a cuore la preservazione dei boschi, che rappresentano il vero valore della montagna?
Quali sono i criteri che consentono questi tagli indiscriminati delle piante?
Che cosa si può fare concretamente per arginare questo atteggiamento deleterio nei confronti dei boschi, delle valli e delle alture?

Questo scritto non vuole essere uno spunto per polemizzare o per criticare, bensì un invito alla sensibilizzazione ed alla riflessione sul tema del taglio degli alberi in Carnia e non solo. Sarei felice, che l’atteggiamento cambiasse e che i paesi, i villaggi e le borgate riacquistassero – laddove rovinate da questi interventi “maldestri” – quel valore e quella bellezza che competono loro.
Ai miei figli, un giorno, vorrei raccontare e mostrare la bellezza della montagna, che non può prescindere dall’integrità ambientale. Certamente, non vorrei mostrare loro resti cadaverici di piante abbattute o grigie sagome di costruzioni, di parcheggi edificati dove, un tempo, lo spazio era ombreggiato e rinfrescato dall’ombra di alberi alti e secolari.-
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16-12-2006 00.00
Paolo Monfalcone Paolo Monfalcone
Per tutta l'area che ai descritto non ho molta dimestichezza ma una in particolare cioè il tratto che va dalla "Casetta in Canadà" al passo mi sembra che qualche anno fà sulla zona si sia abbattuta una tromba d'aria e per questo motivo la gli alberi o i tronconi rimasti siano stati tagliati.
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17-12-2006 00.00
Andrecosmico Andrecosmico
Mi associo a quello che ha detto Paolo riguardo all'abetaia nei pressi della casetta in canadà. Alcuni anni or sono una tromba d'aria aveva danneggiato gli alberi, abbattendoli sulla strada.
Senza dubbio, il taglio no misurato di un bosco può portare a dissesti idrogeologici, andando a destabilizzare i versanti. Al contrario, una buona pulizia da piante malate, pericolanti, morte e del sottobosco, migliora lo scolo e il deflusso delle accue piovane all'interno dei torrenti o fiumi (quante volte si vedono torrenti intasati da legname). Per fortuna è sata abolita la legge regionale che ne impediva la raccolta.
Mandi
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18-12-2006 00.00
luca_di_collina luca_di_collina
Ti risponde un carnico da generazioni e laureato in economia ambientale che va ancora a far legna scegliendo piante senza un ago verde (in dialetto 'secjons') e lasciando le frasche in loco per l'humus.
Preambolo: in Carnia si e' assistito ad un progressivo e generalizzato abbandono di silvicoltura e mantenimento dei pascoli con aumento della superficie dei boschi (quindi rispetto a 50 anni fa la superficie del bosco e' sicuramente aumentata); i boschi pero' sono qualitativamente peggiorati con abetaie disordinate, troppo fisse e con alberi non certo da esposizione; riguardo ai prati taccio per carita' di patria. Accanto a tale problema si aggiunge il fatto che il legno non vale una mazza (concorrenza dell'est e della Finlandia); per questo piante di 25 metri integre a 20 metri dalla strada buttate giu' dalla tromba d'aria di Collinetta di qualche anno fa non vengono raccolte perche' li' "e' troppo ripido e costerebbe troppo" (grazie al cielo qualche ultraottantenne provvede almeno in parte).
Riguardo ai tagli essi non sono tutti uguali (qui le considerazioni sono strettamente personali):
1) taglio ai bordi della strada: creare una fascia di prato di una decina di metri ai lati della strada e' necessario per evitare che le frequenti trombe d'aria (a memoria ne ricordo due solo a Collina in vent'anni) facciano cadere piante sulla strada isolando le frazioni (cosa avvenuta tre anni fa), attualmente e' stato ultimato qualche taglio sulla statale per Sappada;
2) taglio di sfoltimento (quello che i miei e penso tuoi antenati intelligentemente facevano); si procede allo sfoltimento con eliminazione della 'piantacce' anche per consentire al sottobosco di potersi sviluppare e avere dei boschi anche monumentali (Gracco e Timau), si fa anche oggi, ma almeno dalle mie parti abbastanza raramente;
3) taglio per il materiale: lo si fa da secoli, basterebbe farlo oculatamente (una casa in legno e' per me 1.000 volte meglio di una in cemento armato e un ciocco di acero 100 volte meglio di un litro di gasolio);
4) taglio per creare nuove strade forestali: se la strada puo' essere utile per creare possibili alternative alla viabilita' principale e per trasportare piante (se poi veramente succede..) non sono a priori contrario, basta poi che ci siano i soldi per la manutenzione (cosa rara!) e che qualcuno si prenda il disturbo di portarsi via le piante invece di lasciarle ammassate a bordo-pista (cosa ancora piu' rara).
5) taglio per motivi di dissesto idro-geologico: sarebbero molto utili soprattutto per eventuali piene che potrebbero ammassare piante e creare pericolosi 'tappi'; se ne parla tanto ma almeno a Collina le piante cadute/franate nei torrenti non si contano e quelle ai bordi su terreno detritico sono pronte a cadere dentro alla prima alluvione;
6) taglio per piste da sci, parcheggi e campeggi: qui il discorso si fa politicamente delicato, sarebbe certo meglio cercare soluzioni alternative che non prevedano esboschi, ma la storia insegna che il turismo va poco d'accordo con le piante (anche se alla fine il tutto puo' avere su chi arriva per la prima volta a cose fatte un impatto ecologico - si pensi ai paesini diventati citta' dove se raccogli un fiore devi contrarre un mutuo per la multa); porcherie in giro se ne vedono... (a proposito, che dire della torre del Cervino?)
7) taglio cervellotico: trattasi di taglio apparentemente illogico (qui sarebbe meglio interpellare il direttore dei lavori, magari le piante sono malate e non lo sappiamo).

In sintesi: come in tutte le cose bisognerebbe usare la testa.

Mandi
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18-12-2006 00.00
luca_di_collina luca_di_collina
Per fortuna è sata abolita la legge regionale che ne impediva la raccolta.

Grazie al cielo, storico e' il caso di un gruppo di alpini che, dopo aver ripulito l'alveo di un fiume, si e' visto appioppare una multa e demenziale quello accaduto a mio padre: gli volevano fare la multa per aver preso la sabbia per la gabbia del canarino nel Torre. Giuro!
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18-12-2006 00.00
sonia sonia
Parole sacrosante, ma questa strada per Sappada quando si finirà? Ciao Luca
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18-12-2006 00.00
luca_di_collina luca_di_collina
Se ti riferisci al tratto tra Rigolato e Forni (ponte di Lans - ponte Coperto) SEMBRA che la galleria apra a primavera. Fare l' inaugurazione a cantiere in corso ha evidentemente portato male (ricordo anche il pilone abbattuto da un masso di diversi metri cubi).
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19-12-2006 00.00
Andrecosmico Andrecosmico
ti credo sul fatto della ghiaia. Purtroppo è stata abolita la legge sulla raccolta della legna nell'alveo dei fiumi) e non anche quella della raccolta ghiaia. quindi avverti a tuo papà di stare all'occhio perchè la legge vige ancora. non puoi togliere neanche un sassetto dal Torre.
Mandi mandi
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