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Messaggio

peter.stochay@freenet.de

14-03-2005 00.00
Peter Stochay, Cologne, Germany Peter Stochay, Cologne, Germany
Dear Ladies and Gentlemen,

sorry my writting italian is not so good. Im Summer 2005 we want to go to the summit of Monte Duranno, Monte Pupera Val Grande and Monte Crissin.
Do you have some route information ( descrizione sentiero e difficolta - F; PD..(?) ) and Tipps , also in italian. We can translate italian - german

Rifugio Maniago - via normale - Monte Duranno
Biv. G. Spagnolli - via normale - Monte Pupera Val Grande
Biv. G. Spagnolli - via normale - Monte Crissin

may be

Biv. Casera Campestrin - via normale - Sassolungo di Cibiana.

Thanks a lot !! If we go there in summer , we sent you some of our fotos.


mit freundlichem Gruß

Peter Stochay

Email:peter.stochay@freenet.de
Tel. 0221-720 09 51

www.alpenverein-nippes.de www.huettentipp.de www.bergsport4000.de

Kuenstrasse 41, 50733 Köln (Nippes)

Messaggio
15-03-2005 00.00
ivo.sentierinatura ivo.sentierinatura
Dear Peter

I will send directly to your email some informations about the trips you requested.
Popera, Crissin and Sassolungo di Cibiana are outside the boundaries of our site but I will try to find out something in my books.

Best regards

Ivo Pecile - SentieriNatura
Messaggio
15-03-2005 00.00
ezio ezio
[estratto dalla Guida della Società Alpina Friulana - Prealpi Carniche]
Salita del M.Duranno (m 2652), via normale. – Dalla Forc.Duranno (m 2217) si salgono le roccette gradonate della cresta, in direzione dello spigolo SSE del M.Duranno, e si traversa per cenge e sfasciumi sul versante est, riportandosi in cresta più in alto. Per canalini e roccette ben articolate si giunge ad una spalla ghiaiosa, all’inizio del largo cengione detritico che taglia interamente il versante meridionale del monte (passando sotto la cosiddetta “Parete Rossa”). Lo si segue per circa 300 m, lasciandolo poco prima di giungere nel grande canalone che scende dalla cima (“Canalone Sartor”). Si sale per paretine e gradoni con buoni appigli portandosi gradatamente verso sinistra nel fondo del canalone. Si sale ora direttamente per questo, superando un primo salto a sinistra, con un delicato passaggio in traversata; quindi, dove il canalone si restringe, una paretina verticale ma facile porta alla base di uno stretto camino, il punto più impegnativo della salita (III gr. – chiodo per corda doppia). Si segue con più facile percorso il fondo del canalone e dove questo si apre in un largo imbuto detritico, si sale verso destra guadagnando in breve la vetta per roccette e sfasciumi (ore 2.30 dalla Forc. Duranno, 4 dal Rif. Maniago).
Disl. ca. 450 m; II con un passaggio di III.

Per l’accesso al Rif.Maniago da Erto si veda ‘Anello della val Zemola’ su questo sito.
Messaggio
17-03-2005 00.00
ezio ezio
Pupera Valgrande, via normale per la cresta ovest, dalla forc.Ciadin Alto Est.
Dal biv. Sapagnolli (2047 m) si sale senza problemi alla forcella Ciadin Alto E (2222 m) per tracce di sentiero inerbito e non segnalato (h 0.30). Qui inizia la traccia della via normale, segnalata con radi bolli rossi sbiaditi (agosto 2004). La via, pur sviluppandosi in prevalenza su sfasciumi, si presenta relativamente pulita, segno di una apprezzabile (e sorprendente) frequentazione. Le difficoltà tecniche maggiori sono racchiuse nel tratto finale.
Si prende a dx (verso E), risalendo la cresta per facili roccette e detriti (I). Dopo poco si nota sulla sn (sul versante nord) una sorprendentemente ampia cengia che si sviluppa praticamente in piano (per un centinaio di metri). Al suo termine ignorare la rampa a dx che riporterebbe in cresta, traversare invece per pochi metri a sn e risalire la breve rampa (I, esposto) e il successivo colatoio (ascendente verso N-E; un passaggio di II+ non esposto alla fine dello stesso). Al termine del colatoio, siamo sul versante N, aggirare uno sperone e risalire a dx guadagnando la cresta (II-) in corrispondenza di una forceletta appena accennata. Seguendo gli sbiaditi bolli rossi percorrere la cresta (verso E) fino a una seconda più marcata forcelletta, a circa 100 m dalla vetta. Calare direttamente su questa: salto di 5 m, III/III+, chiodo, non esposto (unico punto della via dove si poggia le mani su roccia solida). Proseguire a dx del filo di cresta, aggirare a dx una parete ripida (II, esposto) passando accanto a un caratteristico pinnacolo e, oltrepassato un tratto di cresta piuttosto affilata (II), guadagnare il pendio detritico che conduce alla cima ovest (h 1.30-2 dalla forc.Ciadin Alto).

Nota. Si può accedere alla forcelletta che precede la cima evitando il salto di III, calando sul versante sud della cresta e risalendo poi alla forcella, I e passaggi di II secondo la Guida Monti del CAI. Questa “variante” (formalmente la Guida Monti propone questa come via normale) percorre rocce friabili ed infide e a mio modesto avviso è sconsigliabile.
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17-03-2005 00.00
ezio ezio
Per l'accesso al biv. G.Spagnolli, arrivando in auto, posteggio lungo la S.P. della Piova (Pelòs di Cadore-Forc.Ciampigotto) a 1180 m ca. (cartello); quindi noiosa pista forestale e successivo noioso sentiero dalla risibile pendenza. Nei pressi del bivacco non mi pare ci siano sorgenti.
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18-03-2005 00.00
ezio ezio
[da ‘Guida dei monti d’Italia – Alpi Carniche 2’]
Delle tre cime riconosciute dalla toponomanstica locale, Crìssin di Laggio, di Gogna, d’Auronzo, solo la prima è raggiungibile con difficoltà escursionistiche, mentre per proseguire (per cresta in direzione N) verso la vetta più alta (C. d’Auronzo 2503 m) si devono affrontare passaggi di II e III.
Dal biv. Spagnolli (2047 m) si segue il sentiero che conduce verso la forc.Ciadin Alto W fino al primo tornante. Si abbandona il sentiero per attraversare sui prati a sn (ovest) portandosi alla base dell’evidente canale che divide il M.Schiavon a sn dal Crìssin a dx, 2150 m (h 0.40). Salire nel fondo del canalone per detriti e zolle erbose, giungendo sui facili salti rocciosiche adducono ad un intaglio della cresta SW (forcella Schiavon, 2300 m). Proseguire a dx (nord) nei pressi della cresta, cercando i passaggi più opportuni (I) tra i salti di roccia, fino a toccare la cima del Crìssin di Laggio 2460 m (h 0.50; h 1.30).
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Nonostante la zona mi sia sempre parsa poco frequentata, dal sito della sez. CAI del Comelico leggo “Monte Crissin (mt 2503) Forse la più classica tra le salite nella zona di Comelico Inferiore”, preambolo alla presentazione di una gita sociale.
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