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Monte San Lorenzo Maniago

09-03-2006 00.00
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
Forse già siete a conoscenza della storia del piccolo monte San Lorenzo e della sua cava presso Maniago.
Un rappresentante del comitato per la salvaguarda del monte mi ha scritto personalmente per presentarmi la situazione che già conoscevo. Qualche mese fa abbiamo percorso un piccolo anello per andare a visitare il monte e la relazione sarà presto pubblicata su SentieriNatura.
Avevo invitato la persona ad inserire un messaggio qui sul forum per far conoscere a tutti la situazione ma visto che ancora non si è fatto avanti ho pensato di anticipare io il messaggio.
Se fate un salto su www.maniaghesi.it trovate tutta la storia e tanta documentazione. E' stata allestita anche una mostra fotografica che dovrebbe essere aperta in questi giorni.
Sperando che le foto che ho scattato sul monte San Lorenzo non finiscano per diventare una specie di memoria storica del monte vi saluto e vi invito a fare un salto sul San Lorenzo per rendervi conto di persona (bastano un paio d'ore).

Un saluto a tutti
Ivo Pecile - SentieriNatura

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09-03-2006 00.00
Andrea P Andrea P
Quello che sta per succedere al San Lorenzo e' sicuramente triste; altri scempi come questo si perpatuano tutti i giorni in altri luoghi vicini e lontani; esempio: le cave di carbo-calcio di Caneva (PN). Essendo realisti pero' con una petizione o un picchettaggio non si puo' pensare di fermare l'industria edile.
D'altra parte delle case ne abbiamo tutti bisogno ed, ad oggi, per fare le case ci vogliono minerali... Ci vorrebbe una presa di coscienza collettiva che C facesse pensare alle case Ecologiche, prodotte con materiali rinnovabili, ed un sacrificio economico da parte di ogni uno per acquistarle! Finche' la richiesta di case sara' orientata a quelle + economiche e - salutari costruite in cemento, saremo inconsapevoli complici di queste deturpazioni del territorio. E pur Salvando il San Lorenzo andremo a rosichciare qualche altra montagna, magari all'estero! La mia non e' una presa di posizione, ma uno spunto per la discussione. Coadialmante, Andrea
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09-03-2006 00.00
alessandro alessandro
abito a tolmezzo dove ormai si costruisce su ogni fazzoletto verde rimasto, oltre alle case ecologiche penso si debba pensare di ristrutturare tutte quelle vecchie e chiuse che si vedono in giro prima di farne di nuove... amare la montagna vuol dire anche rendere le nostre città più vivibili ma è una lotta contro il potere economico non da poco...
saluti
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09-03-2006 00.00
Stiefin Stiefin
A proposito di masticare pezzi di montagne... Da una dispensa universitaria (non credo siano dati campati per aria), il consumo PRO CAPITE di rocce e minerali è, in media, di 8 tonnellate l'anno... E' ora di cambiare non solo il modo di costruire le case, ma bisogna seriamente pensare a cambiare la gestione di questo Pianeta, se vogliamo che resti qualcosa per chi verrà dopo di noi... E non parlo da"estremista", ma, a cercarli, ci sono vagonate di dati scientifici che lo dimostrano...
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11-03-2006 00.00
Andrecosmico Andrecosmico
Ciao Ivo hai fatto bene ad espandere questo problema.
Mi è capitato di entrare nel cantiere del San Lorenzo. E' una cava di calcare a piazzale discendente molto grande.
Credo che i maniaghesi una volta la vedevano peggio di com'è adesso in quanto sono state introdotte tecniche di ingegneria naturalistica per mitigare l'impatto ambientale con un egregio risultato.
Prbabilmente proprio su questa onda di entusiasmo, la ditta della cementizillo ha richiesto di potersi espandersi, sapendo che alla fine con opere di ingegneria naturalistica.
In regione ci sono forse casi più lampanti di tali scempi: basti pensare alla cava Fous sempre a Maniago (con i rilevati basali rinverditi), alle cave Fraccanoni e Scoria sopra Trieste ( sono un pugno nell'occhio- a dir la verità nella cava Scoria hanno sperimentato e poi attuato, un sistema di recupero dei gradoni mediante semine e piantagioni su terreno precedentemente depositato proveniente dai lavori sulla camionabile a N di TS).
Secondo me, c'è tanta furbizia da parte delle ditte: riporto l'esempio di Prestento- vicino a Torreano di Cividale- dove a N è sita una zona di estrazione di pietra piasentina. Questa espandendosi stava per intaccare la vicina stazione preistorica della grotta del Foran di landri. Ovviamente è stata fatta un'ordinanza di blocco dei lavori. A quel punto, quelli della pietra piasentina han pensato che, se non potevano toccare la grotta, l'aggiravano e scavavano oltre tentando di distruggerla da un'altra parte. Sembra che comunque tutto sia bloccato da varie ordinanze dell'amministrazione comunale.
Io credo che non serva estrarre la roccia viva per produrre cemento distruggendo montagne. Sono proprio loro a darci il materiale senza dover fare grandi cose: la ghiaia di fiumi e conoidi ce nè in abbondanza. ( Vicino a Tolmezzo e precisamente ad Amaro in località Mulino Rainis c'è una grande ditta di produzione cementi utilizzando la ghiaia del Fella).
E' tutto un percorso a catena, purtroppo, in quanto una volta finita l'estrazione della ghiaia si incorre nel problema di come riempirle( e qui entrano in gioco le discariche: basti pensare a come è sorta quella di udine a San Gottardo).
Mi sono dilungato un po' troppo per lasciare un mio contributo.
Spero che sia gradito
Mandi
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